VOLKELT, JOHANNES. - Filosofo, n. a Lipnik (Galizia) il 21 luglio 1848, m. a Lipsia l'8 maggio 1930. Studiò a Vienna, Jena e Lipsia. Insegnò successivamente a Jena, Basilea, Würzburg e infine, dal 1894 al 1921, a Lipsia.
Il V. procede dall'idealismo tedesco, specialmente di Kant, di Hegel e poi di E. von Hartmann. conoscenza (v.) come scienza senza presupposti e conciliare le ESPERIENZA (v.). Si può a principio esprimere solo quello che si trova con indubbiabile certezza nella propria coscienza, e nelle forme della prima persona singolare. Ma il tentativo di fondare il sapere sulla scetticismo (v.). pensiero (v.) può garantire la validità transubiettiva del conoscere che si estende a tutti i soggetti e agli oggetti indipendenti dal pensiero.
Opera principale è Erfahrung und Denken (Amburgo e Lipsia 1886) preceduta da I. Kant, Erkenntnistheorie (Lipsia 1879) e seguita da Die Quellen der menschlichen Gewissheit (Monaco 1900), Gewissheit und Wahrheit (ivi 1918) e Die Gefühlsgewissheit (ivi 1922). Il System der Aesthetik (3 voll., Monaco 1905-14) cerca di conciliare l'estetica speculativa con l'estetica psicologica. Altri scritti estetici: Der Symbolbegriff in der neuesten Aesthetik (Jena 1876); Aesthetische Zeitfragen (Monaco 1895); Aesthetik des Tragischen (ivi 1897); Zwischen Dichtung und Philosophie (ivi 1908). Da ricordare inoltre: Das Unbewusste und der Pessimismus (Berlino 1873); A. Schopenhauer (Stoccarda 1900); Was ist Religion (Lipsia 1913); Phänomenologie und Metaphysik (Monaco 1925); Das Problem der Individualität (1928).