GIACOBBI. - Il club dei G. fu, tra le società ed i gruppi politici sorti durante la Rivoluzione Francese, uno dei più importanti ed influì con la sua azione in Parlamento e sull'opinione pubblica in modo determinante sullo svolgimento della Rivoluzione stessa. Sotto ancora prima del 17 giugno 1789 (Costituzione dell'Assemblea Nazionale a Versailles) tra i deputati bretoni del clero e del terzo stato in maggio, prese dapprima il nome di club breton. Questo comitato, su base dapprima regionale, divenne ben presto un centro d'attrazione anche per altri deputati e, dopo il trasferimento dell'Assemblea a Parigi in ott., prese in affitto il refettorio del convento dei Domenicani, detti G., nella rue St-Honoré e divenne la Société des Amis de la Constitution in un primo tempo, e la Société des Jacobins poi. Perduta la caratteristica di essere essenzialmente una società costituita da membri dell'assemblea, il club dei G. annoverò tra i suoi adepti non solo uomini politici, ma anche commercianti, artisti, giornalisti, tutte persone desiderose di partecipare ed influire, sia pure indirettamente, sull'attuazione dei nuovi principi rivoluzionari. Durante la monarchia i G. furono lealmente sostenitori dei Borboni. Non erano ancora repubblicani, ma solo decisi sostenitori della Costituzione. Fiduciosi nello stabilimento di una monarchia costituzionale sotto Luigi XVI, essi non erano contrari al re; ma quando si avvidero nel 1792 che tale programma era irrealizzabile, abbandona-
ronò la piattaforma della Costituzione monarchica e, decretata la morte del sovrano, sulla ghigliottina, divennero fautori della massima intransigenza rivoluzionaria. L'influenza del club dei G. crebbe a dismisura: persino la Convenzione, considerata onnipotente, non faceva altro in sostanza che conformarsi ai desideri di questa società. Il Terrore e la dittatura di Robespierre, con la violenta persecuzione del clero fedele a Roma e dei cattolici che caratterizzano il periodo più sanguinoso della Rivoluzione, sono conseguenza dell'azione politica svolta dai G. in Parigi ed in tutta la Francia (v'erano quasi 2500 società giacobine nelle varie province francesi) a favore di una repressione energica di ogni attività o pensiero non considerato ortodossamente rivoluzionario. Dopo l'arresto e la condanna di Robespierre, il club dei G. fu sciolto ed un tentativo di ricostituzione attuato nel 1799 fu duramente represso dal Fouché, ministro di polizia ed ex-g.