Enciclopedia Cattolica vol. XI, 1953 Agiografia Santi

SERAPIONE, VESCOVO DI THMUIS, SANTO

Festa: 21 marzo

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Noto anche come: inglese: St. Serapion of Thmuis

SERAPIONE, vescovo di THMUIS, santo. - Nel Calendario striaco è registrato il 19 marzo un S.; di là passò nel Martirologio geronimiano al 21 dello stesso mese; lo ricorda Eusebio (Hist. eccl., VI, 41, 8). Floro di Lione nel sec. IX, seguito poi da Adone, lo identificò con S. di Thmuis. Il Martirologio romano dipende dagli interpolatori suddetti.

S., dapprima catechista ad Alessandria, probabilmente al Didascaleion, si ritirò nel deserto di Amun, divenne abate di una colonia di monaci e si legò in stretta amicizia con s. Antonio Abate e con s. Atanasio. Se la lettera di Atanasio in cui si parla di un S. si riferisce al nostro (PG 26, 1412 sg.), si deve pensare che S. fosse già vescovo di Thmuis nel Basso Egitto prima del 339. Fu uomo colto e, verosimilmente, partecipò al Concilio di Sardica (343) come sostenitore dell'amico Atanasio e del Concilio di Nicea contro gli ariani; per la stessa ragione fu mandato alla Corte imperiale di Costanzo II (ca. 356); pare che morisse dopo il 362. Il titolo di « confessore » datogli da s. Girolamo (PL 23,699), pare l'abbia meritato con l'esilio, infittogli dall'ariano Tolomeo, dopo il Concilio di Sardica.

Della produzione teologica di S. rimane molto poco. Conosciuto sotto il suo nome è un trattato contro i manichei (G. Bardy, La question des langues dans l'Eglise ancienne, Parigi 1948, p. 42), che però, come gli altri del tempo, non era che una raccolta di generiche notizie, esteriori alla setta (cf. H.-Ch. Puech, Le Manichéisme, son fondateur, sa doctrine, Parigi 1949, pp. 15-26); buoni sono però gli argomenti con cui combatte il principio dualistico e l'origine del male. La dottrina trinitaria di S. è delle più semplici. La consostanzialità tra il Padre e il Figlio è designata con il termine impreciso di « omoios » invece di « omousios »; anche la sua terminologia cristologica non è più precisa. Ciò non pregiudica la sua ortodossia, e rappresenta, piuttosto, il modo di esprimersi di un vescovo dominato più da preoccupazioni pastorali che polemiche. Di fatti, se fu inviato al Concilio di Sardica e se s. Atanasio credette di potergli indirizzare degli scritti sullo Spirito Santo (PG 26, 529-676) e se fu, in un primo tempo, catechista ad Alessandria, sarebbe da concludere che fosse in grado di trattare problemi teologici con migliore rispetto alle esigenze della terminologia teologica. Anzi, secondo altri, s. Atanasio avrebbe avuto una stima così alta della scienza del suo amico da sottoporgli ad esame i suoi manoscritti.

Un Eucologio o raccolta di 30 preghiere va sotto il nome di S. ma non si può ancora stabilire criticamente se egli ne sia l'autore o un semplice compilatore: in detto Eucologio sembra si contengano preghiere di molto anteriori a S. La prima è un'anafora di particolare interesse teologico oltre che liturgico (P. Batifol, Etudes d'histoire et de théologie positive, 3ª serie: L'Eucharistie, 7ª ed., Parigi 1920, pp. 311-34).

Bibliografia6 opere
BIBL.: G. Wobbermin, Altkristi. liturg. Stücke aus der Kirche Ägypten, nebst einem dogmat. Brief des Bischofs Serapion von Thmuis (Texte und Untersuch. zur Gesch. der altkristi. Lit., 17, 36), Lippia 1808 (cf. le osservazioni di P. Drews, in Zeitschr. für Kirchengesch. 20 [1900], 201-328); F. X. Funk, Dalucadia et Constitutiones Apostolorum, II, Paderborn 1905, pp. 158-95 (testo greco con recensione latina); J. Wordsworth, Bishop Serapion's Prayer Book, 2ª ed., Londra 1910. La prima edizione critica del trattato contro i manichei è di R.-P. Casey, Serapion of Thmuis against the Manichees, Cambridge, Mass., 1931 (cf. Byzant. Zeitschr., 33 [1933], p. 121 sgg.); per l'anafora, cf. B. Capelle, L'anaphore de Serapion, essu d'exigese, in Le Mus. 59 [1946], pp. 425-43. Frammenti del comment. al Gen. furono editi da R. Devereuse, in Rev. bibl., 44 [1935], 171 (cf. anche J.-B. Pitta, Anal. sacra et class., I, Parigi 1888, p. 47); P. Martin, in J.-B. Pitta, Anal. sacra et class., IV, Parigi 1893, pp. 214 sgg., 443 sgg. ha frammenti di una lettera, di un'omelia sulla verginità e di un altro scritto incerto, in siriano, attribuiti a S.: Martyr. Hieronym., pp. 154-55; Martyr. Romanum, pp. 106-107.

Martiniano Roncaglia

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. XI (1953), coll. 376–377.

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Roncaglia, Martiniano. “Serapione, vescovo di thmuis, santo.” In Enciclopedia Cattolica, vol. XI, coll. 376–377. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1953. https://azioneromana.com/it/article/serapione-vescovo-di-thmuis-santo.

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Roncaglia, Martiniano. “Serapione, vescovo di thmuis, santo.” Enciclopedia Cattolica, vol. XI, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1953, coll. 376–377. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/serapione-vescovo-di-thmuis-santo.

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