Dum acerbissimus

Enciclica che condanna le opere di Georg Hermes

Enciclica di papa Gregorio XVI ·

LETTERA ENCICLICA

Condanna delle opere di Giorgio Hermes Tedesco.

GREGORIO PP. XVI.

a perpetua memoria della cosa.

1 Mentre deploriamo le amarissime calamità e le perdite della religione cattolica derivanti da quella terribilissima e lunga guerra, nella quale uomini empi e nemici manifesti della Chiesa, radunati da ogni parte con tutte le forze e con ogni artificio, tanto con le armi quanto con le calunnie, con gli insulti e le maledizioni, e infine con libelli sedizioni e sacrileghi, si sforzano di annientarla e distruggerla completamente, se fosse possibile; e mentre piangiamo ed esecriamo la loro barbara crudeltà, poiché per questa ragione, con demoniaca follia infuriando nei chiostri dei regolari e contro gli uomini religiosi, non cessano di violare ogni cosa divina e umana per distruggerli completamente con rapine, incendi e stragi; per aumentare le angustie che da lungo tempo giorno e notte ci opprimono, si aggiunge anche questo calamitoso e sommamente deplorevole fatto, che tra coloro i quali si sforzano di contendere con opere pubblicate per la religione, alcuni osano introdursi simulatamente, i quali similmente vogliono apparire per la medesima e si mostrano di combattere, affinché, mantenuta l'apparenza di religione ma disprezzata la verità, più facilmente possano sedurre e pervertire gli incauti per mezzo della filosofia, ossia per mezzo delle loro vane dissertazioni filosofiche e della loro ingannevole fallacia, e così ingannare i popoli e porgere più audacemente le mani ausiliarie ai nemici che apertamente infieriscono. Perciò, non appena ci furono note le empie e insidiose macchinazioni di alcuni di questi scrittori, non abbiamo tardato a denunciare per mezzo delle Nostre lettere encicliche e di altre lettere apostoliche i loro subdoli e perversi disegni e a condannare gli errori, e insieme a svelare le funeste frodi, con le quali vanamente si sforzano di sovvertire completamente la divina costituzione della Chiesa e la disciplina ecclesiastica, anzi l'intero ordine pubblico. E invero è stato provato dal fatto tristissimo che essi, finalmente deposto il velo della simulazione, hanno già innalzato alto il vessillo della ribellione contro qualsiasi potestà costituita da Dio. Ma non è questa sola la gravissima causa di dolore. Oltre infatti a coloro che, scandalo di tutti i cattolici, si sono dedicati alla ribellione, per aumentare l'amarezza delle Nostre afflizioni, vediamo prodursi anche nello studio teologico coloro che, sempre desiderosi di novità e sempre discepoli, e mai giunti alla conoscenza della verità, sono maestri dell'errore, perché non furono discepoli della verità. Infatti con dottrine strane e riprovevoli infettano essi stessi gli studi sacri e non dubitano di profanare anche il pubblico insegnamento, qualora lo tengano nelle scuole e nelle accademie, e si riconosce che adulterano il sacratissimo deposito della fede, che si vantano di tutelare. E tra i maestri di siffatto errore, da una fama costante e quasi universale in Germania, è annoverato Giorgio Hermes, il quale, deviando audacemente dal retto sentiero che la tradizione universale e i santi padri hanno tracciato nell'esporre e nel difendere le verità della fede, e anzi superbamente disprezzando e condannando, si sforza di aprire una via oscura a ogni genere di errore, ponendo il dubbio 1 come base positiva di ogni ricerca teologica, e nel principio che stabilisce, la ragione quale norma principale e unico mezzo per il quale l'uomo possa conseguire la conoscenza delle verità soprannaturali. Poiché queste cose ci pervennero all'orecchio dalle denunce, dalle proteste e dalle espostulazioni di molti teologi della Germania e di sacri pastori della Chiesa, affinché non venissimo meno all'ufficio apostolico affidatoci e al dovere di custodire il sacrosanto deposito della fede, subito abbiamo provveduto che le opere di Hermes fossero inviate alla Santa Sede per essere esaminate; il che è stato fatto.

2 positivo come base di ogni ricerca teologica, e nel principio che stabilisce, la ragione quale norma principale e unico mezzo per il quale l'uomo possa conseguire la conoscenza delle verità soprannaturali. Poiché queste cose ci pervennero all'orecchio dalle denunce, dalle proteste e dalle espostulazioni di molti teologi della Germania e di sacri pastori della Chiesa, affinché non venissimo meno all'ufficio apostolico affidatoci e al dovere di custodire il sacrosanto deposito della fede, subito abbiamo provveduto che le opere di Hermes fossero inviate alla Santa Sede per essere esaminate; il che è stato fatto.

3 Sono invece i seguenti (editi in tedesco) « I. Introduzione alla teologia cristiano-cattolica, di Giorgio Hermes, professore di teologia dogmatica all'università di Münster. Prima parte. Introduzione filosofica. Münster presso la casa editrice e d'arte Coppenrath 1819. II. Introduzione alla teologia cristiano-cattolica di Giorgio Hermes, dottore di teologia e filosofia, professore di teologia all'università renana Federico-Guglielmo di Bonn, e canonico della chiesa metropolitana di Colonia. Seconda parte. Introduzione positiva, prima sezione. Münster presso la casa editrice e d'arte Coppenrath 1829. III. Dogmatica cristiano-cattolica, di Giorgio Hermes, dottore di teologia e filosofia, professore di teologia all'università renana Federico-Guglielmo di Bonn e canonico della chiesa metropolitana di Colonia, pubblicata dopo la sua morte da D. S. H. Achterfeldt, professore ordinario di teologia all'università e ispettore del convitto cattolico-teologico di Bonn. Prima parte. Münster presso la casa editrice e d'arte Coppenrath 1834 ». (Cioè in latino) I. Introductio in theologiam christiano-catholicam, auctore Georgio Hermes, theologiae dogmaticae in academia Monasteriensi professore. Pars prima, introductionem philosophicam continens. Monasterii ex biblio atque Iconopolio Coppenrath 1819. II. Introductio in theologiam christiano-catholicam, auctore Georgio Hermes, theologiae et philosophiae doctore, in Rhenana Friderico Wilhelmiana academia Bonnensi theologiae professore et capitulari cathedrali ecclesiae metropolitanae Coloniensis. Pars altera introductionem positivam continens. Monasterii ex biblio atque Iconopolio Coppenrath 1829. III. Dogmatica christiano-catholica, auctore Georgio Hermes theologiae et philosophiae doctore in Rhenana Friderico Wilhelmiana academia Bonnensi theologiae professore et capitulari cathedrali ecclesiae Metropolitanae Coloniensis; post eius mortem edita a D. F. H. Achterfeldt in academia theologiae professore ordinario ac catholici convictorii theologici Bonnensis inspectore. Pars prima. Monasterii ex biblio atque Iconopolio Coppenrath 1834. Abbiamo dunque ordinato che questi libri fossero affidati a teologi peritissimi della lingua tedesca affinché li esaminassero con la massima diligenza sotto ogni aspetto, estraessero da essi i passi principali da notarsi, anche con lunghi tratti di discorso, qualora fosse stato necessario, secondo quanto richiedesse il contesto dei significati e delle parole, e li traducessero in latino annotandoli con osservazioni accurate: il che tutti hanno diligentemente e attentamente compiuto, e i risultati si trovano completamente concordi con la fama già diffusa. Inoltre questi stessi passi estratti insieme con le annotazioni critiche dei suddetti teologi sono stati affidati anche ad altri maestri di sacra teologia affinché fossero sottoposti nuovamente al vaglio cattolico; e tutti unanimemente hanno convenuto che in quei passi si contengono dottrine discordanti dai principi delle verità cattoliche, che molte cose vi sono disputate erroneamente, molte espresse in modo ambiguo, molte formulate con linguaggio equivoco e oscuro, abilmente e opportunamente concinnate per implicare e viziare l'intelligenza dei dogmi cattolici, e per la maggior parte raccolte dagli errori e dai commentari degli acattolici. Infine abbiamo voluto che l'intera questione fosse discussa e esaminata completamente dai nostri venerabili fratelli cardinali della Santa Romana Chiesa, inquisitori generali in tutta la repubblica cristiana. Costoro, con tutto lo studio che la gravità della cosa richiedeva, esaminando attentamente ogni singolo punto, dopo maturo esame in congregazione tenuta alla nostra presenza, hanno giudicato che l'autore si smarrisce nei suoi ragionamenti, che molte cose nei detti libri contengono assurdità e sono estranee alla dottrina della Chiesa cattolica; soprattutto riguardo alla natura della fede e alla regola dei credendi: riguardo alla sacra Scrittura, alla tradizione, alla rivelazione e al magistero della Chiesa: riguardo ai motivi di credibilità: riguardo agli argomenti con cui l'esistenza di Dio è solito essere provato e confermato: riguardo all'essenza stessa di Dio, alla sua santità, giustizia, libertà, e al suo fine nelle opere che dai teologi sono chiamate ad extra: nonché riguardo alla necessità della grazia, alla sua distribuzione e a quella dei doni, all'inflizione dei premi e delle pene: riguardo allo stato dei progenitori, al peccato originale e alle forze dell'uomo decaduto; e hanno ritenuto che questi stessi libri, in quanto contengono dottrine e proposizioni rispettivamente false, temerarie, capziose, inducenti allo scetticismo e all'indifferentismo, erronee, scandalose, ingiuriose alle scuole cattoliche, eversive della fede divina, sapenti di eresia, e altrimenti condannate dalla Chiesa, debbano essere proibiti e condannati.

4 Noi dunque, ascoltati i voti dei suddetti cardinali e tutto pienamente considerato, per loro consiglio, e anche per Motu Proprio, e da certa scienza e matura deliberazione Nostra, e dalla pienezza della potestà apostolica, i predetti libri dovunque e in qualunque idioma, o in qualsiasi edizione, o versione finora stampati, o in futuro, che Dio non voglia, da stampare, per il tenore del presente li condanniamo e rifiutiamo, e ordiniamo che siano inseriti nell'indice dei libri proibiti; esortando e ordinando nel Signore i venerabili fratelli patriarchi, arcivescovi e vescovi e gli altri ordinari dei luoghi, affinché, memori del giudizio severo e durissimo, che sarà loro fatto dal principe dei pastori circa l'istruzione, il governo e la custodia del gregge loro affidato, non solo i ricordati libri dalle scuole respingano, ma anche le proprie pecore da siffatti pascoli avvelenati con ogni cura e sollecitudine si sforzino di allontanare.

5 Affinché però le medesime presenti lettere a tutti più facilmente si facciano conoscere, né alcuno possa allegare ignoranza di esse, vogliamo e decretiamo che siano pubblicate alle porte della basilica del Principe degli Apostoli e della cancelleria apostolica, nonché della curia generale in Monte Citatorio e nella piazza del Campo di Fiore dell'Urbe per uno dei nostri cursori, come è consuetudine, e che gli esemplari di esse rimangano ivi affissi.

6 Dato a Roma presso santa Maria Maggiore sotto l'anello del pescatore il ventiseiesimo giorno di settembre dell'anno milleottocentotrentacinque, del Nostro pontificato l'anno quinto.

LXX. INDULTUM

Traduzione automatica, non rivista. Fa fede il testo originale.

Testo latino

EPISTOLA ENCYCLICA

Damnatio operum Georgii Hermes Germani '.

GREGORIUS PP. XVI.

ad perpetuam rei memoriam.

1 Dum acerbissimas catholicae religionis calamitates et iacturas ex teterrimo diuturnoque bello, quo nefarii homines apertique Ecclesiae hostes, coacto undique agmine, totis viribus totigque artibus, tum armis, tum calumniis, tam contumeliis etmidledictis, tum seditiosis denique sacrilegisque libellis eam, si fieri posset, prorsus exinanire ac destruere adnituntur; dumque immanem eorum Ulacrymantes execramur barbariem, qui propterea in regularium claustra religiososque viros diabolica furentes insania, ad eos penitus rapinis, incendiis caedibusque perdendos, divina omnia et humana violare non desinunt ; ad augendas, quibus diu noctuque ob id premimur, angustias, illud etiam calamitosissimum ac summopere deplorandum accedit, quod inter eos, qui pro religione editis operibus certant, nonnulli simulate se intrudere audeant, qui similiter pro. eadem videri volunt et ostentant se dimicare, ut, retenta religionis specie, veritate autem despecta, facilius possint per philosophiam, seu per vanas eorum philosophicas commentationes et inanem fallaciam, incautos seducere atque pervertere, hinc et populos decipere, fidentiusque inimicis palam saevientibus adiutrices porrigere manus. .Quapropter ut Nobis impiae et insidiosae quorumdam horum scriptorum molitiones innotuerunt, non distulimus, per Nostras encyclicas aliasque apostolicas literas, callida eorum et prava denunciare consilia erroresque damnare, simul et exitiales patefacere fraudes, quibus divinam Ecclesiae constitutionem et ecclesiasticam disciplinam immo et totum ipsum publicum ordinem fundicus evertere, vaferrime contendunt. Et quidem tristissimo facto comprobatum est, eos, deposito tandem simulationis veio, perduellionis vexillum contra quamcumque a Deo constitutam potestatem alte iam extulisse. Verum non haec sola subest gravissima lugendi causa. Praeter enim eos,, qui omnium catholicorum scandalo se perduellibus devoverunt, ad amaritudinum Nostrarum cumulum, in theologicum etiam stadium prodire videmus, qui novitatis cupidine et aestu semper discentes, et nunquam ad scientiam veritatis pervenientes , magistri existunt erroris , quia veritatis. discipuli non fuerunt. Peregrinis quippe improbandisque doctrinis sacra ipsi inficiunt studia et publicum etiam, si quod tenent in sCholis et academiis , docendi magisterium profanare non dubitant, ipsumgue, quod tueri se iactant, sacratissimum adulterare dignoscuntur f:dei depositum, Atque inter huiusmodi erroris magistros, ex constanti et fere communi per Germaniam, fama adnumeratur Georgius Hermes, quippe qui audacter a recto, quem universa traditio et sancti patres in exponendis ac vindicandis fidei veritatibus, tramite stravere, deflectens, quin et superbe contemnens et damnans, tenebrosam ad errorem omnigenum yiam moliatur in dubio 1 Ex Iure Pontificio de P.F.

2 positivo tamquam basi omnis theologicae inquisitionis, et in principio, quod statuit, rationem principem normam, ac unicum mediym esse, quo homo assequi possit supernaturalium vericatum cognitionem. Quae cum ex plurium Germaniae theologorum sacrorumque Ecclesiae pastorum denunciationibus, reclamationibus et expostulationibus ad Nostras pervenerunt aures, ne credito Nobis apostolatus officio ac sacrosancti fidei dzpositi custodiendi muneri deessemus, statim curavimus, ut Hermesii opera ad Sanctam Sedem mitterentur examinanda ; quod et factum est.

3 Sunt autem sequentia (germ. edita) « I, Einleitung in die Christkatholische theologie, von Georg Hermes, professor der dogmatischen theologie an der universitat zu Minster. Erster Theil. Philosophische Einleitung Minster in der Coppenrathschen Buch — und Kunsthandlung 1819. II. Einleitung in die christkatholische theologie von Georg Hermes, doctor der theologie und philosophie, professor der theologie an der Reinischen Friedrich — Wilhelms — universitat Bonn, und domkapitular der metropolitankirche zu Kdlln. Zweiter Theil. Positive Einleitung erste Abtheilung. Minster in der Coppenrathschen Buchund Kunstandlung 1829. III. Christkatholische dogmatih, von Georg Hermes, doctor der theologie und philosophie, -professor der theologie an der Rheinischen Friedrich — Wilhelms — universitat Bonn ; und domkapitular der metropolitankirche gu Kélln, nachdessen Jode heransgegeben von D. S. H. Aciterfeldt, ordentl. Professor der theologie an der. universitat, und inspector des Katholisch — theologischen convictoriams zu Bonn, Erster Theil. Minster, in der Coppenrathschen Buch— und Kunsthandlung 1834 ». (Videlicet latine) I. Introductio in theologiam christiano—catholicam, auctore Georgio Hermes, theologiae dogmaticae in academia Monasteriensi professore. Pars prima, dntroductionem philosophicam continens. Monasterii ex biblio atque Iconopolio Coppenrath 1819. II. Introductio in theologiam christiano—catholicam, auctore Georgio Hermes, theologiae et philosophiae doctore, in Rhenana Friderico Wilhelmiana academia Bonnensi theologiae professore et capitulari cathedrali ecclesiae metropolitanae Coloniensis. Pars altera introductionem positivam continens. Monasterii ex biblio atque Iconopolio Coppenrath 1829. III. Dogmatica christiano-catholica, auctore Georgio Hermes theologiae et philosophiae doctore in Rhenana Friderico Wilhelmiana academia Bonnensi theologiae professore et capitulari cathedrali ecclesiae Metropolitanae. Coloniensis ; post eius mortem edita a D. F. H. Achterfeldt in academia theologiae professore ordinario ac catholici convictorii theologici Bonnensis inspectore. Pars prima. Monasterii ex biblio — atque TIconopolio Coppenrath 1834. Hos igitur libros tradi-iussimus theologicis germanicae linguae peritissimis omni ex parte diligentissime perscrutandos, qui praecipua ex eisdem notanda loca excerperent, longo etiam, si opus fuisset, orationis tractu, prout sensuum verborumque contextus exigere videretur, eaque in latinum versa, accuratis notarent animadversionibus : quae omnia sedulo et consideratissime praestiterunt, atque cum iam vulgata fama inveniuntur omnino concordes. Praeterea eadem excerpta loca ua cum censoriis memoratorum theologorum notationibus tradita sunt aliis etiam sacrae thzologiae magistris ad catholicam tru~-_ tinam iterum .evocanda; et omnes unanimi consensione conyenerunt, illis in locis contineri doctrinas absonas a catholicarum veritatum principiis, plura reperiri perperam disputata,* . plura ex ambiguo dicta, plura flexiloqua et obscura ad implicandam et vitiandam catholicorum dogmatum intelligentiam arte et apte concinnata, et ut plurimum ex acatholicorum commentatis erroribusque congesta. Tandem rem totam ex integro discutiendam et examinandam deferri voluimus ad ven. fratres No- ‘tros S. R. E. cardinales in tota republica christiana inquisitores generales. Hi autem” omni studio, prout rei gravitas postulabat, cuncta et singula expendentes, post maturam discussionem in congregatione coram Nobis habita, diiudicarunt, evamescere auctorem in cogitationibus suis, pluraque in dictis operibus contexere absurda, et a doctrina catholicae Ecclesiae aliena; pragsertim vero circa naturam fidei et credendorum regulam: circa sacram scripturam, traditionem, revelationem et Ecclesiae magiste.ium: circa motiva credibilitatis: circa argumenta, queis existentia Dei adstrui confirmarique consuevit: circa ipsius Dei essentiam, sanctitatem, iustitiam, libertatem, elusque finem in operibus, quae a theologis vocantur ad extra: nec non circa gratiae’ necessitatem, eiusdemgue ac donorum distributionem, retributionem praemiorum et poenarum inflictionem: circa protoparentum statum,-peccatum originale, ac hominis lapsi vires; eosdemque libros, tamquam continentes doctrinas et propositiones respective falsas, temerarias, captiosas, in scepticismum et indifferentismum inducentes, erroneas, scandalosas, in catholicas scholas iniuriosas, fidei divinae eversivas, haeresim sapientes, ac alias ab Ecclesia damnatas, prohibendos et damnandos esse censuerunt.

4 Nos itaque auditis praefatorum cardinalium suffragiis et omnibus plene perpensis, de eorum consilio, ac etiam Motu—Proprio, et ex certa scientia ac matura deliberatione Nostris, deque - apostolicae potestatis plenitudine, praedictos libros ubicumque et quocumque idiomate, seu quavis editione, aut versione huc usque impressos, aut in posterum, quod absit imprimendos, tenore praesentium damnamus et re- Ss probamus, ac in.indicem librorum prohibitorum referri mandamus ; hortantes et obstantes in Domino venerabiles fratres patriarchas, archiepiscopos et episcopos aliosque locorum ordinarios, ut memores districti ac durissimi iu- | dicii, quod eis a pastorum principe fiet de instructione, regimine et custodia gregis ipsis commissi, nedum memoratos libros a scholis repellere, verum etiam proprias oves ab huiusmodi venenatis pascuis omni-cura et sollicitudine avertere satagant.

5 Ut autem eaedem praesentes literae omnibus facilius innotescant, nec quisquam illarum ignorantiam allegare possit, volumus et decernimus, illas ad valvas basilicae Principis Apostolorum ac cancellariae apostolicae, nec non curiae generalis in Monte Citatorio ac in acie Campi Florae de Urbe per aliquam ex cursoribus Nostris, ut moris est, publicari, illarumque exempla ibidem affixa relinqui.

6 Datum Romae apud sanctam Mariam Maiorem sub annulo piscatoris die vigesima sexta septembris millesimo octingentesimo trigesimo quinto, pontificatus Nostri anno quinto.

LXX. INDULTUM

Acta Gregorii Papae XVI, vol. 2 (1901) — Internet Archive OCR text, restored to continuous text (page breaks, hyphenation, running heads, footnotes); OCR errors of the source remain. Fonte: Internet Archive.

Testo inglese

ENCYCLICAL LETTER

Condemnation of the works of George Hermes, a German.

GREGORY PP. XVI.

for perpetual memory of the matter.

1 While we lament the most bitter calamities and losses of the Catholic religion arising from a most foul and prolonged war, in which wicked men and open enemies of the Church, gathering forces from all sides, strive with all their might and every artifice—both by arms and calumnies, by insults and curses, and finally by seditious and sacrilegious pamphlets—to utterly empty and destroy her, if it were possible; and while we execrate with tears their monstrous barbarism, who, seized by diabolical madness against this very thing, do not cease to violate all things divine and human in order to destroy the cloisters of regulars and religious men utterly by plunder, fire, and slaughter; to increase the straits by which we are pressed day and night on this account, there is added also this most calamitous and greatly to be deplored circumstance, that among those who contend through works published for religion, some dare to thrust themselves in by simulation, who likewise wish to appear to contend for the same and display themselves as fighting, so that, retaining the appearance of religion but despising the truth, they may more easily seduce and pervert the unwary through philosophy, or through their vain philosophical fabrications and empty deception, and thus deceive peoples and more confidently extend helping hands to enemies raging openly. Wherefore, when the impious and insidious machinations of certain of these writers became known to Us, We did not delay to denounce through Our encyclicals and other apostolic letters their cunning and perverse counsels and to condemn their errors, and at the same time to lay bare the deadly frauds by which they strive most craftily to overturn utterly the divine constitution of the Church and ecclesiastical discipline, indeed the whole public order itself. And indeed it has been proven by a most sorrowful fact that they, having at last cast off the veil of simulation, have already raised high the standard of treason against every power constituted by God. Yet this alone does not underlie the gravest cause for sorrow. For besides those who, to the scandal of all Catholics, have devoted themselves to treason, to the increase of Our bitterness, we see coming forth into theological studies those who, always learning from desire and eagerness for novelty and never arriving at the knowledge of the truth, are masters of error because they have not been disciples of truth. For they themselves infect sacred studies with foreign and reprehensible doctrines and do not hesitate to profane even the public teaching office, if they hold any in schools and academies, and are known to adulterate that most sacred deposit of faith which they boast of defending. And among such masters of error, from constant and almost common report throughout Germany, is numbered George Hermes, inasmuch as he boldly deviating from the right path which universal tradition and the holy fathers have laid down in expounding and defending the truths of faith, and even proudly contemning and condemning it, he strives to open a dark way to error of every kind in doubt.

2 as a basis of all theological inquiry, and in principle, which he established, reason as the chief norm, and the sole means by which man can attain knowledge of supernatural truths. When these matters came to Our ears through the denunciations, protests and remonstrances of several German theologians and sacred pastors of the Church, lest We should fail in the apostolic office entrusted to Us and in the duty of guarding the most sacred deposit of faith, We immediately took care that the works of Hermes should be sent to the Holy See for examination; which was indeed done.

3 The following are (German editions): "I. Introduction to Christian Catholic Theology, by Georg Hermes, professor of dogmatic theology at the University of Münster. First Part. Philosophical Introduction. Münster in the Coppenrath Book and Art Publishing House 1819. II. Introduction to Christian Catholic Theology by Georg Hermes, doctor of theology and philosophy, professor of theology at the Rhenish Friedrich-Wilhelm University Bonn, and canon of the metropolitan church at Cologne. Second Part. Positive Introduction, first section. Münster in the Coppenrath Book and Art Publishing House 1829. III. Christian Catholic Dogmatics, by Georg Hermes, doctor of theology and philosophy, professor of theology at the Rhenish Friedrich-Wilhelm University Bonn; and canon of the metropolitan church at Cologne, published after his death by D. S. H. Achterfeldt, ordinary professor of theology at the university, and inspector of the Catholic theological residence at Bonn, First Part. Münster, in the Coppenrath Book and Art Publishing House 1834". (Namely in Latin) I. Introduction to Christian Catholic Theology, by the author Georg Hermes, professor of dogmatic theology in the Academy of Münster. Part one, containing the philosophical introduction. Münster from the library and publishing house of Coppenrath 1819. II. Introduction to Christian Catholic Theology, by the author Georg Hermes, doctor of theology and philosophy, professor of theology in the Rhenish Friedrich-Wilhelm Academy Bonn and canon of the cathedral church of the metropolitan church of Cologne. Part two containing the positive introduction. Münster from the library and publishing house of Coppenrath 1829. III. Christian Catholic Dogmatics, by the author Georg Hermes, doctor of theology and philosophy, professor of theology in the Rhenish Friedrich-Wilhelm Academy Bonn and canon of the cathedral church of the Metropolitan Church of Cologne; published after his death by D. F. H. Achterfeldt, ordinary professor of theology in the academy and inspector of the Catholic theological residence of Bonn. Part one. Münster from the library and publishing house of Coppenrath 1834. We therefore ordered these books to be examined with the utmost diligence in every respect by those most skilled in the German language, who would extract from them the principal passages to be noted, even in lengthy passages of discourse, as the context of meanings and words seemed to require, and having translated these into Latin, would record them with careful annotations: all of which they diligently and most carefully accomplished, and when now published they are found to be entirely in agreement. Furthermore, these same extracted passages together with the critical annotations of the aforementioned theologians were delivered to other masters of sacred theology to be weighed again by the Catholic standard; and all unanimously agreed that in those passages are contained doctrines discordant with the principles of Catholic truths, many things are found to be disputed incorrectly, many things are stated ambiguously, many things are equivocal and obscure, skillfully and aptly contrived to obscure and corrupt the understanding of Catholic dogmas, and for the most part gathered from the commentaries and errors of non-Catholics. Finally, we wished the entire matter to be discussed and examined thoroughly and referred to our venerable brothers, the cardinals of the Holy Roman Church, inquisitors general throughout the Christian republic. These, with all diligence, as the gravity of the matter demanded, weighing all and singular things, after mature discussion in a congregation held before Us, judged that the author wanders in his thoughts, and that many things in the said works contain absurdities, and are alien from the doctrine of the Catholic Church; especially concerning the nature of faith and the rule of things to be believed: concerning Sacred Scripture, Tradition, Revelation and the Magisterium of the Church: concerning the motives of credibility: concerning the arguments by which the existence of God is customarily established and confirmed: concerning the very essence of God, His holiness, justice, freedom, and His end in works, which theologians call ad extra: as well as concerning the necessity of grace, its distribution and that of gifts, the distribution of rewards and the infliction of punishments: concerning the state of the first parents, original sin, and the powers of fallen man; and the same books, as containing doctrines and propositions respectively false, rash, captious, leading into scepticism and indifferentism, erroneous, scandalous, injurious to Catholic schools, subversive of divine faith, savoring of heresy, and otherwise condemned by the Church, they judged ought to be prohibited and condemned.

4 We therefore, having heard the votes of the aforesaid cardinals and having fully weighed all things, by their counsel, and also by Our Motu Proprio, and from certain knowledge and mature deliberation of Ours, and from the fullness of apostolic power, do hereby condemn and reprove the aforesaid books wherever and in whatever language, or in any edition or version hitherto printed, or hereafter, which God forbid, to be printed, and do command that they be referred to the Index of Prohibited Books; exhorting and charging in the Lord the venerable brethren patriarchs, archbishops and bishops and other ordinaries of places, that mindful of the strict and most severe judgment which shall be rendered to them by the Prince of Pastors concerning the instruction, governance and custody of the flock committed to them, not only do they remove the aforesaid books from schools, but also that they strive with all care and solicitude to turn their own sheep away from such poisoned pastures.

5 But that these present letters may be more easily made known to all, and that no one may allege ignorance of them, We will and decree that they be published at the doors of the basilica of the Prince of the Apostles and of the apostolic chancery, as well as of the general curia on the Mons Citatorius and in the Campus Florae of the City, by one of Our couriers, as is customary, and that copies thereof be left affixed in those places.

6 Given at Rome at St. Mary Major under the Fisherman's Ring on the twenty-sixth day of September in the year one thousand eight hundred thirty-five, in the fifth year of Our pontificate.

LXX. INDULTUM

Traduzione automatica, non rivista. Fa fede il testo originale.

Le voci che lo citano

Acta Gregorii Papae XVI, vol. 2 (1901) — Internet Archive OCR text, restored to continuous text (page breaks, hyphenation, running heads, footnotes); OCR errors of the source remain. Public domain (19th-century or earlier printed edition); Internet Archive scan, OCR text

Salva per dopo

Inserisci la tua email: ti invieremo un link per accedere. Nessuna password. Ciò che salvi (voci, versetti, capitoli, documenti) ti segue su ogni dispositivo.