Enciclopedia Cattolica vol. VII, 1951 Archeologia cristiana Cimiteri

MAJUS COEMETERIUM (CIMITERO MAGGIORE)

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MAJUS COEMETERIUM - Madonna con Bambino in grembo. Affresco del sec. IV.
MAJUS COEMETERIUM - Madonna con Bambino in grembo. Affresco del sec. IV.

MAJUS COEMETERIUM (CIMITERO MAGGIORE). - Cosidetto perché è il più esteso cimitero cristiano della Via Nomentana. L'ingresso attuale si trova sulla Via Asmara.

Il nome è attestato nel sec. v: un'epigrafe trovata presso il Ponte Rotto, conservata nel Museo Capitolino, e vari codici del Martirologio geronimiano, indicano venerati « in cimiteru maior » i martiri Emerenziana (v.), Vittore, Felice, Alessandro e Papia, i cui sepolcri erano visitati in questo luogo dai pellegrini del sec. VII. Il più esatto degli itinerari, la Notitia ecclesiarum, precisa la tomba di Emerenziana in una basilica sopratra e quella di Vittore ed Alessandro « in spelunea deorsum ». Confuso dal sec. XVI in poi con il vicino di S. Agnese e chiamato con questo nome, il cimitero venne identificato da G. B. De Rossi, che gli attribuì pure le notizie di un ministero apostolico di s. Pietro in questa regione, di cui parlano tre tardi documenti: le Gesta Liberii del 501, che accennano a un cimitero Ostriano « ubi Petrus Apostolus baptizavit »; la Passio Sisiunii del sec. v inserita nelle Gesta Marcelli, che racconta la sepoltura dei due soldati martiri Papia e Mauro « in Via Nomentana... ad nymphas b. Petri, ubi baptizabat »; e finalmente « la notula » e un « pittacium » degli oli raccolti dal prete Giovanni di Monza al tempo di s. Gregorio Magno « de sede ubi prius sedit scs Petrus ». L'identificazione dell'Ostriano con il M. C., accettata in un primo tempo, suscitò in seguito una vivace polemica tra gli studiosi, volendo il Marucchi spostare la memoria di s. Pietro al non lontano cimitero di Priscilla sulla Salaria Nuova, sulla base di un'interpretazione forzata dei testi topografici, che non permettono l'identificazione del cimitero Ostriano.

Il M. C. aveva, come gli altri, un'area sopra terra, di cui furono viste tracce negli scavi del 1873, e in cui si trovava la basilichetta di S. Emerenziana (v.). La necropoli sotterranea, abbastanza vasta, a due piani, presenta particolare interesse per la disposizione architettonica della sua cripta, studiata molto accuratamente dal p. Marchi, che pubblicò anche una pianta esatta del cimitero. La regione più antica della parte oggi accessibile è quella a destra della scala d'ingresso; ma non è anteriore al sec. III. Pure al principio del sec. III deve essere datata una serie di epigrafi incise in lettere molto belle e di forma caratteristica, e con un testo semplice e conciso, opera di una medesima officina; oltre alcune ancora nel cimitero, altre sono nella Galleria epigrafica del Laterano. Nella regione a sinistra dell'ingresso gli scavi condotti da mons. P. Crostarosa nel 1873 liberarono un'ampia cripta con lucernario e un'abside già decorata di stucchi a fogliami, con una cattedra e una « mena oleorum » affrontate. M. Armellini credette a torto di riconoscervi la tomba primitiva di s. Emerenziana, per il nome della Santa decifrato nella abladita iscrizione a lettere rosse, già dal Bosio notata nell'abside; mentre collegò la cattedra e alcuni graffiti con la memoria di s. Pietro di cui si è accennato. Questa cattedra invece e le altre dieci che si trovano sparse nel cimitero e ne costituiscono una particolarità (non esclusiva però, essendovene pure a Panfilo, Inter duas lauros, e a S. Lorenzo) devono riferirsi al rito del refrigerium, cui pure servivano i banchi di tufo addossati alle pareti, che s'incontrano accanto ad alcune di esse. La loro abbondanza al M. C. è dovuta forse alla maggiore abilità, nell'intagliare il tufo, delle maestranze di fossori che vi lavoravano; abilità che si nota anche in eleganti mensole, cornici, nicchie, che adornano vari cubicoli, e nell'esattezza architettonica delle volte e delle tribune. Una cripta non lontana da quella descritta fu scavata, in due tempi differenti, con tanta cura ed eleganza da sembrare una minuscola basilica.

Fra gli affreschi che adornano cripte e arcosoli del cimitero, raffiguranti le consuete scene del Vecchio e del Nuovo Testamento, si notano una rara rappresentazione della parabola delle cinque vergini prudenti ammesse al banchetto celeste; un busto di donna orante dai lineamenti assai marcati, con un bambino sulle ginocchia, fra due monogrammi costantiniani affrontati, in cui si deve vedere un'immagine della Madonna della metà del sec. IV; e finalmente una scena scoperta ed illustrata da E. Josi nel 1933, nella quale, in un modo unico nelle catacombe, si vedono due defunti prostrati in atto di venerazione verso una santa, assai probabilmente Emerenziana, l'eponima del cimitero.

Bibliografia17 opere
BIBL.: G. Marchi, I monumenti delle arti primitive cristiane, Roma 1844; G. B. De Rossi, Roma sotterranea, I, Roma 1864, pp. 189-94; id., Del luogo appellato « ad Capream » presso la Via Nomentana dall'età arcaica ai primi secoli cristiani, in Boll. della comm. arch. comm. di Roma, 11 (1883), pp. 244-258; M. Armellini, Scoperta della cripta di s. Emerenziana e di una memoria relativa alla cattedra di S. Pietro nel cimitero Ostriano, Roma 1877; Wilpert, Pitture, pp. 513-15; E. Josi, C. M., in Riv. di arch. crist., 10 (1933), pp. 7-16. Per la questione dell'Ostriano: A. Profumo, La memoria di s. Pietro nella regione Salario-Nomentana, in Römische Quartalschrift, 21 Supplemento, Roma 1916; O. Marucchi, in molti articoli del N. Bull. di arch. crist., particolarmente: 7 (1901), pp. 71-118, 277-90; 9 (1903), pp. 199-273, 321-68; 12 (1906), pp. 5-65; 13 (1907), pp. 169-89; 16 (1910), pp. 69-129; 19 (1913), pp. 77-108; 20 (1914), pp. 95-123; 22 (1916), pp. 159-91; G. Bonavenia, La Sillage di Verdun e il papiro di Monza, Roma 1903; L. Duchesne, Le recueil épigraphique de Cambridge, in Mélanges d'arch. et d'hist., 30 (1910), pp. 279-311. Per le cattedre: E. Josi, Il cimitero di Panfilo, in Riv. di arch. crist., 1 (1924), pp. 69-106; Th. Klauser, Die Cathedra im Totenbult der heiduischen und christlichen Antike, Münster in V. 1927, pp. 101-11.

Umberto M. Fasola

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Di Umberto Maria Fasola

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. VII (1951), coll. 1876–1877.

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Fasola, Umberto Maria. “Majus Coemeterium (Cimitero Maggiore).” In Enciclopedia Cattolica, vol. VII, coll. 1876–1877. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1951. https://azioneromana.com/it/article/majus-coemeterium-cimitero-maggiore.

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Fasola, Umberto Maria. “Majus Coemeterium (Cimitero Maggiore).” Enciclopedia Cattolica, vol. VII, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1951, coll. 1876–1877. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/majus-coemeterium-cimitero-maggiore.

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