SIGISMONDO I Jagellone, detto il Vecchio, re di POLONIA e granduca di LITUANIA. - Figlio di Casimiro e di Elisabetta di Asburgo, n. a Cracovia il 1° genn. 1467, m. ivi il 1° apr. 1548, fu eletto al trono di Lituania il 20 ott. e a quello di Polonia il 9 dic. 1506, grazie alla fama di abile amministratore, guadagnatasi nel Ducato slesiano.
Saggio e previdente, giusto e leale, di notevole intelligenza, mancò però di sufficiente energia ed iniziativa e di un'ampia visione delle necessità del paese. Egli salì al trono in un periodo particolarmente grave e delicato: si addensava contro la Polonia la minaccia di una coalizione fra Russia, Austria, Ordine Teutonico, Tatari e Turchi - ben decisi, come quasi tre secoli più tardi, a trovare una soddisfazione ai loro contrasti reciproci a danno della Respublica nobiliaris polacca - mentre all'interno la nobiltà si era fatta sempre più riottosa e intendeva dominare lo Stato, asservendo a sé il potere regale.
In queste condizioni S. cercò di affrontare con prudenza e separatamente tutti i suoi nemici: per prima cosa attaccò la Moscovia, e, fra il 1507 e il 1537, tre successive guerre, pur senza condurre a una decisione, aprirono la strada a soluzioni future e ad una tregua di 5 anni; intanto nel 1515 era riuscito ad appianare ogni divergenza con l'Austria e così, isolato l'Ordine Teutonico, nel 1520 ne sconfisse il gran maestro Alberto di Hohenzollern, ne approvò la secolarizzazione e nel 1525 il duca Alberto ricevette la Prussia orientale come vassallo della Polonia. Vigilante infine contro le scorrerie tatare, batté la Moldavia, vassalla dei Turchi. D'altro canto, in politica interna, S. non riuscì ad imporsi alla nobiltà, che, nel 1537, in piena campagna contro la Moldavia, lo costrinse a garantire la libera elezione dei re e a non permettere nessuna modificazione della legge elettorale. Al di là di questi problemi e difficoltà, il suo regno è soprattutto caratterizzato dal rapido affermarsi della civiltà del Rinascimento in Polonia, grazie allo splendido mecenatismo del Re e all'attività della sua seconda moglie Bona Sforza, che ebbe grande ascendente presso S. e molta ingerenza nella vita politica. La rivoluzione protestante penetrò in Polonia verso la metà del regno di S. attraverso la borghesia mercantile, soprattutto tedesca, di Danzica e della Prussia orientale e S., profondamente cattolico, si oppose con ogni mezzo alla sua diffusione, che toccò la sua stessa corte. Tuttavia, nel complesso, quando chiuse gli occhi a Cracovia S. non aveva risolto stabilmente nessuno dei problemi di politica estera o interna dello Stato polacco-lituano ed essi si ripresenteranno, aggravati, dopo la sua morte.
BIBL.: sources