EPISCOPALE, CHIESA PROTESTANTE

EPISCOPALE, CHIESA PROTESTANTE. -
La C. p. e. degli Stati Uniti, da non confondersi con la Chiesa metodista episcopale, è il ramo americano della chiesa d'Inghilterra o anglicana. Durante l'epoca coloniale, la Chiesa ufficiale d'Inghilterra si stabilì nelle colonie nordamericane, principalmente in quelle non occupate da puritani e da congregazionalisti.

Dopo la pace del 1783, gli anglicani del Connecticut mandarono uno dei loro ministri, S. Seabury, nella Gran Bretagna; questi però non poté ottenere di essere consacrato da nessun vescovo d'Inghilterra; lo ottenne invece nel 1784 NON-JURORS (NON-GIURATI) (v.) di Scozia. Nel 1787 anche gli anglicani degli Stati di Nuova York e di Pennsylvania ottennero che due ministri americani, S. Provost e W. White, fossero consacrati e questa volta senza difficoltà da vescovi d'Inghilterra. Da questi tre vescovi deriva tutta la gerarchia episcopale protestante degli Stati Uniti, e quindi anche l'invalidità delle loro ordinazioni. La C. p. e. non ebbe che due scissioni, una temporanea durante la guerra civile, con la separazione della chiesa del nord da quella del sud, cessata con la cessazione della guerra del 1865; l'altra, che dura tutt'ora, la Reforma Episcopale Church, costituita nel 1873 dal vescovo di Kentucky D. Dummings, il quale non volle ammettere che l'episcopato fosse ordine distinto dal sacerdote. I vari movimenti religiosi che si sono svolti nella chiesa d'Inghilterra hanno avuto la loro ripercussione nella C. p. e., nella quale si trovano seguaci della chiesa alta, bassa e larga. Gli anglo-cattolici americani pensano anche di sopprimere il nome di "protestante", e chiamano semplicemente la loro chiesa "Episcopal Church".

La dottrina è la stessa di quella della Chiesa d'Inghilterra, ma dei 39 articoli di religione, la C. p. e. ha modificato o cambiato l'8° (invece di tre Credo ne ammette solo due: l'Apostolico ed il Niceno; il 21° (non è richiesto il permesso del principe per adunare i concili generali); il 35° (le Omelia non sono obbligatorie); il 36° (le consacrazioni devono farsi non secondo il rituale edardino, ma secondo la Convenzione generale americana del 1792); il 37° sulla autorità del re o della regina nella Chiesa, il quale è sostituito con un altro che dice: "L'autorità dei magistrati civili si estende a tutti, siano chierici o laici, nelle cose temporali, ma non hanno autorità veruna nelle cose puramente spirituali". Anche nel Book of Common Prayer si sono fatti alcuni cambiamenti.

L'organizzazione della C. p. e. è alquanto differente da quella della chiesa d'Inghilterra. Infatti, mentre in questa il capo supremo è il re o la regina, nella C. p. e. l'autorità suprema risiede nella Convenzione Generale, che si riunisce ogni 3 anni ed elegge un vescovo preside (presiding bishop), il quale durante il suo governo, cioè tra una Convenzione Generale e l'altra, è assistito da un consiglio nazionale da cui dipendono il segretario delle missioni, quello dell'educazione religiosa, ecc. Inoltre nella Chiesa d'Inghilterra vi sono primati, arcivescovi, e metropolitani; nella C. p. e. soltanto vescovi. Nella prima i vescovi sono eletti dal governo, nella seconda il governo non interviene affatto; la dignità di primato d'Inghilterra è unita alla diocesi di Canterbury, il vescovo presidenze può essere vescovo di qualsiasi diocesi. Dal vescovo presidente dipende la missione episcopale d'Italia, che ha chiese a Firenze e a Roma.

Bibl.: The living Church annual, The year book of the Episcopal Church, Milwaukee 1928-38; The book of common prayer, according to the use of the P.E.C. in the U.S.A., Nuova York, 1939; Catholic revival and the Kingdom of God, Sixth catholic congress of the Episcopal Church, Milwaukee 1933; Journal of the general convention of the Protestant Episcopal Church, Hammond Ind. 1934; C. Crivelli, I protestanti in Italia, I, Ikeda del Liri 1936, pp. 101-106. Camillo Crivelli