MAESTRI OSTIARI DI « VIRGA RUBEA ». - I m. o. di « v. r. » sono ecclesiastici della cappella pontificia che hanno in essa e nelle funzioni e processioni pontificie la cura e la custodia della croce papale. Essi, in tali occasioni, si recano a prendere la detta croce nell'anticamera d'onore del Palazzo Apostolico e la recano nella sala dei paramenti, ove la consegnano all'ultimo uditore di Rota, che la porta, nel corteo, dinanzi al papa. Giunto il corteo in cappella, l'uditore riconsegna la croce papale al m. o. di « v. r. », che sempre gli sta al fianco e che durante tutta la cerimonia la pone in cornu Evangelii in apposito zoccolo forato. Finita la funzione, il m. o. di « v. r. » restituisce la croce all'uditore di Rota, che la porta fino alla sala dei paramenti, ove il m. o. di « v. r. », presala, di nuovo la riporta nell'anticamera d'onore.
I m. o. di « v. r. » formano collegio e sono nominati dal papa con biglietto di monsignor maggiordomo, da cui poi dipendono. Sono famigliari del papa e, mentre in passato furono numerosi, attualmente sono due. Vestono sottana, fascia con fiocchi, collare di seta paonazza, mantellone di saia o scotto di egual colore, calze di seta nera e scarpe con fibbie.
Questi ecclesiastici si chiamano ostiari perché per gran tempo ebbero affidata la custodia della porta (latino ostium) della sala dei paramenti, cioè di quella stanza ove sopra di un letto (residuo di antiche usanze pontificie) sono collocati i paramenti, che deve assumere il pontefice. Hanno poi aggiunta anche la denominazione « a virga rubea » portando essi una verga o bastone lungo ca. 2 palmi, coperto di velluto rosso, ornato all'estremità e nel mezzo di cannelli di lastra d'argento. Gli ostiari sono presenti nella famiglia pontificia fin dal suo primo sviluppo. Come collegio si trovano già organizzati nel sec. XII: 2 maestri uscieri « de virga rubea », si trovano ricordati in un ruolo sotto Paolo IV (1555). Gli Statuti dei m. o. di « v. r. » furono confermati da Clemente X con la cost. In apostolicae Sedis dignitatis culmine, del 5 dic. 1671 (edita in Roma dalla Stamperia della R. Camera Apostolica nel 1671).
BIBL.: sources