SABA, SANTO

SABA, santo. - Monaco palestinese. Nel *Sinasario costantinopolitan* e nel *Martirologio romano* è ricordato il 5 dic.

Secondo il suo biografo Cirillo di Scitopoli (*Vita*, BHG 1608), n. a Mutilaska, presso Cesarea di Cappadocia, nel 430 m. il 5 dic. 512. Adolescente entrò in un monastero della sua provincia natale. Nel 456 o 457 si recò in Palestina, dove condusse vita monastica in diversi monasteri, finché ottenne il permesso di ritirarsi a vita eremitica. Visse un quinquennio tra le rovine di una torre di Gebel el-Muntar, poi si recò nella valle del Cedron. Ma il crescente numero dei discepoli lo costrinse a raggrupparli e, suo malgrado, a costruire casette e a adattare grotte naturali. Ebbe così inizio la «grande laura», divenuta la più famosa della Palestina (478). Sallustio, patriarca di Gerusalemme, conferì il sacerdozio a S. e approfittò anche per consacrare la chiesa del monastero (491). Causa i dissensi andò volontariamente in esilio (503-508); e durante questo periodo fondò la «nea laura» di Thecua (508). Quale archimandrita di Palestina, due volte (512 e 531) intervenne presso la corte imperiale, dopo riuscita inutile una sua lettera, per far abolire il crisagrio (sorte di odiosa esazione) e per difendere la fede contro i monofisiti. Cirillo di Scitopoli saluta in S. e nei suoi monaci «il più forte baluardo della fede cattolica in Palestina». Morì all'età di 93 anni.

Sotto il suo nome è conosciuto un «typikon» per tutto l'anno liturgico (regola, martirologio, breviario insieme). Tuttavia, quale oggi è, non può risalire oltre il

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SABA, santo - Affresco del sec. XIII - Roma, chiesa di S. Saba.

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Bibl.:** Ed. Schwartz, *Kyrillos von Skythopolis* (Texte und Untersuchungen zur Geschichte der altchristlichen Literatur*, XLIX, 2), Lipsia 1939, cf. in rec. di Fr. Doelger, *Kyrillos von Skythopolis*, in Byzant. Zeitschr., 40 (1940), pp. 474-84, e le severe critiche cronologiche di E. Stein, *Cyrille de Scythopolis*. A propos d'une nouvelle édition de ses oeuvres, in *Anal. Bolland*, 62 (1944), pp. 169-86; W. Haacke, *Die Glaubensformel des Papstes Hormisdas* in *acadianischen Schisma* (Anal. Gregor., 20), Roma 1939; E. Hoade, *Guide to the Holy Land*, Gerusalemme 1947; L. Abatangelo, *Attraverso il deserto di Giuda*: *La Laura di S. S.*, 1929; S. Vailhé, *Le monastère de St. S.*, in *Echos d'Orient*, 1 (1898-99), p. 317 sqq.; P. De Meester, *Règlement des b. et sts pères Saba et Grand et Ithoados le cenobiaque pour la vie des moines cénobites et cellitotes* (trad. franc. del cod. Par. gr. Coislin 295), *Lilla 1917*; id., *De monachico statu* (S. Congr. per la Chiesa orient., Codificaz. canon. orient., fonti, 2a serie, fasc. x), Città del Vaticano 1942; J. Moschus, *Le Pré spirituel*, vers. franc., Papiri 1946; E. Cannizzaro, *L'antica chiesa di S. S. sull'Aventino*, in *Atti del II Confer. internaz. di arch. crist., Roma 1902, pp. 241-48; H. Leclercq, s. V. in *DACL*, XIII, coll. 767-85; XV, coll. 189-211; M. Armellini, *Le Chiese di Roma dal sec. IV al sec. XIX*, ed. C. Cecchelli, II, Roma 1941, pp. 722-24, 1426-28.