MIPHIBOSETH. - Unico figlio di Gionata (v.) il cui nome in origine era (v. ISBOSETH) Miphibos' al («dalla bocca del Signore»). Aveva cinque anni quando gli morì il padre, e quel giorno cadde di braccio alla nutrice che fuggiva, rimanendo per sempre storpio (II Sam. 4,4). Visse lunghi anni, ignoto a tutti, a Lodabar, in Transgiordania (II Sam. 9,4). Tolto al suo ritiro e chiamato a corte da David (memore dell'amicizia di Gionata), riebbe tutte le terre già appartenute a Saul e divenne, malgrado le umili rimostranze, commensale perpetuo del Re (II Sam. 9).
Al tempo della rivolta d'Absalom, M. intendeva abbandonare la capitale al seguito di David; ma ne fu impedito dal suo servo Siba, che inoltre lo calunniò presso il Re come parteggiante per il rivale. E David, creduto, passò a Siba tutti i beni di lui (II Sam. 16, 1-4). Solo al ritorno di David poté difendere la propria innocenza; né ebbe a male che gli venisse restituita solo la metà dei suoi beni, bastandogli, disse, il ritorno del Re (II Sam. 19, 24-30). Tutto fa pensare ad un carattere mite e generoso, quale era stato Gionata. Nulla si sa della sua fine: un figlio, Micha, ne continuò la stirpe (I Par. 8, 35; 9, 41).
Un altro M., figlio di Saul e di Respha, fu sacrificato da David alla vendetta dei Gabaoniti (II Sam. 21, 8). Gino Bressan