EGBERTO. - Benedettino, arcivescovo di York (Inghilterra), ivi m. il 19 nov. 766. Era cugino del re di Northumbria, Ceovulfo; da giovane si recò a Roma, dove si iniziò agli usi romani e fu ordinato diacono. Tornato in patria, fu nominato vescovo di York (732), dove intraprese l'opera di riforma ecclesiastica. Nel 735 ottenne da Roma il pallio e
(da H. Th. Barker), Alberta, Torino (S2), p. 135)
EGEA, RELIGIONE - Sigillo (pietra dura incisa). Des Signora degli animali fra due leoni - Kalkani (Micene).
con ciò la restituzione del titolo arcivescovile e metropolitano per la sua diocesi. Istitui una famosa scuola, nella quale egli stesso insegnava. Era amico di s. Beda, Alcuino, s. Bonifacio.
Varie opere vanno sotto il suo nome, ma i dotti non sono d'accordo sulla loro autenticità; alcune certamente sono rielaborazioni posteriori. Gli è generalmente attribuito il De iure sacerdotali (PL 89, 379-400). ■ Paenitentiale (op. cit., coll. 401-31; cf. J. H. Schmitz, Die Bussbücher, I, Magonza 1883, pp. 573-87; H. Düsseldorf 1898, pp. 661-74), può contenere un fondo autentico, ma in gran parte è un riassunto dell'opera di Halitgario, vescovo di Cambrai. Non sono di E. il De institutione ecclesiastica dialogus (PL 89, 433-42) e i Canones de remedia peccatorum (op. cit., 89, 443-54), che B. Albers (in Archiv für katholisches Kirchenrecht, 81 [1901], pp. 393-420) attribuisce a s. Beda. Finalmente va sotto il nome di E. un Pontificale, che può essere opera sua, ora nella Biblioteca nazionale di Parigi, ms. lat. n. 138 (cfr. F. Cabrol, s. v. in DACL, IV, coll. 2211-20).
BIBL.: sources