MINARETO. - Torre eretta presso la moschea, dalla quale il muezzin (mu'addin) chiama i fedeli alla preghiera. Ne varia il carattere nelle diverse regioni, a seconda dell'influenza delle costruzioni preesistenti: torri campanarie di chiese cristiane di età preislamica, o torri di vendetta, o difensive. A queste ultime sembra avvicinarsi uno dei più antichi m. superiti, quello della grande moschea di Kairuan (Tunisia) del sec. VIII: massiccia costruzione quadrangolare, che rivela anche nell'enorme scarsità delle aperture la sua natura difensiva.
Il m. a pianta quadrata fu diffuso dagli Umajjadi nella Siria e in tutta l'Africa settentrionale; nel tipo più comune la torre è coronata da una merlatura musulmana.
e sopra di essa si alzano due o più piani rientranti. culminanti in una guglia piramidale o a forma di cipolla; le mura di mattoni, nude in antico, hanno più tardi un pittoresco rivestimento di rombi a traforo. I m. erano in numero maggiore a seconda dell'importanza delle moschee. La grande moschea di Damasco, oltre ai quattro m. posti originariamente agli angoli del recinto (sono superstiti quello est. detto di Gesù, rifatto nel sec. XIII, e quello ovest, rifatto nel XV), ne ha un quinto, del sec. X-XII, nella parte mediana del portico settentrionale, orientato verso la Mecca, come usò poi frequentemente. Dal Marocco (dove si ricorda la torre Hasan a Rabat, con ornatissime finestre, monofore in basso, trifore in alto), il m. fu importato dagli Arabi invasori nella Spagna, dove, scomparso quello della moschea di Cordova, è superstite a Siviglia la famosa Giralda (sec. XII), rispettata nella ricostruzione della Cattedrale.
Il tipo di m. a pianta poligonale sembra aver origine nelle regioni più orientali (Persia e Turkestan), dove al tempo della dominazione selgùqida si introdusse anche la pianta circolare. Più snelli di quelli a pianta quadrata, questi m., ornati di striature verticali o di mattoni disposti a formar motivi geometrici, o più tardi di vivide ceramiche policrome, sono divisi in piani da terrazze anulari aggettanti su mensole. Questi due tipi si diffusero in India (p. es., famoso l'altissimo m. della moschea di Qutb ad-din di Delhi, del sec. XIII) e nelle regioni occidentali, particolarmente in Egitto. Qui era già sorto nel sec. IX il singolare m. della moschea di Tülün al Cairo, la cui struttura (base quadrata sormontata da una torre cilindrica con spirale esterna per l'ascesa) deriverebbe secondo alcuni dal famoso faro di Alessandria; ma i numerosissimi m. sorti successivamente in epoca mamelucca sono prevalentemente poligonali o cilindrici. Questo tipo penetra anche in Turchia e di lì nei Balcani.
Bibliografia2 opere
Cesare Botti