Enciclopedia Cattolica vol. XI, 1953 Storia, storici e biografie varie Storici, biografie varie

SISMONDI, JEAN-CHARLES SIMONDE DO

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SISMONDI, JEAN-CHARLES SIMONDE do. - Storico ed economista, n. a Ginevra il 9 maggio 1773, m. ivi il 25 giugno 1842. Filosofo nel senso illuministico, ancora, per l'ampiezza dei suoi interessi e per il suo umanitarismo idillico.

Figlio della indipendente Ginevra, «protestante e repubblicano», seppe però far sue la lingua e la cultura di tre popoli, l'inglese, il francese e l'italiano, divenendo infine quasi toscano di adozione. Occupato dapprima in studi e interessi economici, non fece corsi regolari (si dice student of law in un inedito Abstract of the English Constitution, datato Londra 1793). La bufera rivoluzionaria spinse la sua famiglia prima in Inghilterra, poi in Toscana, a Valchiusa presso Pescia. Ivi iniziò degli studi sulle «costituzioni dei popoli liberi», fra il 1798 e il 1799, reagendo all'uniformità, al carattere estrinseco delle istituzioni imposte dalla conquista rivoluzionaria, ma accettando il principio della sovranità popolare, e ispirandosi ancora spesso al pensiero di Rousseau. Contraponendo inoltre le molteplici tradizioni nazionali, le «libertà» indigene e spontanee al despotismo giacobino, cominciò a risolvere in una serie di ricerche storiche il problema dottrinale di una nuova scienza politica: così nasce l'Histoire des Républiques italiennes au moyen âge, concepita in contatto con il gruppo di Coppet, che frequentò nei primi anni dell'Ottocento (posta all'Indice con decr. 22 dic. 1817).

L'amicizia di M.me de Staël, di B. Constant, ecc., fruttò al S. un più vivo senso del valore delle individualità nazionali, e il contatto con il nascente gusto romantico, tedesco e svizzero, influì sulla sua concezione della storia, piuttosto letteraria che scientifica, moraleggiante sempre, ed in questo ancor stretta agli ideali di Rousseau, di un G. Müller, del pre-romanticismo in genere (E. Fueter). Più nuovo il suo patriottismo, medievale solo nell'apparenza, per il culto del «piccolo Stato» (W. Kaegi) e degli Stati federati, delle città libere che si sviluppano in feconda emulazione civile, come nell'età dei Comuni, in Italia. Perciò fu grande la sua influenza sui primi romantici e patrioti liberali italiani, dal Di Breme agli altri collaboratori del Conciliatore ed ai fiorentini dell'Antologia. Suscitò tuttavia la reazione del Manzoni (Osservazioni sulla morale cattolica), per l'aspetto protestante e sociniano del suo liberalismo; quella del Mazzini, per il carattere aristocratico e legalitario dei suoi ideali politici, che respingeva il più schietto democraticismo e l'empito di ribellione del patriottismo mazziniano.

Nel 1815 il S. si accostò per un momento, come B. Constant, a Napoleone, preferendo una versione liberale del napoleonismo alla restaurazione dei legittimisti. Tornò quindi ad esercitare la funzione di un libero mediatore fra le diverse culture nazionali, approfondendo ulteriormente alcuni problemi economici e sociali, nei Nouveaux principes d'économie politique (Parigi 1819), poi negli Etudes sur les sciences sociales (ivi 1836), che raccolgono anche saggi politici, come quello Des prétentions de la démocratie à la souveraineté, et du suffrage universel, in cui rileva lo «spirito retrogrado delle masse». Importantesima pure la sua polemica contro i seguaci della scuola classica liberista, sviluppata dal 1819, sotto l'impressione del disagio del proletariato industriale inglese, al 1837 (Etudes d'économie politique, 2 voll., Parigi 1837-38).

BIBLI: non esiste una raccolta completa degli scritti: Hist. des Républiques italiennes au moyen âge, già cit., è da consultare nella 2ª ed. completa, 16 voll., Parigi 1818; per il resto v. J.-R. De Salis, S. (1773-1842). La vie et l'œuvre d'un cosmopolite philosophe, ivi 1932. Per l'attività critica, C. Pellegrini, Il S.

e la stor. delle letterat. dell'Europa merid., Ginevra 1926; il Pellegrini ha premesso pure una bella introd. all'Epistolario del S., da lui curato, 3 voll., Firenze 1933-36, in cont. Sull'economista, si veda A. Amon, S. de S. als Nationalökonom, 2 voll., Berna 1945-49; inoltre L. Einaudi, S., economista appassionato, in Riv. di stor. econ., 6 (1941), p. 127 sgg.; E. Passerin, Un inedito saggio sui problemi dell'econom. toscana, ecc., in Rass. stor. del Risorg., 38 (1951), pp. 547-62. Per vari aspetti, la raccolta di Studi in G. C. L. S., Roma-Bellinzona 1945. Sul liberalismo del gruppo di Coppet, oltre al De Salis, v. P. Kohler, M.me de Staël et la Suisse, Parigi 1916; C. Pellegrini, Il gruppo di Coppet, ecc., in Ann. Scuola Norm. Pisa*, 2ª serie, 3 (1934), pp. 29-74; R. Ramat, S. e il mito di Ginevra, Firenze 1936.

Ettore Passerin

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. XI (1953), coll. 767–768.

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Passerin, Ettore. “Sismondi, jean-charles simonde do.” In Enciclopedia Cattolica, vol. XI, coll. 767–768. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1953. https://azioneromana.com/it/article/sismondi-jean-charles-simonde-do.

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Passerin, Ettore. “Sismondi, jean-charles simonde do.” Enciclopedia Cattolica, vol. XI, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1953, coll. 767–768. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/sismondi-jean-charles-simonde-do.

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