Enciclopedia Cattolica vol. V, 1950 Religioni non cristiane Particolari

ERACLE ('ἩΡΑΚΛΗ͂Σ)

English Cita

ERCOLE, HERAKLES rimandano qui.

ERACLE - E. con la clava. Vaso (kylix) greco a figure rosse (fine sec. vi a. C.) - Vaticano, Museo Gregoriano Etrusco.
ERACLE - E. con la clava. Vaso (kylix) greco a figure rosse (fine sec. vi a. C.) - Vaticano, Museo Gregoriano Etrusco.

ERACLE ('Ἡρακλῆς). - Eroe dell'antica Grecia,
figlio di Alcmena e di Zeus, il quale le si era presen-
tato sotto l'aspetto del marito. Alcuni studiosi ve-
dono in lui un eroe essenzialmente greco, per altri
è preellenico o divinità orientale passata in Grecia.

In età più recenti ebbe culto estessissimo e sono nu-
merosi gli epiteti sotto cui fu venerato; ambedue le case
reguanti di Sparta si vantavano di discendere da lui;
in suo onore si celebravano feste con lotte e con agoni;
erano sacrificati animali, anche quelli che avevano già
laverato, frutti e prodotti naturali. Fu protettore degli
sefeti (gran parte dei santuari sono in prossimità dei
ginassi dove fu venerato insieme con Ermete), protettore
delle sorgenti e delle terme, medico, musico e astrologhe.

In età arcaica sembra soprattutto essere stato ce-
lebre per i numerosissimi miti, fra i quali i più conosciuti
sono: 1) l'odio di Era, che ne ritardò la nascita, lo obbligò
a servire ad Euristeo e gli inviò contro due serpenti che
E. strozzò; 2) le dodici fatiche, imposte da Euristeo per
istigazione di Era: l'uccisione del leone di Nemea, di
cui indossò abitualmente la pelle; l'uccisione dell'idra
di Lerna, mostro a numerose teste; la cattura del cin-
ghiale di Erimanto, soggetto prediletto della pittura va-
scolare; la cattura, per Euripide l'uccisione, della cerva
ocrisitica; l'uccisione degli uccelli della paluda di Stin-
fale; la pulizia delle stalle di Augia; la cattura del toro
crerese; la cattura delle cavalle di Diomede; la conquista
della cintura d'Ippolita, regina delle Amazzoni, cintura
che in età storica era appesa nell'Ereo di Argo; la cat-
tura della mandria di Gerione per la quale navigò sul-
l'Oceano nella tazza d'oro del Sole; la cattura di Cer-
bero, cane a tre teste guardiano dell'Oltretomba; la con-
quista dei pomi delle Esperidi. A queste sono intrec-
ciate o intercalate numerose imprese guerreache. E. fu
siutato dal nipote Iolao e protetto da Atena; 3) la morte
dell'eroe e l'apoteosi finale: straziato da una camicia
intrina del sangue del centauro Nesso, che la moglie
Deianira gli aveva fatta indossare, E. salì sul rogo, donde
fu trasportato nell'Olimpo e, riconciliatosi con Era, ebbe
in premio l'immortalità.

BRUL.: U. v. Wilamovitz, Euripides Herakles, 2ª ed.,
Berlino 1900, introduzione; Zwicker, s. v. in Pauly-Wissowa.

VIII, 1, coll. 526-68; Gruppe, s. v. ibid., suppl. III,
coll. 910-1120; L. R. Farnell, Greek Hero-cults and ideas of im-
mortality, Oxford 1921, p. 95 seg.; N. Turchi, Ercole, in Enc.
Ital., XIV (1932), p. 191 seg.; G. R. Levy, The Oriental origin
of Herakles, in Journal of Hellenic Studies, 34 (1934), p. 49 seg.
Luisa Banti

E. IN ROMA

Secondo il mito romano, E. (latinamente Ercole) di ritorno dall'uccisione di Gerione,
attraversò il territorio italico; passando nei luoghi della
futura Roma, venne derubato della sua mandra dal
mestruoso ladrone Caco; ritrovati i buoi E. uccise
Caco ed innaizò per riconoscenza un'ara a Iuppiter
Inventor. L'arcade Evandro, che abitava allora il
Palatino, riconosciuta la divinità dell'eroe, gli de-
dicò un'ara. Così si faceva risalire il culto romano di
E., e precisamente i due santuari della porta Trige-
mina e dell'Ara Maxima, a tempi anteriori alla fon-
dazione di Roma.

Anche storicamente il culto è di notevole antichità:
l'Ara Maxima nel Foro Boario stava in un recinto al-
l'aperto, compresa nel pomerio dell'Urbe. Ma il sacrificio
annuale si compiva secondo il rito greco. Erano escluse
le donne; nel recinto si diceva non potessero entrare
cani e mosche. Il culto originariamente era esercitato dalle
due gentes romane, i Potiti e i Pinarii: ma Appio Claudio
Ciezo, nel 312 a. C., l'aggregò ai culti pubblici dello
Stato. Non lontano dall'Ara Maxima era il santuario,
forse ancor più antico, della Porta Trigemina. Durante
i secoli della Repubblica, E. ebbe altri santuari importanti
presso la Porta Collina, il Circo Flaminio e il Circo
Massimo.

La figura del dio è derivata ai Romani dalle colonie
greche dell'Italia meridionale: essa era diffusa in Etruria
e anche nel Lazio, dove, ad es., a Lanuvio e a Tivoli,
figurava come una delle divinità principali della città.
Mentre fuori Roma appare associato soprattutto a Giunone, a Roma sembra avere qualche rapporto con Diana: la festa del santuario di Porta Trigemina coincideva con quella di Diana Avantina, e nel lectisternium del 399 a. C. E. e Diana formano coppia.

ERACLE - E. e l'idra. Tavoletta dipinta da A. Pollaiolo (ca. 1470). Già a Firenze, Galleria degli Uffizi.
ERACLE - E. e l'idra. Tavoletta dipinta da A. Pollaiolo (ca. 1470). Già a Firenze, Galleria degli Uffizi.(fot. Alinari)

Il suo carattere di vincitore, documentato sin nei suoi più antichi epiteti cultuali (Invictus, Victor), determinò in seguito la sua popolarità, sia nel culto privato in cui tale carattere veniva interpretato filosoficamente come trionfo sulle passioni e sulla morte (E. nelle raffigurazioni sepolcrali), sia nel culto pubblico in cui veniva messo in connessione con le aspirazioni dell'Impero romano: già l'imperatore Commodo si faceva chiamare Romanus Hercules, mentre accanto a Diocleziano Ionius l'imperatore Massimiano assumerà l'epiteto di Hercules.

Bibliografia2 opere
BIBL.: G. Wissova, Religion und Kultur der Römer, 2e ed., Monaco 1912, p. 271 sgs.; J. Bayer, Les origines de l'Hermale romain, Parigi 1926.

Angelo Brelich

Informazioni sulla voce

Di Luisa Banti, Angelo Brelich

Fonte Luisa Banti: firma a stampa; Angelo Brelich: firma a stampa

Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. V (1950), coll. 465–467.

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Banti, Luisa, and Angelo Brelich. “Eracle ('ἩΡΑΚΛΗ͂Σ).” In Enciclopedia Cattolica, vol. V, coll. 465–467. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1950. https://azioneromana.com/it/article/eracle-erakles.

MLA

Banti, Luisa, and Angelo Brelich. “Eracle ('ἩΡΑΚΛΗ͂Σ).” Enciclopedia Cattolica, vol. V, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1950, coll. 465–467. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/eracle-erakles.

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