Quantavis diligentia
Motu proprio sui chierici citati davanti ai tribunali laici
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CHI TRASCINA I CHIERICI AL PROPRIO TRIBUNALE DEI GIUDICI LAICI.
1 Per quanto diligenza si adoperi nel promulgare le leggi, spesso non è possibile prevenire ogni dubbio, che in seguito possa nascere dalla loro astuta interpretazione. Talvolta però i giuristi, che si sono applicati a ricercare la natura e la forza della legge, hanno fra loro opinioni così diverse, che ciò che è stato stabilito dalla legge non può risultare certo se non per mezzo di una dichiarazione autentica.
2 Acta Apostolicae Sedis. — Commentarium Officiale.
3 Questo è appunto quello che abbiamo visto accadere, dopo che è stata promulgata la Costituzione Apostolicae Sedis, con la quale le censure latae sententiae sono state limitate. Infatti fra gli scrittori, che hanno redatto commentari su questa Costituzione, è sorta grande controversia circa il suo Capitolo VII; se cioè la parola Cogentes designi i legislatori e le persone pubbliche soltanto, oppure anche gli uomini privati, che costringono il giudice laico, ricorrendo a lui o intentando un'azione, a trascinare al suo tribunale un chierico.
4 Quale fosse il valore di questo Capitolo, la Congregazione del Santo Uffizio l'ha dichiarato una volta e due volte. — Ora però in questa avversità dei tempi, quando l'immunità ecclesiastica è così poco rispettata, che non solo Chierici e Presbiteri, ma anche Vescovi e gli stessi Cardinali della Santa Romana Chiesa sono trascinati in giudizio davanti ai laici, la cosa richiede assolutamente da Noi, che coloro i quali non sono distolti da un così sacrilego delitto dalla gravità della colpa, li conteniamo nella loro funzione con la severità della pena. Perciò Noi con questo Motu Proprio stabiliamo e decretiamo: chiunque fra i privati, laici o di ordine sacro, maschi o femmine, convochino al tribunale dei laici persone ecclesiastiche di qualsiasi genere, sia in causa criminale sia in causa civile, senza alcun permesso della potestà ecclesiastica, e là li costringano pubblicamente a comparire, incorrano tutti costoro in Scomunica latae sententiae in modo speciale riservata al Romano Pontefice. Vogliamo inoltre che ciò che è stato sancito con queste lettere sia fermo e ratificato, nonostante qualsiasi cosa contraria. Dato a Roma, presso San Pietro, il 9 ottobre 1911, anno nono del Nostro Pontificato.
5 PIO PP. X.
Traduzione automatica, non rivista. Fa fede il testo originale.
Testo latino
TRAHENTIBUS CLERICOS PROPRIO AD TRIBUNALIA IUDICUM LAICORUM.
1 Quantavis diligentia adhibeatur in condendis legibus, saepe non licet dubitationem praecaveri omnem, quae deinceps ex earum callida interpretatione queat exsistere. Aliquando autem iurisperitorum, qui ad rimandam naturam vimque legis accesserint, tam diversae inter se sunt sententiae, ut quid sit lege constitutum, non aliter constare, nisi per authenticam declarationem, possit.
2 ActaApostolicaeSedis.-CommentariumOfficiale.
3 Id quod videmus contigisse, postquam Constitutio Apostolicae Sedis promulgata est, qua Censurae latae sententiae limitantur. Etenim inter scriptores, qui in eam Constitutionem commentaria confecerunt, magna orta est de ipsius Capite VII controversia; utrum verbo Cogentes legislatores personaeque publicae tantummodo, an etiam homines privati significentur, qui iudicem laicum, ad eum provocando actionemve instituendo, cogant, ut ad suum tribunal clericum trahat.
4 Quid valeret quidem hoc Caput, semel atque iterum Congregatio Sancti Officii declaravit. — Nunc vero in hac temporum iniquitate, cum ecclesiasticae immunitatis adeo nulla solet haberi ratio, ut non modo Clerici et Presbyteri, sed Episcopi etiam ipsique S. R. E. Cardinales in iudicium laicorum deducantur, omnino res postulat a Nobis, ut quos a tam sacrilego facinore non deterret culpae gravitas, eosdem poenae severitate in officio contineamus. Itaque hoc Nos Motu Proprio statuimus atque edicimus: quicumque privatorum, laici sacrive ordinis, mares feminae ve, personas quasvis ecclesiasticas, sive in criminali causa sive in civili, nullo potestatis ecclesiasticae permissu, ad tribunal laicorum vocent, ibique adesse publice compellant, eos etiam omnes in Excommunicationem latae sententiae speciali modo Romano Pontifici reservatam incurrere. Quod autem his litteris sancitum est, firmum ratumque esse volumus, contrariis quibusvis non obstantibus. Datum Romae, apud S. Petrum, die ix mensis Octobris MCMXI, Pontificatus Nostri anno nono.
5 PIUS PP. X.
Acta Apostolicae Sedis 3 (1911), pp. 555-556 (Holy See scan, OCR text, lightly cleaned). Fonte: vatican.va (AAS scan).
Testo inglese
ON THOSE DRAWING CLERICS TO THE TRIBUNALS OF LAY JUDGES.
1 However great the diligence employed in enacting laws, it is often not possible to prevent every doubt which may afterwards arise from their cunning interpretation. Sometimes, moreover, the opinions of legal experts, who have undertaken to examine the nature and force of a law, are so diverse among themselves, that what has been established by law cannot be made clear except through an authentic declaration.
2 Acta Apostolicae Sedis.—Official Commentary.
3 This is what we have seen happen after the Apostolic Constitution Apostolicae Sedis was promulgated, by which latae sententiae censures are limited. For among the writers who have composed commentaries on that Constitution, a great controversy has arisen concerning its Chapter VII itself; whether by the word "Cogentes" the legislators and public persons only are meant, or also private individuals who compel a lay judge, by appealing to him or instituting an action before him, to bring a cleric to his tribunal.
4 What this Chapter was worth, the Congregation of the Holy Office has declared once and again. But now in this troubled time, when ecclesiastical immunity is so little regarded that not only Clerics and Priests, but Bishops also and even the Cardinals of the Holy Roman Church are brought into the judgment of lay courts, the matter altogether demands of Us that those whom the gravity of the offense does not deter from so sacrilegious a crime, We should restrain by the severity of punishment in their duty. Accordingly, by this Motu Proprio We establish and decree: whoever of private persons, lay or of sacred order, male or female, shall summon any ecclesiastical persons whatsoever, whether in a criminal or civil cause, without any permission of ecclesiastical authority, to a lay tribunal, and there compel them to appear publicly, all such persons incur excommunication latae sententiae specially reserved to the Roman Pontiff. Moreover, We will that what is sanctioned by this letter be firm and ratified, notwithstanding anything to the contrary. Given at Rome, at St. Peter's, on the 9th day of October, in the year 1911, in the ninth year of Our Pontificate.
5 PIUS PP. X.
Traduzione automatica, non rivista. Fa fede il testo originale.