Enciclopedia Cattolica vol. XII, 1954

UMBERTO DI SILVA CANDIDA

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Noto anche come: tedesco: Humbert von Silva Candida; francese: Humbert de Silva Candida; latino: Humbertus de Silva Candida

UMBERTO di SILVA CANDIDA. - Entrato ca. il 1015 nel monastero benedettino di Moyenmoutier nei Vosgi, vi si distinse per una perfetta conoscenza del latino e del greco. Era anche valido fautore delle riforme da introdurre nella Chiesa, perciò nell'ott. del 1049 Leone IX lo chiamò a Roma e lo volle presso di sé nella cerchia dei suoi consiglieri più intimi; nella primavera del 1050 lo nominò arcivescovo di tutta la Sicilia e lo stesso anno lo creò cardinale vescovo di Silva Candida. M. a Roma il 5 maggio 1061.

Ad U. spetta una parte di primo piano nella rottura tra la Chiesa greca e la Chiesa romana. Temendo, infatti, l'unione di esse, desiderata dell'Imperatore, Michele Cerulario, patriarca di Costantinopoli, fece ogni sforzo per impedirla e in una lettera, scritta sotto il nome di Leone di Ochrida, impugnò con violenza i riti latini (1053). U. tradusse la lettera, stese la risposta di Leone IX (PL 143, coll. 744-69) e scrisse il trattato Adversus Graecorum calumnias (ibid., coll. 929-74).

L'imperatore Costantino Monomaco nutriva sentimenti assai diversi da quelli di Michele Cerulario e queste buone disposizioni spinsero Leone IX a inviare U. e il card. Federico di Lorena come legati a Costantinopoli (1054). Ma la morte del Papa (19 apr.) fu subito sfruttata in modo da mettere in dubbio l'autorità della loro missione. U. stesso dovette rispondere ad un libello del monaco Niceta Stethatos (ibid., coll. 985-1000). Una discussione teologica alla presenza dell'Imperatore (24 giugno) volse in suo favore. Il 16 luglio, i legati, stimandosi presi in giro, lanciarono la scomunica contro il Cerulario (il documento era opera di U.: ibid., coll. 1001-1004) e partirono (18 luglio). Raggiunti a Selimbra dai messi dell'Imperatore, rientrarono; ma una sollevazione fomentata dal Cerulario li costrinse a scomparire al più presto, e la scomunica lanciata finì con operare la rottura tra le Chiese Romana e Greca (PG 120, coll. 735-48). Tornato in Occidente, U. scrisse (1057-58) il trattato Adversus simoniacos (PL 143, coll. 1004-1212; meglio in MGH, Libelli de lite imperatorum et pontificum saeculis XI et XII conscripti, I, Hannover 1891, pp. 95-253) dove sostiene l'opinione che le ordinazioni fatte da prelati simoniaci sono nulle ed esalta l'elezione dei vescovi fatta dal clero e dal popolo per far cessare gli abusi dell'investitura laica, principale cagione dei mali che inferivano.

In seguito U. fu bibliotecario della Chiesa romana e fu coinvolto nella questione di Berengario di Tours (cf. la lettera che gli indirizzò, in Neues Archiv der Gesellschaft für ältere Geschichtsschunde, 7 [1882], pp. 614). Ad U. viene ora attribuita la Vita S. Leonis IX papae, sinora creduta di Guiberto (Wibertus), arcidiscono di Toul (cf. H. Tritz, Die hagiographischen Quellen zur Geschichte Papst Leo IX., in G. B. Borino, Studi Gregoriani, IV, Roma 1952, pp. 191-364; v. le osservazioni di B. de Gaiffier, in Anal. Boll., 70 [1952], pp. 423-24).

Bibliografia9 opere
BIBL.: H. Halfmann, Card. Humbert, sein Leben und seine Werbe mit besonderes Berücksichtigung seines Traktates Libri tres adversus simoniacos, Gottinga 1883; L. Bréhier, Le schisme oriental du XIe siècle, Parigi 1899; A. Fliche, Le card. Humbert de Moyenmoutier, Etude sur la Réforme grégor., in Rev. hist., 119 (1915), pp. 41-76; id., La Réforme grégor., I, Lovanio 1924, pp. 265-308; A. Michel, Humbert und Kerullarios, in Quellen und Forschungen der Görresgesellschaft, 21 (1924) e 23 (1930); E. Amann, Michel Cérulaire, in DThC, IX (1929), coll. 1677-1703; M. Jugie, Le schisme de Michel Cérulaire, in Echos d'Orient, 36 (1937), pp. 440-73; R. Morghen, Medioseo cristiano, Bari 1951, pp. 100-19 (e cf. anche l'indice analit.); W. Ullmann, Cardinal Humbert and the ecclesia Romana, in G. B. Borino, Studi Gregoriani, IV, Roma 1952, pp. 111-27.

Guglielmo Mollat

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. XII (1954), coll. 738–740.

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Mollat, Guglielmo. “Umberto di Silva Candida.” In Enciclopedia Cattolica, vol. XII, coll. 738–740. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1954. https://azioneromana.com/it/article/umberto-di-silva-candida.

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Mollat, Guglielmo. “Umberto di Silva Candida.” Enciclopedia Cattolica, vol. XII, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1954, coll. 738–740. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/umberto-di-silva-candida.

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