INAVVERTENZA

INAVVERTENZA. - Si dice i., in genere, tutto ciò che sta fuori dal campo della coscienza attuale. L'u. prende forma e nome di dimenticanza, se si riferisce al passato; di imprevisione, se riguarda il futuro. Come sinonimi di i. si adoperano spesso i termini di distrazione, disattenzione, irriflessione, la cui espressività metaforica denota presente nel patrimonio del senso comune un'acqua intuizione sperimentale del meccanismo psicologico della i.

L'u. non è per se stessa errore, sebbene possa essere causa di errore. Essendo l'agire umano, propriamente tale, essenzialmente condizionato e misurato dalla consapevolezza attuale o virtuale del soggetto agente, l'u. funge da limite di volontarietà e responsabilità e acquista così rilevanza, in molti casi, dal punto di vista giuridico e morale. Ciò che è inavvertito non è in se stesso né voluto, né volontario.

Tuttavia l'u. può essere volontaria. L'uomo possiede infatti un certo dominio sulla sua consapevolezza; egli ne può liberamente fissare, spostare, ampliare o restringere il campo, rafforzarla o sopprimerla, concentrarla e disperderla. In altre parole, è in potere dell'uomo prestar attenzione, riflettere, osservare, esaminare, controllare se stesso e la realtà. Ora, essendo l'uomo vincolato in ogni sua azione alla norma morale, questa esige innanzitutto ch'egli si renda consapevole del valore morale delle sue azioni. Perciò il primo e fondamentale dovere dell'uomo suona: «Si coerente con la tua coscienza: formati la coscienza». E coscienza significa non soltanto consapevolezza astratta e generica del bene e del male; ma anche e propriamente consapevolezza del bene e del male alle sente al contenuto, alle circostanze, alle intenzioni, alle eventuali risonanze dell'agire concreto (v. COSCIENZA; MORALITÀ).

L'obbligo generale di prendere coscienza del valore morale delle proprie azioni, assume forme e proporzioni diverse secondo gli individui, le loro capacità, le oggettive possibilità, l'indole e l'importanza delle singole azioni. Comunque, colui che volontariamente vien meno a quest'obbligo, si rende consapevole direttamente di i. e indirettamente delle sue conseguenze. Sono questi i casi in cui giustamente il senso comune, la morale e le stesse leggi civili qualificano e puniscono come colpa l'incoerenza e l'irresponsabilità. Essendo l'u. una forma di ignoranza, valgono per essa tutte le distinzioni ed i principi riguardanti l'ignoranza in quanto limite della volontarietà (v. IGNORANZA; RESPONSABILITÀ).

BIBL.: V. ATTENZIONE; AVVERTENZA. E inoltre: E. Carton de Wiart, De influxu ignorantiae in voluntarium, in Collectanea Micheliniensia, 4 (1930), pp. 537-40; J. Brys, De ignorantia eiusque influxu in actum humanum, in Collationes Brugenses, 30 (1930), pp. 116-21; D. M. Prümmer, Manuale theol. mor., I. Friburgo in Br. 1931, nn. 364-65; M. G. Kraler, The indirect voluntary voluntarium in causa, Washington 1935. Gaetano Corti