GALILEA. - Nei monasteri medievali ebbe quasi costantemente nome di g. il vestibolo che poneva in comunicazione la chiesa con l'atto esterno, con il chiostro e con il cimitero.
Lo si trova in forma assai semplice di piccola aula rettangolare nel monastero di S. Scolastica a Subiaco; pressoché identici erano quelli dell'abbazia di Farfa e della cattedrale di Durham. Si amplia nei monasteri cluniacensi, dove, nella metà del sec. XII, si sviluppa con un avancorpo a tre navate, quasi una piccola chiesa (Chazy, Charité-sur-Loire, Vézelay). Ne è incerto l'uso: è stato supposto che fosse una stazione processionale o che servisse per i penitenti; è più verosimile che fosse luogo di sepoltura per i laici ragguardevoli, e insieme luogo di attesa per i poveri.
BibliografiaG. Giovannoni, I monasteri di Subiaco, Roma 1904, p. 350.
BIBL.: G. Giovannoni, I monasteri di Subiaco, Roma 1904, p. 350.
Zocca, Mario. “Galilea.” In Enciclopedia Cattolica, vol. V, coll. 1870–1871. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1950. https://azioneromana.com/it/article/galilea-3.
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Zocca, Mario. “Galilea.” Enciclopedia Cattolica, vol. V, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1950, coll. 1870–1871. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/galilea-3.
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