Praecelsae devotionis

Bolla di conferma dei privilegi del Re del Portogallo

Bolla di papa Leone X ·

1 Leone vescovo, servo dei servi di Dio. A perpetua memoria della cosa.

2 La sublime devozione e l'indefesso fervore, la purezza integra della fede, l'ossequio dell'ingegno verso la Santa Sede Apostolica e l'ardore delle eccelse virtù, con i quali il nostro carissimo figlio in Cristo, Emanuele re del Portogallo e degli Algarvi illustrissimo, si è reso a noi e alla detta sede moltiplicemente grato, obbediente e accetto, considerando degnamente negli arcani della nostra mente, soprattutto poiché, testimone la maestra esperienza delle cose, comprendiamo e vediamo chiaramente ogni giorno con evidenti documenti, con quanta sollecita vigilanza la Sublimità e Serenità sua, seguendo le gesta dei suoi predecessori re del Portogallo, spesso in persona, non senza gravissime fatiche e spese, si è sforzata e continua a sforzarsi più fervidamente, affinché l'immanità dei Saraceni e degli altri infedeli, nemica al nostro Salvatore e al nome cristiano, non solo sia respinta dai confini dei fedeli, ma anzi, rovinata dai suoi delitti e male perduta, sia ristretta interamente e distrutta, e la religione cristiana, fidata nella pace desiderata, riceva in tutte le cose gli incrementi votivi; considerazioni queste e molte altre cause legittime che lo suggeriscono, riteniamo conveniente e degno di opera, che le cose che abbiamo trovato concesse dai nostri predecessori, romani pontefici, ai detti predecessori del re Emanuele, le confortiamo anche con nostro munimento e ne concediamo altre ancora di nuovo, affinché da ciò la Celsitudine sua, premunita della ulteriore munificenza della predetta Sede Apostolica, non solo si infiammi più ardentemente nella prosecuzione dei promessi, ma anche, accettata la liberale e munifica compensazione, renda gli altri e li faccia più pronti a cose simili, e la sua devozione verso noi e la sede predetta si aumenti, e per le fatiche che sostiene bene servendo all'universale Chiesa circa l'esaltazione della fede cattolica e apostolica, riporti onori e grazie condegni.

3 Già infatti dal papa Niccolò V di felice memoria e da Sisto IV, romani pontefici nostri predecessori, emanarono diverse lettere, del seguente tenore.

4 Noi dunque, che desideriamo con supremi desideri i vantaggi e le utilità dello stesso re Emanuele, che continuamente procura l'aumento e la propagazione della fede, mossi dal nostro proprio moto, non per istanza della petizione offertaci dal medesimo re Emanuele o da alcun altro per lui su ciò, ma dalla nostra mera deliberazione e dalla certa nostra scienza della pienezza della potestà apostolica, avendo tutte e singole le lettere predette e tutto quanto in esse contenuto e da esse seguito, per ratificato e grato, con autorità apostolica, per il tenore dei presenti, approviamo e rinnoviamo e confermiamo, supplendo a tutti e singoli i difetti, tanto di diritto quanto di fatto, se mai in esse fossero intervenuti, e decerniamo che debbono ottenere il vigore della perpetua fermezza.

5 E per maggior cautela, tutto quanto e singolarmente contenuto nelle medesime lettere, e qualunque altro imperio, regno, principato, ducato, provincia, terra, città, borgo, castello, dominio, isola, porto, mare, lido, e beni qualunque, mobili e immobili, dovunque situati, recuperati, scoperti, trovati e acquisiti dal medesimo re Emanuele e dai suoi predecessori dai detti infedeli, anche qualunque solitari, e da acquisirsi, acquistarsi, scoprirsi e trovarsi in seguito dal medesimo re Emanuele e dai suoi successori, tanto dai Capi di Bojador e di Naon fino alle Indie, quanto anche dovunque e in qualunque parte, anche ignote ai nostri tempi, con la medesima autorità e tenore di nuovo concediamo; e le suddette lettere e tutto quanto e singolarmente in esse contenuto ai premessi ancora estendiamo e ampliamo, e in virtù della santa obbedienza e della nostra indignazione, con pena a qualunque fedele cristiano, anche se risplenda di dignità imperiale, reale e di qualunque altra, inibiscono con l'autorità e il tenore premessi, affinché non presumano di impedire in alcun modo il medesimo re Emanuele e i suoi successori nei premessi, e di prestare ai medesimi infedeli aiuto, consiglio o favore.

6 Perciò ai venerabili nostri fratelli arcivescovo di Lisbona, e ai vescovi di Egitto e di Funchal, per apostolici scritti con simile moto comandiamo affinché essi, o due o uno di essi, per se stessi o per un altro o per altri, i presenti lettere e tutto quanto e singolarmente in esse contenuto, dove e quando opportuno, e quante volte per parte del re Emanuele e dei suoi successori predetti su ciò saranno richiesti, solennemente pubblicando, e agli stessi re Emanuele e successori nei premessi il presidio di efficace difesa assistendo, facciano con nostra autorità i presenti e altre lettere e quanto in esse contenuto inviolabilmente osservare, non permettendo che su di esse per qualunque modo siano molestati; comprimendo i contradittori per censura ecclesiastica, tralasciata l'appellazione; invocato anche a ciò, se sarà necessario, l'aiuto del braccio secolare. E tuttavia, servati i legittimi processi da tenersi su queste cose, procurino di aggravare, quante volte opportuno, ripetutamente, coloro che risulterà aver incorso nelle censure e pene da essi per il tempo lanciate.

7 Non ostante le costituzioni di veneranda memoria di Bonifacio Papa VIII, similmente nostro predecessore, per le quali tra l'altro si provvede che nessuno sia citato in giudizio fuori dalla sua città e diocesi, se non in certi casi eccettuati, e in quelli non oltre una tappa dal confine della sua diocesi, e che i giudici deputati dalla Sede Apostolica non presumano di procedere fuori dalla città e diocesi in cui saranno stati deputati contro chiunque, o di affidare i loro vici ad altri o ad altri, e delle due tappe edite nel concilio generale e dalle altre costituzioni apostoliche e da tutte quelle che lo stesso Niccolò e gli altri predecessori, che fecero simili concessioni a questo Re del Portogallo, vollero non ostare alle loro lettere, contrariis quibuscunque; o se ad alcuni, comunemente o divisamente, dalla medesima sede sia stato concesso l'indulto che non possano essere interdetti, sospesi o scomunicati per lettere apostoliche che non facciano piena e espressa e di verbo a verbo menzione di questo indulto.

8 A nessuno dunque assolutamente sia lecito infrangere questa pagina della nostra approvazione, innovazione, conferma, supplenza, decreto, concessione, estensione, ampliazione, inibizione e mandato, o osare di contrariarvi temerariamente. Se qualcuno però presumesse di tentare ciò, sappia che incorrerà nell'indignazione di Dio Onnipotente e dei beati apostoli Pietro e Paolo suoi.

9 Dato a Roma presso San Pietro, nell'anno dell'Incarnazione del Signore millecinquecentoquattordici, il tre novembre, nel secondo anno del nostro pontificato.

10 Ja. Sadoletus B. de Comitibus

Traduzione automatica, non rivista. Fa fede il testo originale.

Testo latino

1 Leo episcopus, servus servorum Dei. Ad perpetuam rei memoriam.

2 Precelse devotionis et indefessum fervorem, integre fidei puritatem, ingeniique in Sanctam Sedem Apostolicam observantiam, excelsarumque virtutum flagratiam, quibus charissimus in Christo filius noster, Emmanuel Portugallie et Algarbiorum rex illustris, sese nobis et dicte sedi multipliciter gratum, obsequiosum, et acceptum prebuit, apud archana mentis nostre digne revolventes, presertim cum, magistra rerum experientia teste, perpendimus ac apertis documentis in dies clare conspicimus, quam sedula vigilantia sua Sublimitas et Serenitas suorum predecessorum Portugallie regum gesta sequendo, plerumque in persona, non sine gravissimis laboribus et expensis, nixa et sit continuo ferventius enititur, ut Salvatori nostro ac nomine Christiano infensa Maurorum et aliorum infidelium immanitas nedum a fidelium finibus arceatur quinimo suis flagitiis male perdita, et arctetur funditus et deleatur, et Christiana religio, optata pace freta, votiva in omnibus suscipiat incrementa, hiis considerationibus et plerisque aliis legitimis causis suadentibus, congruum et opere pretium existimamus, ea que a predecessoribus nostris, Romanus pontificibus, ipsius Emanuelis Regis predecessoribus prefatis concessa comperimus, nostro etiam munimine confovere ac alia etiam de novo concedere, ut exinde Celsitudo sua, Apostolice Sedi predicte ulteriori munificentia premunita, in prosecutione promissorum non solum ardentius inflametur, sed et liberali ac munifica compensatione accepta ceteros reddat et faciat ad similia promptiores, et ejus erga nos et sedem predictam devotio augeatur, et pro laboribus quos Universali Ecclesie circa Catholice et apostolice fidei exaltationem bene serviendo sustinet condignos honores et gratias reportet.

3 Dudum siquidem a felicis recordationis Nicolao papa V. et Sixto IV. Romanis pontificibus, predecessoribus nostris, emanarunt diverse littere, tenoris subsequentis.

4 Nos igitur, qui ejusdem Emmanuelis Regis, fidei augmentum et propagationem jugiter procurantis, commoda et utilitates supremis desideriis affectamus, moto proprio, non ad ipsius Emanuelis Regis vel alicujus alterius pro eo nobis super hoc oblate petitionis instantiam, sed de nostra mera deliberatione et ex certs nostra scientia apostolice potestatis plenitudine, omnes et singulas literas predictas ac omnia et singula in eis contenta et inde secuta quecumque rata et grata habentes, auctoritate apostolica, tenore presentium approbamus et innovamus ac confirmamus, supplentes omnes et singulos defectus, tam juris quam facti, siqui forsan intervenerint in eisdem, ac perpetue firmitatis robur obtinere debere decernimus.

5 Et pro potiori cautela, omnia et singula in eisdem litteris contenta, ac quecunque alia imperia, regna, pricipatis, ducatus, provincias, terras, civitates, opida, castra, dominia, insulas, portus, maria, littora, et bona quecunque, mobilia et immobilia, ubicunque consistentia, per eundem Emanuelem Regem et predecessores suos a dictis infidelibus, etiam solitaria quecunque recuperata, detecta, inventa, et acquisita, ac per ipsum Emanuelem Regem et successores suos in posterum recuperanda, acquirenda, detegenda, et invenienda, tam a Capitibus de Bogiador et de Naon usque ad Indos quam etiam ubicunque et in quibuscunque partibus, etiam nostris temporibus forsan ignotis, eisdem auctoritate et tenore de novo concedimus; litterasque supradictas ac omnis et singula in illis contenta ad premissa etiam extendimus et ampliamus, ac in virtute sancte obedientie et indignationis nostre pena quibuscunque fidelibus Christianis, etiam si imperiali regali, et quacunque alia prefulgeant dignitate, ne eundem Emmanuelem Regem et successores suos quomodolibet in premissis impedire, ac eisdem infidelibus auxilium, consilium, vel favorem prestare presumant, auctoritate et tenore premissis inhibemus.

6 Quocirca venerabilibus fratribus nostris archiepiscopo Ulixbonensi, et Egiptanensi et Funchalensi episcopis, per apostolica scripta motu simili mandamus quatinus ipsi, vel duo aut unus eorum, per se vel alium seu alios, presentes litteras ac omnia et singula in eis contenta, ubi et quando expedierit, ac quotiens pro parte Emanuelis Regis et successorum suorum predictorum fuerint super hoc requisiti solemniter publicantes, ac eisdem Emanueli Regi et successoribus in premissis efficacis defensionis presidio assistentes, faciant auctoritate nostra presentes et alias litteras et in eis contenta hujusmodi inviolabiliter observari, non permittentes eos super illis per quoscunque quomodolibet molestari; contradictores per censuram ecclesiasticam, appellatione postposita, compescendo; invocato etiam ad hoc, si opus fuerit, auxilio brachii secularis. Et nihilominus, legitimis super hiis habendis servatis processibus, illos quos censuras et penas per eos pro tempore latas eos incurrisse constiterit, quotiens expedierit, iteratis vicibus, aggravare procurent.

7 Non obstantibus recolende memorie Bonifacii Pape VIII, similiter predecessoris nostri, qua inter alia cavetur ne quis extra suam civitatem et diocesim, nisi in certis exceptis casibus, et in illis ultra unam dietam a fine sue diocesis ad judicium evocetur, seu ne judices ab Apostolica Sede deputati, extra civitatem et diocesim in quibus deputati fuerint, contra quoscunque procedere, aut alii, vel aliis vices suas committere presumant, et de duabus dietis in concilio generali edita ac aliis apostolicis constitutionibus ac omnibus illis que idem Nicolaus et alii predecessores, qui similes eidem Regi Portugallie fecerunt concessiones, in eorum litteras voluerunt non obstare, contrariis quibuscunque; aut si aliquibus, communiter vel divisim, ab eadam sit sede indultum quod interdici, suspendi, vel excommunicari non possint per litteras apostolicas non facientes plenam et expressam ac de verbo ad verbum de indulto hujusmodi mentionem.

8 Nulli ergo omnino hominum liceat hanc paginam nostre approbationis, innovationis, confirmationis, suppletionis, decreti, concessionis, extensionis, ampliationis, inhibitionis, et mandati infringere, vel ei ausu temerario contraire. Siquis autem hoc attemptare presumpserit, indignationem Omnipotentis Dei ac beatorum Petri et Pauli apostolorum ejus se noverit incursurum.

9 Datum Rome apud Sanctum Petrum, anno Incarnationis Dominice millesimo quingentesimo quartodecimo, tertio nonas Novembris, pontificatus nostri anno secundo.

10 Ja. Sadoletus B. de Comitibus

Latin text (Wikisource transcription). Fonte: Wikisource (la).

Testo inglese

1 Leo, bishop, servant of the servants of God. For perpetual memory of the matter.

2 The excellent devotion and unwearying zeal, the integrity of pure faith, and the reverence of mind toward the Holy Apostolic See, and the burning of the highest virtues, by which our most beloved son in Christ, Emmanuel, illustrious King of Portugal and the Algarves, has shown himself to us and to the said see in many ways grateful, obedient, and acceptable—turning these over worthily in the secret places of our mind, especially since, with experience as our teacher, we perceive and see clearly day by day from open proofs how, following the deeds of his predecessors, the Kings of Portugal, with such careful vigilance, his Sublimity and Serenity, often in person and not without the gravest labors and expenses, has striven and continues to strive ever more fervently, that the savagery of the Moors and other infidels, hostile to our Savior and to the Christian name, may not only be driven back from the borders of the faithful, but also, ruined by their own wickedness, may be utterly confined and destroyed, and Christian religion, relying on desired peace, may receive the wished-for increase in all things—these considerations and many other legitimate causes persuading us, we deem it fitting and worthwhile to cherish with our protection those things which we have found to have been granted by our predecessors, Roman pontiffs, to the predecessors of the said Emmanuel, King, and also to grant other things anew, so that from this his Highness, fortified by the further munificence of the Apostolic See aforesaid, may be not only more ardently inflamed in the prosecution of the promised things, but also, having received liberal and generous compensation, may render others and make them more ready for similar deeds, and his devotion toward us and the said see may be increased, and for the labors which he sustains in serving well the Universal Church concerning the exaltation of the Catholic and apostolic faith, he may obtain worthy honors and thanks.

3 Indeed, formerly from Nicholas V, pope of blessed memory, and Sixtus IV, Roman pontiffs, our predecessors, there emanated diverse letters, of the following tenor.

4 We therefore, who desire with supreme affection the advantages and utilities of the same Emmanuel, King, who continually strives for the increase and propagation of the faith, moved by our own motion, not at the instance of the petition of the said Emmanuel, King, or of any other on his behalf offered to us concerning this, but from our mere deliberation and from certain knowledge of the fullness of apostolic power, having all and singular the aforesaid letters and all and singular things contained in them and whatever followed therefrom as ratified and approved, by apostolic authority, by the tenor of these presents we approve and renew and confirm, supplying all and singular defects, both of law and of fact, if any perchance have intervened in the same, and we decree that they ought to obtain the strength of perpetual firmness.

5 And for greater caution, all and singular things contained in the same letters, and whatever other empires, kingdoms, principalities, duchies, provinces, lands, cities, towns, castles, dominions, islands, ports, seas, shores, and goods whatsoever, movable and immovable, situated anywhere, recovered, discovered, found, and acquired by the same Emmanuel, King, and his predecessors from the said infidels, even any solitary ones whatsoever, and to be recovered, acquired, discovered, and found by the same Emmanuel, King, and his successors in the future, as well from the Capes of Bojador and Naon as far as the Indies as also anywhere and in whatever parts, even perhaps unknown in our times, we grant anew by the same authority and tenor; and we extend and enlarge the aforesaid letters and all and singular things contained in them to the aforesaid matters, and by virtue of holy obedience and under penalty of our displeasure we inhibit by the authority and tenor aforesaid to whatever faithful Christians, even if they shine forth with imperial, royal, and any other dignity whatsoever, that they presume in any way to hinder the same Emmanuel, King, and his successors in the aforesaid matters, and to render to the same infidels aid, counsel, or favor.

6 Wherefore to our venerable brothers the archbishop of Lisbon, and the bishops of Egypt and Funchal, by apostolic writings with similar motion we command that they, or any two or one of them, by themselves or through another or others, these present letters and all and singular things contained in them, where and when it shall be expedient, and as often as they shall be required on behalf of Emmanuel, King, and his successors aforesaid concerning this, solemnly publishing, and to the same Emmanuel, King, and his successors in the aforesaid matters affording the aid of effective defense, shall cause these presents and other letters and the things contained in them to be inviolably observed by our authority, not permitting them to be molested in any way concerning them by any persons whatsoever; restraining the gainsayers by ecclesiastical censure, appeal being set aside; invoking also to this end, if it shall be necessary, the aid of the secular arm. And nevertheless, legitimate proceedings being observed concerning these matters, they shall endeavor to aggravate, as often as it shall be expedient, repeatedly those whom it shall be established have incurred the censures and penalties imposed by them from time to time.

7 Notwithstanding the constitutions of Pope Boniface VIII of blessed memory, likewise our predecessor, whereby among other things it is provided that no one shall be summoned to judgment outside his own city and diocese, except in certain excepted cases, and in those cases not beyond one day's journey from the boundary of his diocese, nor that judges deputed by the Apostolic See shall presume to proceed outside the city and diocese in which they were deputed, against anyone whatsoever, or commit their authority to others or to others in their stead, and notwithstanding the two days' journey established in the general council and other apostolic constitutions and all those which the same Nicholas and other predecessors, who made similar concessions to the same King of Portugal, wished not to hinder by their letters, any contrary provisions whatsoever notwithstanding; or if to any persons, collectively or individually, it has been granted by the same See that they cannot be interdicted, suspended, or excommunicated by apostolic letters not making full and express mention, word for word, of this indult.

8 Let no one whatsoever be permitted to infringe this page of our approbation, innovation, confirmation, supplementation, decree, concession, extension, amplification, inhibition, and mandate, or to act against it with rash presumption. If anyone, however, shall presume to attempt this, let him know that he will incur the indignation of Almighty God and of the blessed Apostles Peter and Paul.

9 Given at Rome at St. Peter's, in the year of the Lord's Incarnation one thousand five hundred and fourteen, on the third day before the Nones of November, in the second year of our pontificate.

10 Ja. Sadoletus B. de Comitibus

Traduzione automatica, non rivista. Fa fede il testo originale.

Le voci che lo citano

Latin text (Wikisource transcription). Public domain; Wikisource transcription

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