MANUELE II PALEOLOGO. - N. a Costantinopoli nel 1350, m. ivi il 21 luglio 1425. Imperatore bizantino, regnò dal 1391. Teologo e uomo di grande talento, ebbe un regno molto difficile a causa della potenza turca minacciante e restringente sempre più l'Impero bizantino. Per chiedere aiuti contro i Turchi fece un viaggio alla corte dei principi dell'Occidente (1399-1403: Venezia, Parigi, Londra, di nuovo Parigi, Genova e di nuovo Venezia). Anche ai sommi pontefici egli indirizzò varie volte, durante il suo lungo governo, ambasciate, anche nel periodo dello scisma d'Occidente, e dopo di esso al papa Martino V, a cui inviò i domenicani greci Teodoro ed Andrea Chrysoberges, ambedue convertiti e ben visti dall'Imperatore. Il 6 apr. 1418 M. ottenne dal Papa la dispensa chiesta dall'impedimento del matrimonio misto per i suoi figli. L'ambasciata papale, affidata al francescano Antonio di Massa nel 1422, non poté più trattare con M., già colpito da grave malattia, bensì con il figlio Giovanni VIII, già associato al governo imperiale da alcuni anni. M. morì senza esser ritornato all'unione tante volte promessa.

Egli ha lasciato molti scritti, lettere e soprattutto libri teologici, omelie ed altri discorsi religiosi, fra cui una omelia mariologica recentemente pubblicata da M. Jugie (PO 15, 539-66). Un grande trattato in maggior parte ancor inedito è la sua Apologie del cristianesimo contro l'Islâm, dedicata al fratello Teodoro. M. compose a Parigi un trattato ancora inedito contro il Filioque, in occasione di un breve scritto presentatogli sullo stesso tema da un monaco dell'abbazia di S. Dionigi. Un gioiello del Museo del Louvre è il codice delle opere dello Pseudo-Dionigi Areopagita, mandato nel 1408 dall'ambasciatore di M., l'umanista Manuele Crisolora, al monastero di S. Dionigi. Sopra le relazioni di M. con il convertito greco Demetrio Cidone testimoniano parecchie lettere di quest'ultimo.
Bibliografia5 opere
Giorgio Hofmann