Enciclopedia Cattolica vol. I, 1948 Patrologia Padri, scrittori ecclesiastici sino a tutto il sec. VIII, opere anonime

ANFILOCHIO, SANTO

Festa: 23 novembre

English Cita

Noto anche come: greco: Amphilochios; inglese: Amphilochius of Iconium; Amfilochio

ANFILOCHIO, santo. - Vescovo di Iconio in Licaonia, amico dei ss. Basilio e Gregorio Nazianzeno, n. a Cesarea di Cappadocia ca. il 340-45. Formatosi alla scuola di Libanio (v.) in Antiochia, segui il padre nella carriera forense che esercitò a Costantinopoli dal 364 in poi. Disgustato, nel 369 si ritirò ad Ozitala per assistere il padre ormai vecchio, e dedicarsi al servizio di Dio. L'invito rivoltogli poco dopo da s. Basilio di recarsi a Cesarea, e da lui accettato (373), fu decisivo per la sua vita. Non pare che sino allora avesse ricevuti gli ordini sacri; ma al principio del 374 era vescovo. Gli abitanti di Iconio, dopo la morte del loro vescovo Faustino, si erano rivolti a s. Basilio perché designasse un successore. La sua scelta cadde su A., che riluttante dovette assumersi la cura di quella sede recentemente eretta a metropoli. Sino alla morte Basilio mantenne un'intima e affettuosa corrispondenza con A., cui fu largo di consigli e assistenza negli affari inerenti alla sua carica. A lui il vescovo di Cesarea dedicò il De Spiritu Sancto, scritto dietro suo suggerimento; e contemporaneamente (374-75) gl'indirizzava le tre epistole canoniche sull'ordine ecclesiastico, in seguito a quesiti propostigli dal figliuolo spirituale innato agli affari ecclesiastici dell'Isauria, Licia e Licaonia. S. Basilio, ormai prostrato da malattie, l'invitò anche ad assisterlo nell'amministrazione della propria diocesi, divenuta un fardello assai pesante.

Nel 381, A. partecipò al Concilio ecumenico di Costantinopoli e sottoscrisse la formula fidei contro gli errori di Macedonio. Instancabile nel combattere l'eresia, provocò nel 383 gli editti di Teodosio contro gli ariani e presiedette a Sida nella Panfilia un sinodo che condannò i messaliani. Sembra che la sua energia abbia provocato la crociata religiosa che estirpò questa eresia. S'ignora la data della sua morte, avvenuta probabilmente prima del 403; viveva ancora nel 394, quando prese parte a un Sinodo di Costantinopoli. La sua festa ricorre il 23 nov.

La maggior parte dei suoi scritti sono andati perduti. Oltre a frammenti riportati da Teodoreto, da Giovanni Damasceno e altri (PG 39, 97-118), restano ancora: 1) Iambi ad Seleucum (pubbl. dal Migne tra le opere di Greg. Nazianzeno: PG 37, 1577 sgg.), poema di 333 trimestri giambici col quale esorta il nipote del generale Traiano alla vita cristiana; 2) Epistola Synodica, contro l'eresia macedoniana, redatta per mandato del sinodo d'Iconio del 376; 3) Orationes et Homediae. Ulteriori precisazioni e scoperte intorno agli scritti di A. si sono avute in seguito agli studi di K. Holl e G. Ficker. Ciò che rimane delle sue opere non basta per giudicare del valore di A. come teologo e scrittore; ma il giudizio entusiasta dei suoi contemporanei (cf. PG 39, 27-34) non lascia dubbi in proposito. Soprattutto le testimonianze di S. Basilio e S. Gregorio Nazianzeno, ai quali dobbiamo le scarse notizie sulla vita di A., lo presentano come un uomo dedito allo studio e all'investigazione, un vescovo intemerato e araldo di verità. L'Oriente cristiano vide in lui un campione dell'ortodossia e una delle personalità più rappresentative della Chiesa greca.

Le opere di A. sono raccolte dal Migne in PG 39, 9-130, secondo il testo del Gallandi, Bibliotheca Veterum Patrum, VI, Venezia 1770, pp. 457-514.

Bibliografia7 opere
BIBL.: Martyr. Romanum, p. 541; J. B. Lightfoot, s. v. in Dictionary of Christian Biography, I, Londra 1877, pp. 103-107; K. Holl, Amphilochius von Ihonium in seinen Verhältnis zu den grossen Kappadoziern, Tubinga 1904; G. Ficker, Amphilochiana, I, Lipsia 1906; V. Schultze, Altchristliche Städte und Landschaften, II, Gütersloh 1926, pp. 334-42; O. Bardenhewer, Geschichte der altchristlichen Literatur, III, Friburgo in Br. 1912, pp. 320-28; O. Stählin, Altchristliche griechische Literatur, 6ª ed., Monaco 1924, pp. 1426-28.

Mario Scaduto

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. I (1948), coll. 1226–1227.

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Scaduto, Mario. “Anfilochio, santo.” In Enciclopedia Cattolica, vol. I, coll. 1226–1227. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1948. https://azioneromana.com/it/article/anfilochio-santo.

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Scaduto, Mario. “Anfilochio, santo.” Enciclopedia Cattolica, vol. I, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1948, coll. 1226–1227. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/anfilochio-santo.

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