Enciclopedia Cattolica vol. I, 1948 Gerarchia ecclesiastica Patriarcati, arcidiocesi, diocesi, diocesi soppresse

AQUISGRANA (AACHEN), DIOCESI DI

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AACHEN rimanda qui.

AQUISGRANA (AACHEN), DIOCESI di. - Nella Germania occidentale; conta 1.152.490 cattolici, 504 parrocchie, con 967 sacerdoti secolari e 190 regolari. La città stessa aveva, nel 1939, 160.200 ab., di cui 144.500 cattolici.

Da una divinità, probabilmente di nome Granus, il luogo dove scaturiscono delle fonti salubri ebbe il nome di Aquae Grani. L'uso di quelle fonti non si perdette mai. Carlomagno predilesse A. e vi costruì una magnifica Pfalz (residenza) con palazzo, chiesa e tutte le dipendenze. Ben presto vi si sviluppò una cittadina medievale, dall'813 al 1531, luogo dell'incoronazione dei re ed imperatori romano-tedeschi. Nel Duecento la città divenne città imperiale libera (Freie Reichsstadt). Vi si conclusero la pace del 1668, con la quale terminò la guerra di devoluzione (Raubkrieg), e l'altra del 1748, con cui si chiuse la guerra della successione austriaca. Nel 1797 A. fu incorporata alla Francia, nel 1815 tornò alla Germania (Prussia). Nel 1818 vi si celebrò il Congresso di A. Dal 1918 al 1929 la città veniva occupata dai Belgi; durante l'ultima fase della seconda guerra mondiale, nell'inverno 1944-1945, fu quasi interamente distrutta.

Nel 1801, sotto il dominio francese, A. fu eretta in diocesi, in sostituzione di Colonia, che fu allora soppressa. Ma ebbe un solo vescovo, Mario Antonio Berdollet (1802-1809). Nel 1821 fu ristabilita la diocesi di Colonia. Dato però l'enorme aumento della popolazione, in seguito all'industrializzazione della regione, nel 1930 (13 ag.) fu eretta nuovamente in vescovato, ma questa volta come suffraganea di Colonia.

La massima gloria di A. è la sua Cattedrale, il Marienstift. La parte centrale e più antica è costituita dalla cappella palatina di Carlomagno, costruita dal 798 all'804 da Odo da Metz. Grandiosa costruzione, sediangolare nell'esterno, con parte interna ottagonale, matronei, cupola ricca di marmi, a somiglianza di S. Vitale di Ravenna, ma con importanti varianti. Anche il materiale fu in gran parte fatto venire da Carlomagno dall'Italia. La cappella era unita al palazzo per mezzo di un grande porticato. Nella parte orientale fu aggiunta, nel medioevo (sin dal 1355), una grandiosa navata gotica, con coro: di quella occidentale restano in piedi un atrio romanico e l'alta torre moderna. Tutto un insieme fantastico di incomparabile effetto. Da notare poi il municipio, palazzo gotico della prima metà del sec. XIV.

Una seconda grande fondazione religiosa fu l'imperiale Adalbertstift, dovuto alla larghezza di Enrico II il Santo, ma nel 1802 secolarizzato dai Francesi.

Una menzione speciale merita anche il celebre «Tesoro» della Cattedrale. Esso è conservato nella cappella delle Anime Purganti, e contiene, fra tante preziosità, doni di Ottone III, come un evangelario miniato, una pala d'oro, un'acquasantiera di avorio; la croce con un cammeo di Augusto, donata da Lotario III; del sec. XIII sono la cassa-reliquiario di Carlomagno (1215), e quella di Maria (1237). Tra i molti reliquiari meritano di essere segnalati quello di Anastasio (lavoro bizantino), quello di Simeone (lavoro di orfo locale); vari lavori di oreficeria orientale e occidentale; tessuti, specialmente orientali; parati sacri del medioevo e del barocco. Nell'ottagono della Cattedrale
è da notare il lampadario di bronzo, in forma di enorme
corona, dono di Federico Barbarossa, e nel coro il
celebre pulpito, dono di Enrico II il Santo, con avori
di provenienza alessandrina. Celeberrima la cosiddetta
Aachenfahrt, vale a dire il pellegrinaggio per A., onde
venerarvi le molte reliquie che si erano accumulate,
durante il medioevo, nel tesoro imperiale. Dalla metà
del sec. XIV questo pellegrinaggio fu celebrato soltanto
ogni sette anni, dal 10 al 24 luglio (cioè sette giorni
avanti e dopo l'anniversario della dedicazione del Ma-
rienstift, il 17 luglio). Tale pellegrinaggio era conside-
rato uno tra i maggiori della cristianità, con ricchi-
sime indulgenze, e richiamò centinaia di migliaia di
fedeli ad A. L'ultimo pellegrinaggio fu quello del 1925.

AQUISGRANA - Cattedrale (fine sec. VIII sgg.).
AQUISGRANA - Cattedrale (fine sec. VIII sgg.).(propr. A. P. Frutuc)
Illustration
(propr. A. P. Frutac). AQUISGRANA - Coro della Cattedrale (sec. XIV).
Illustration
Bibliografia8 opere
BIBL.: St. Beissel, Die Aachenfahrt, Friburgo in Br. 1902; H. Disselnkötter, Aachens grosse Heiligtümer und ihre geschicht- liche Beglaubigung, Bonn 1909; F. M. Bucher, Forschungen zur karolingischen Kunstgeschichte, in Zeitschrift des Aach. Geschichts- vereins, 41 (1918), pp. 1-142; K. Faymonville, Die Kunstdenk- mäler der Stadt Aachen, 3 voll., Düsseldorf 1916-24; W. Hermanns, Kaiser Karls Stadt, Aquisgrana 1928; G. Grimme, Aachener Gold- schmiedekunst, in Die christliche Kunst, 25 (1928-29), pp. 97-109; H. Gemünd-J. Buchkremer, Der Dom zu Aachen, 1935; vedi inoltre il periodico Aachener Kunstblätter pubblicato dal Museo civico di A. e diretto da F. Knuetgens.

Giuseppe Löw

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. I (1948), coll. 1729–1731.

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Lów, Giuseppe. “Aquisgrana (Aachen), diocesi di.” In Enciclopedia Cattolica, vol. I, coll. 1729–1731. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1948. https://azioneromana.com/it/article/aquisgrana-aachen-diocesi-di.

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Lów, Giuseppe. “Aquisgrana (Aachen), diocesi di.” Enciclopedia Cattolica, vol. I, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1948, coll. 1729–1731. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/aquisgrana-aachen-diocesi-di.

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