In eminenti apostolatus specula

Costituzione di condanna della massoneria

Costituzione di papa Clemente XII ·

1 A tutti i fedeli cristiani

2 Costituiti, benché con meriti ineguali, per disposizione della divina clemenza, nell'eminente cattedra dell'Apostolato, secondo il dovere della provvidenza pastorale a noi affidata, con assiduo studio di sollecitudine, per quanto ci è concesso dall'alto, ci applichiamo a quelle cose per le quali, chiuso l'accesso agli errori e ai vizi, si conservi soprattutto l'integrità della Religione Ortodossa, e si allontanino da tutto l'Orbe Cattolico i pericoli di perturbazione in questi difficilissimi tempi.

3 § 1. Certamente, anche dalla stessa voce pubblica annunziante, ci è venuto a conoscenza che si diffondono largamente e ovunque, e di giorno in giorno si rafforzano alcune Società, Assemblee, Convegni, Collezioni, Aggregazioni, o Conventicole, comunemente chiamate di liberi Muratori o Francs Massons, o con qualsiasi altra denominazione secondo la varietà delle lingue, nelle quali uomini di qualunque Religione e Setta, contenti di una certa apparenza affettata di onestà naturale, si associano reciprocamente con un vincolo tanto stretto quanto impenetrabile secondo leggi e statuti da loro stabiliti; e che simultaneamente operano in segreto, sia mediante un giuramento grave interposto sui Sacri Libri, sia mediante l'aggravamento di gravi pene, vincolandosi a un silenzio inviolabile.

4 Veramente, poiché è della natura del delitto di tradirsi da sé e di emettere il grido che lo denuncia, da ciò le predette Società o Conventicole hanno ingenerato nei cuori dei Fedeli un sospetto così veemente, che dare il nome di appartenente a tali aggregazioni presso i prudenti e gli onesti è del tutto lo stesso che incorrere nella nota di pravità e di perversione; infatti, se non agissero male, non avrebbero affatto in odio la luce a tal punto. Questo rumore si è diffuso a tal punto che in molte Regioni le ricordate Società sono state proscritte dalle Potestà del secolo come contrarie alla sicurezza dei Regni, e sono state prudentemente eliminate da tempo.

5 § 2. Noi dunque, considerando nell'animo i gravissimi danni che per lo più da tali Società o Conventicole si arrecano non solo alla tranquillità della Repubblica temporale, ma anche alla salvezza spirituale delle anime, e perciò non sono affatto in accordo né con le Sanzioni Civili né con quelle Canoniche, poiché siamo insegnati dalla parola divina che giorno e notte, come servo fedele e prudente preposto alla Famiglia del Signore, si deve vigilare affinché uomini di tal genere, come ladri, non scavino la Casa, e come Volpi non si sforzino di demolire la vigna, cioè affinché non pervertano i cuori dei semplici e non colpiscano gli innocenti di nascosto, per chiudere la strada larghissima che da ciò potrebbe aprirsi per commettere impunemente iniquità, e per altre giuste e ragionevoli cause a noi note, le medesime Società, Assemblee, Convegni, Collezioni, Aggregazioni o Conventicole di liberi Muratori, o Francs Massons, o con qualsiasi altro nome appellate, per consiglio di alcuni nostri Venerabili Fratelli Cardinali della Santa Romana Chiesa, e anche di moto proprio, e da certa scienza, e da matura deliberazione nostra, e dalla pienezza della potestà Apostolica, abbiamo stabilito e decretato che debbano essere condannate e proibite, come con la presente nostra Costituzione, perpetuamente valida, le condanniamo e proibiamo.

6 § 3. Perciò a tutti e a ciascuno dei Fedeli cristiani di qualunque stato, grado, condizione, ordine, dignità e preminenza, sia laici, sia Chierici tanto Secolari quanto Regolari, anche degni di specifica e individuale menzione ed espressione, rigorosamente e in virtù della santa obbedienza ordiniamo, che nessuno sotto qualsiasi pretesto o colore ricercato osi o presuma di entrare nelle predette Società di liberi Muratori, o Francs Massons, o altrimenti denominate, o di propagarle, fomentarle, e riceverle e nasconderle nelle proprie case o dimore, o altrove, di iscriversi, aggregarsi, o assistervi, o di fornire potestà o opportunità affinché si riuniscano in qualche luogo, di ministrar loro qualcosa, o altrimenti di prestare consiglio, aiuto o favore apertamente o in segreto, direttamente o indirettamente per sé o per altri in qualunque modo, né di esortare, indurre, provocare o persuadere altri affinché si iscrivano a tali Società, si annoverino, o vi assistano, o le aiutino e le fomentino in qualunque modo, ma debbono del tutto astenersi da tali Società, Assemblee, Convegni, Collezioni, Aggregazioni o Conventicole, sotto pena di scomunica per tutti coloro che contravvengono come sopra, incorsa ipso facto senza alcuna dichiarazione, dalla quale nessuno possa ottenere il beneficio dell'assoluzione da parte di alcuno se non da noi, o dal Romano Pontefice pro tempore esistente, eccetto colui che si trovi in articolo mortis.

7 § 4. Vogliamo inoltre, e ordiniamo, che tanto i Vescovi, e i Prelati Superiori, come pure gli altri Ordinari dei luoghi, e gli Inquisitori deputati contro l'eresia in ogni luogo procedano e inquiriscano contro i trasgressori di qualunque stato, grado, condizione, ordine, dignità o preminenza, e li puniscano e coercizzino come vehementemente sospetti di eresia con pene condeigne; a loro infatti, e a ciascuno di essi, diamo e impartiamo libera facoltà di procedere contro i medesimi trasgressori e di inquirire, e di coercizzare e punire con pene condeigne, invocato anche a ciò, se fosse necessario, l'ausilio del braccio secolare.

8 § 5. Vogliamo però che ai transunti delle medesime presenti, anche stampati sottoscritti di mano di alcuno notaio pubblico e muniti del sigillo della persona costituita in dignità ecclesiastica, si presti la medesima fede che si presterebbe agli stessi originali documenti se fossero esibiti o mostrati.

9 § 6. A nessuno dunque assolutamente sia lecito infrangere questa pagina della nostra dichiarazione, condanna, mandato, proibizione e interdizione, o osare di contravvenirvi temerariamente; se qualcuno però avrà presumito di tentare ciò, sappia che incorrerà nell'indignazione di Dio onnipotente e dei beati apostoli Pietro e Paolo suoi.

10 Dato a Roma, presso Santa Maria Maggiore, nell'anno dell'incarnazione del Signore 1738, il 28 aprile, dell'ottavo anno del nostro pontificato.

Traduzione automatica, non rivista. Fa fede il testo originale.

Testo latino

1 Universis Christifidelibus

2 In eminenti Apostolatus specula, meritis licet imparibus, divina disponente clementia, constituti iuxta creditum nobis pastoralis providentiae debitum iugi, quantum ex alto conceditur, solicitudinis studio iis intendimus, per quae erroribus, vitiisque aditu intercluso, Orthodoxae Religionis potissimum servetur integritas, atque ab universo Catholico Orbe difficillimis hisce temporibus perturbationum pericula propellantur.

3 § 1. Sane vel ipso rumore publico nunciante, Nobis innotuit longe, lateque progredi, atque in dies invalescere nonnullas Societates, Coetus, Conventus, Collectiones, Aggregationes, seu Conventicula, vulgo de liberi Muratori seu Francs Massons, aut alia quavis nomenclatura pro idiomatum varietate nuncupata, in quibus cuiuscumque Religionis, et Sectae homines affectata quadam contenti honestatis naturalis specie, arcto aeque, ac impervio foedere secundum leges, et statuta sibi condita invicem consociantur; quaeque simul clam operantur, tum districto iureiurando ad Sacra Biblia interposito, tum gravium poenarum exaggeratione inviolabili silentio obtegere adstringuntur.

4 Verum cum ea sit sceleris natura, ut se ipsum prodat, et clamorem edat sui indicem, hinc Societates, seu Conventicula praedicta vehementem adeo Fidelium mentibus suspicionem ingesserunt, ut iisdem aggregationibus nomen dare apud prudentes, et probos idem omnino sit, ac pravitatis, et perversionis notam incurrere; nisi enim male agerent, tanto nequaquam odio lucem haberent. Qui quidem rumor eo usque percrebuit, ut in plurimis Regionibus memoratae Societates per saeculi Potestates tanquam Regnorum securitati adversantes proscriptae, ac provide eliminatae iampridem extiterint.

5 § 2. Nos itaque animo evolventes gravissima damna, quae ut plurimum ex huiusmodi Societatibus, seu Conventiculis nedum temporalis Reipublicae tranquillitati, verum etiam spirituali animarum saluti inferuntur, atque idcirco tum Civilibus, tum Canonicis minime cohaerere Sanctionibus, cum divino eloquio doceamur, die noctuque more servi fidelis, et prudentis Dominicae Familiae praepositi vigilandum esse, ne huiusmodi hominum genus veluti fures Domum perfodiant, atque instar Vulpium vineam demoliri nitantur, ne videlicet simplicium corda pervertant, atque innoxios sagittent in occultis, ad latissimam, quae iniquitatibus impune patrandis inde aperiri posset, viam obstruendam, aliisque de iustis, ac rationabilibus causis nobis notis, easdem Societates, Coetus, Conventus, Collectiones, Aggregationes seu Conventicula de liberi Muratori, seu Francs Massons, aut alio quocumque nomine appellata, de nonnullorum Venerabilium Fratrum Nostrorum Sanctae Romanae Ecclesiae Cardinalium Consilio, ac etiam motu proprio, et ex certa scientia, ac matura deliberatione nostris, deque Apostolicae potestatis plenitudine damnanda, et prohibenda esse statuimus, et decrevimus, prout praesenti nostra perpetuo valitura Constitutione damnamus, et prohibemus.

6 § 3. Quocirca omnibus, et singulis Christifidelibus cuiuscumque status, gradus, conditionis, ordinis, dignitatis, et praeeminentiae, sive laicis, vel Clericis tam Saecularibus quam Regularibus, etiam specifica, et individua mentione, et expressione dignis districte, et in virtute sanctae obedientiae praecipimus, ne quis sub quovis praetextu, aut quaesito colore audeat, vel praesumat praedictas Societates, de liberi Muratori, seu Francs Massons, aut alias nuncupatas inire, vel propagare, confovere, ac in suis aedibus, seu Domibus, vel alibi receptare, atque occultare, iis adscribi, aggregari, aut interesse, vel potestatem, seu commoditatem facere, ut alicubi convocentur, iisdem aliquid ministrare, sive alias consilium, auxilium, vel favorem palam, aut in occulto, directe, vel indirecte per se, vel alios quoquo modo praestare, nec non alios hortari, inducere, provocare, aut suadere, ut huiusmodi Societatibus adscribantur, annumerentur, seu intersint, vel ipsas quomodolibet iuvent, ac foveant, sed omnino ab iisdem Societatibus, Coetibus, Conventibus, Collectionibus, Aggregationibus, seu Conventiculis prorsus abstinere se debeant, sub poena excommunicationis per omnes, ut supra contrafacientes ipso facto absque ulla declaratione incurrenda, a qua nemo per quemquam nisi per nos, seu Romanum Pontificem pro tempore existentem, praeterquam in articulo mortis constitutus, absolutionis beneficium valeat obtinere.

7 § 4. Volumus insuper, et mandamus, ut tam Episcopi, et Praelati Superiores, aliique locorum Ordinarii, quam haereticae pravitatis ubique locorum deputati Inquisitores adversus transgressores cuiuscumque sint status, gradus, conditionis, ordinis, dignitatis, vel praeeminentiae, procedant, et inquirant, eosque tanquam de haeresi vehementer suspectos condignis poenis puniant, atque coerceant; iis enim, et eorum cuilibet contra eosdem transgressores procedendi, et inquirendi, ac condignis poenis coercendi, et puniendi, invocato etiam ad hoc, si opus fuerit, brachii saeculaaris auxilio liberam facultatem tribuimus et impartimur.

8 § 5. Volumus autem ut earumdem praesentium transumptis, etiam impressis manu alicuius notarii publici subscriptis et sigillo personae in dignitate ecclesiastica constitutae munitis, eadem fides prorsus adhibeatur, quae ipsis originalibus litteris adhiberetur si forent exhibitae vel ostensae.

9 § 6. Nulli ergo omnino hominum liceat hanc paginam nostrae declarationis, damnationis, mandati, prohibitionis et interdictionis infringere, vel ei ausu temerario contraire; si quis autem hoc attentare praesumpserit, indignationem omnipotentis Dei ac beatorum Petri et Pauli apostolorum eius se noverit incursurum.

10 Datum Romae, apud S. Mariam Maiorem, anno incarnationis dominicae MDCCXXXVIII, IV kalendas maii, pontificatus nostri anno VIII.

Latin text (Wikisource transcription). Fonte: Wikisource (la).

Testo inglese

1 To all the faithful in Christ

2 Placed, though with unequal merits, in the eminent seat of the Apostolate by divine clemency disposing, we apply ourselves with unceasing solicitude, insofar as it is granted from on high, according to the duty of pastoral providence committed to us, to those matters by which, with access barred to errors and vices, the integrity of the Orthodox Religion is especially preserved, and the dangers of perturbation are repelled from the whole Catholic world in these most difficult times.

3 § 1. Indeed, even by public rumor announcing it, it has come to our knowledge that certain Societies, Assemblies, Conventions, Collections, Aggregations, or Conventicles, commonly called of free Masons or Francs Massons, or by whatever other name they may be called according to the variety of languages, have progressed far and wide and grow stronger day by day, in which men of any religion and sect, content with an affected appearance of natural honesty, associate with one another by a close and impenetrable bond according to laws and statutes established by themselves; and which at the same time operate in secret, both by a strict oath interposed upon the Sacred Bible, and by the exaggeration of grave penalties are bound to inviolable silence.

4 But since it is the nature of crime to betray itself and to utter a cry of its own accusation, hence the aforesaid Societies or Conventicles have impressed upon the minds of the faithful so vehement a suspicion that to give one's name to these aggregations among the prudent and good is altogether the same as to incur the mark of depravity and perversion; for unless they were acting wickedly, they would by no means have such hatred of the light. Indeed, this rumor has spread so far that in many regions the aforesaid Societies have long since been proscribed by the Powers of the world as hostile to the security of kingdoms and providently eliminated.

5 § 2. We therefore, turning over in our mind the most grave harms which, for the most part, are brought forth from such Societies or Conventicles, not only to the tranquility of the temporal Commonwealth, but also to the spiritual salvation of souls, and therefore cohere in no way with either Civil or Canonical Sanctions, since we are taught by divine utterance that day and night, like a faithful and prudent servant set over the Lord's household, we must watch lest men of this sort, like thieves, break into the house, and like foxes endeavor to destroy the vineyard, namely lest they pervert the hearts of the simple and shoot the innocent in secret, to block the very wide way which might be opened thence for wickedness to be perpetrated with impunity, and for other just and reasonable causes known to us, the same Societies, Assemblies, Conventions, Collections, Aggregations or Conventicles of free Masons or Francs Massons, or called by whatever other name, by the counsel of some of our Venerable Brethren, Cardinals of the Holy Roman Church, and also by our own motion, and from certain knowledge, and mature deliberation, and from the fullness of Apostolic power, we have determined and decreed to be condemned and prohibited, as by this our Constitution, perpetually valid, we condemn and prohibit.

6 § 3. Wherefore to all and each of the faithful in Christ of whatever status, rank, condition, order, dignity, and preeminence, whether lay or clerical, both secular and regular, even those worthy of specific and individual mention and expression, we strictly command, and in virtue of holy obedience enjoin, that no one under any pretext or sought-for color dare or presume to enter or propagate the aforesaid Societies of free Masons or Francs Massons, or otherwise named, to cherish them, and to receive and conceal them in their houses or dwellings, or elsewhere, and to be inscribed, aggregated, or present in them, or to provide power or opportunity that they be convened anywhere, to minister anything to them, or otherwise to render counsel, aid, or favor openly or in secret, directly or indirectly through themselves or others in any way whatsoever, nor to exhort, induce, provoke, or persuade others to be inscribed in, numbered among, or present in such Societies, or to help and cherish them in any manner, but all must entirely abstain from the same Societies, Assemblies, Conventions, Collections, Aggregations, or Conventicles, under penalty of excommunication incurred ipso facto by all the above-mentioned transgressors without any declaration, from which no one can obtain the benefit of absolution save through us or the Roman Pontiff existing at the time, except when constituted in the article of death.

7 § 4. We further will and command that both Bishops and superior Prelates, and other Ordinaries of places, as well as Inquisitors appointed everywhere for the suppression of heretical depravity, proceed against transgressors of whatever status, rank, condition, order, dignity, or pre-eminence, and inquire into their cases, and punish and restrain them as vehemently suspected of heresy with condign penalties; to them indeed, and to each of them, against the same transgressors, we freely grant and impart full faculty to proceed and inquire, and to restrain and punish with condign penalties, invoking also to this end, if it should be necessary, the aid of the secular arm.

8 § 5. We will, however, that to copies of these same presents, even when printed and subscribed by the hand of some public notary and furnished with the seal of a person constituted in ecclesiastical dignity, the same faith shall be given entirely as would be given to the original letters themselves if they were exhibited or shown.

9 § 6. Let it be lawful therefore to no one whatsoever to infringe this page of our declaration, condemnation, command, prohibition and interdict, or to dare to act contrary to it with rash presumption; if anyone, however, shall presume to attempt this, let him know that he will incur the indignation of almighty God and of the blessed Apostles Peter and Paul.

10 Given at Rome, at St. Mary Major, in the year of our Lord's incarnation 1738, on the fourth day before the Kalends of May, in the eighth year of our pontificate.

Traduzione automatica, non rivista. Fa fede il testo originale.

Le voci che lo citano

Latin text (Wikisource transcription). Public domain; Wikisource transcription

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