Cum tam divino
Bolla sulla proibizione della simonia nelle elezioni papali
1 Poiché tanto dal diritto divino, quanto da quello umano, soprattutto nelle cose spirituali, la macchia della simonia è detestabilmente proibita, e molto più ancora nella elezione del Romano Pontefice Vicario di Gesù Cristo N.S. è abominevole e perniciosa per la Chiesa universale. Noi, che per misericordia del Signore presidiamo al governo della medesima Chiesa universale con meriti ineguali, desiderando, per quanto possiamo con Dio in tali materie, data la necessità di cosa tanto grave e la grandezza del pericolo, come siamo tenuti, di provvedere salutarmente per l'avvenire, col consiglio dei Nostri Fratelli Cardinali della Santa Romana Chiesa, e col loro unanime consenso, e con Nostra Costituzione perpetuamente valida, per autorità apostolica e dalla pienezza della Nostra potestà, stabiliamo, ordiniamo, decerniamo e definiamo, che se, il che Dio per sua clemenza e ineffabile bontà allontani, accadesse che dopo Noi, o i Nostri Successori successivamente, lo stesso Dio li avesse tolti dal governo di questa Chiesa universale, procurato dal nemico del genere umano e dall'ambizione, o dalla cupidigia che a ciò inclini o spinga, l'elezione del Romano Pontefice fosse commessa da colui che fosse stato eletto, o da alcuno o da alcuni del collegio dei Cardinali in qualunque modo votanti, mediante la eresia simoniaca nel dare, promettere o ricevere denari, beni di qualunque genere, castelli, uffici o benefici, o promesse e obbligazioni, per se stesso, o per altri, in qualunque modo e maniera, anche nell'unanime concordia di due parti, o di tutti i Cardinali, in qualunque modo anche per via di assunzione, unanimemente senza alcuno che dissentisse, anche senza scrutinio celebrata o fatta, non solo tale elezione o assunzione sia nulla di per se stesso e non conferisca a colui così eletto o assunto alcuna facoltà di amministrare nelle cose spirituali e temporali, ma anche contro il così eletto o assunto, dalla macchia simoniaca, da qualunque Cardinale che a tale elezione intervenne, possa essere opposto e eccepito, come di vera e indubitata eresia, cosicché da nessuno sia tenuto per Romano Pontefice, anzi lo stesso così eletto sia privato di per se stesso, senza altra dichiarazione, dal suo precedente Cardinalato e da qualunque altro onore, dalle Chiese Cattedrali anche Metropolitane e Patriarcali, dai Monasteri, dalle dignità e da qualunque altro beneficio e pensione, che allora possedeva in titolo, o in commenda, o in qualunque altro modo, e il medesimo eletto non sia Apostolico, ma Apostatico, e come simoniano e eretico, e sia ritenuto perpetuamente inabile a tutte e singole le predette cose.
2 L'elezione del Papa per simonia non si convalida per l'intronizzazione, il corso del tempo, l'adorazione o l'obbedienza dei Cardinali.
3 Né tale elezione simoniaca per la successiva intronizzazione, o il corso del tempo, o anche l'adorazione di tutti i Cardinali, o l'obbedienza, in alcun tempo mai si convalidi.
4 È lecito a tutti i Cardinali, al Clero, al Popolo Romano e a tutti gli Ufficiali di allontanarsi impunemente dall'obbedienza del Papa eletto per simonia.
5 E sia lecito a tutti e singoli i Cardinali, anche a quelli che a tale elezione simoniaca o assunzione avessero consentito, anche dopo l'intronizzazione e l'adorazione o l'obbedienza, e anche a tutto il Clero e al Popolo Romano, nonché ai sudditi e ai Prefetti di Sant'Angelo in Urbe e di qualunque altre rocche della Chiesa Romana, ai Castellani, ai Capitani e agli altri Ufficiali, nonostante qualunque omaggio, giuramento o cautela prestati, di allontanarsi impunemente e in qualunque momento dall'obbedienza e dalla devozione di tale eletto, anche se intronizzato (rimanendo tuttavia gli stessi vincolati alla fedeltà della Chiesa Romana e all'obbedienza del futuro Romano Pontefice canonicamente intronizzato), e di evitarlo come mago, pagano, pubblicano ed eretico.
6 I Cardinali possono contro il Papa eletto per simonia implorare l'aiuto del braccio secolare se si fosse ingerito nell'amministrazione, né per questo diventano scismatici.
7 Per confusione di costui possono i Cardinali, che avessero voluto opporsi alla predetta elezione, se avesse presunto di ingerirsi nel governo della Chiesa universale col pretesto di tale elezione, implorare contro di lui l'aiuto del braccio secolare. E coloro che dalla sua obbedienza si allontanassero non siano sottoposti, come laceratori della tunica del Signore, a nessuna pena o censura per tale allontanamento.
8 Si impone la pena della privazione dei benefici e delle dignità di qualunque genere, anche del Cardinalato, ai Cardinali che eleggono il Papa per simonia.
9 I Cardinali invece, che lo avranno così eletto simoniacamente, siano privati dei loro ordini, e anche dei titoli cardinalizi, e dell'onore, e di qualsiasi Patriarcato, Arcivescovato, Episcopato, e altre Prelature, e dignità, e benefici, che allora tenevano in titolo o in commenda, o nei quali, o ai quali avevano allora diritto, senza altra dichiarazione, a meno che non si siano completamente e con effetto allontanati da lui, e si siano uniti e congiunti con gli altri Cardinali, che non avranno consentito a tale simonia, entro il termine di otto giorni, dopo che ne saranno stati richiesti, personalmente se sarà possibile, altrimenti per editto pubblico, senza finzione, o frode. E allora se si saranno uniti e congiunti con i predetti altri Cardinali, siano reintegrati, riabilitati, e restituiti, e rimessi nel loro stato primitivo, e ai loro primitivi onori, e dignità anche cardinalizi, e alle Chiese, e benefici, che amministravano, e che possedevano, assolti da tale macchia di simonia, e da qualsiasi censura, e pena ecclesiastica eo ipso.
10 Siano annullati tutti gli obblighi simoniacali, che intervengono nell'elezione del Romano Pontefice.
11 Anche le promesse, e gli obblighi, o gli impegni per questo motivo, comunque, anche prima del tempo della detta elezione, anche al di fuori delle persone dei Cardinali, da chiunque e in qualsiasi modo fatti, con qualsiasi solennità inconcepibile, e forma, anche giurata: condizionali, o eventuali, e in forma di scomuniche da qualsiasi causa, anche di deposito, mutuo, cambio, confessione di ricevute, donazione, affitto, o vendita, permuta, o di qualsiasi altro contratto, anche nella forma più ampia della Camera Apostolica fatti, siano nulli, e invalidi, e inefficaci per esigerli, e nessuno possa essere costretto o vincolato per loro vigore in giudizio, o fuori, e sia lecito a tutti impunemente, senza alcun timore, o nota di spergiuro, recederne.
12 I Cardinali non complici nell'elezione del Papa simoniaca possono eleggerne un altro, e convocare il Concilio.
13 E inoltre sia lecito ai Cardinali, che avranno partecipato alla predetta elezione simoniaca, e si saranno allontanati dal così eletto, associativi altri Cardinali, che avranno consentito a tale elezione simoniaca, e successivamente si saranno uniti agli stessi Cardinali non complici nella detta simonia, se vorranno unirsi con essi, altrimenti senza di essi, a procedere nondimeno all'elezione di un altro Pontefice, non aspettando altra sentenza di dichiarazione di questa elezione simoniaca, rimanendo tuttavia sempre in suo vigore la nostra presente Costituzione, liberamente, altrimenti però canonicamente, e anche di indire, e convocare un Concilio generale, in luogo idoneo, come a loro parrà opportuno.
14 I Cardinali non complici nell'elezione del Papa simoniaca possono eleggerne un altro, e convocare il Concilio.
15 E inoltre sia lecito ai Cardinali, che avranno partecipato alla predetta elezione simoniaca, e si saranno allontanati dal così eletto, associativi altri Cardinali, che avranno consentito a tale elezione simoniaca, e successivamente si saranno uniti agli stessi Cardinali non complici nella detta simonia, se vorranno unirsi con essi, altrimenti senza di essi, a procedere nondimeno all'elezione di un altro Pontefice, non aspettando altra sentenza di dichiarazione di questa elezione simoniaca, rimanendo tuttavia sempre in suo vigore la nostra presente Costituzione, liberamente, altrimenti però canonicamente, e anche di indire, e convocare un Concilio generale, in luogo idoneo, come a loro parrà opportuno.
16 Siano derogate le Costituzioni contrarie.
17 Non ostanti le Costituzioni, e le ordinazioni Apostoliche, e specialmente di fel. rec. Papa Alessandro III, che inizia: Licet di vitanda discordia, e di altri nostri Predecessori Romani Pontefici, anche edite nei Concili generali, e di qualsiasi altre contrarie.
18 Siano scomunicati i Card. Se contravverranno a questa Costituzione, si aggiunge un decreto irritante, e altre solite clausole, e la Costituzione sia ordinato che sia pubblicata.
19 Proibendo infine a tutti, e a ciascuno dei Cardinali della S.R.E., che saranno per il tempo, e al loro Sacro Collegio, che, vacante la Sede Apostolica, non contravvengano ai predetti, o contro i predetti, o alcuno dei predetti, non statuiscano, dispongano, e ordinino, o in alcun modo facciano, o tentino di fare, con qualsiasi ricercato colore, o causa, sotto pena di scomunica latae sententiae, che incorrano eo ipso, e dalla quale non possono essere assolti se non dal Romano Pontefice canonicamente eletto, se non in articulo mortis.
20 Decernendo fin d'ora irritum, e inane se circa questi, o alcuno dei predetti da chiunque, consapevolmente, o inconsapevolmente, anche da Noi accadesse di tentare.
21 Affinché però il tenore della presente Costituzione, decreto, statuto, ordinazione e inibizione nostra sia portato a conoscenza di tutti, vogliamo che le presenti nostre lettere siano affisse alle porte della Basilica del Principe degli Apostoli, nonché della Cancelleria e dell'area del Campo di Fiore, e non si richieda né si debba attendere altra solennità di pubblicazione delle medesime lettere, ma questa affissione sia sufficiente per solenne pubblicazione e per perpetua validità.
22 A nessuno dunque assolutamente sia lecito infrangere questa pagina della nostra Costituzione, ordinazione, statuto, decreto, definizione, applicazione, approvazione e inibizione, o osare di contravvenirvi temerariamente; se qualcuno però avrà presunto di tentare ciò, sappia che incorrerà nell'indignazione di Dio onnipotente e dei Beati Pietro e Paolo Apostoli suoi. Dato a Roma presso San Pietro nell'anno dell'Incarnazione del Signore millecinquecentocinque, il 14 febbraio, nel secondo anno del Nostro Pontificato.
Traduzione automatica, non rivista. Fa fede il testo originale.
Testo latino
1 Cum tam divino, quam humano jure, in spiritualibus praecipue, detestabiliter sit simoniae labes prohibita, e longe magis in electione Romani Pontificis Vicarii Jesu Christi D. N. abominabilis sit, e universali Ecclesiae perniciosa. Nos, qui regimini ejusdem universalis Ecclesiae meritis imparibus annuente Domino praesidemus, cupientes, quantum cum Deo possumus in praemissis pro tantae rei necessitate, ac periculi magnitudine, ut tenemur, imposterum salubriter providere, de Fratrum nostrorum S.R.E. Cardinalium consilio, e unanimi consensu, ac nostra perpetuo valitura Constitutione, Apostolica auctoritate, e de potestatis nostrae plenitudine, statuimus, ordinamus, decernimus, e definimus, quod si, quod Deus pro sua clementia, e ineffabili bonitate avertat, contigerit, postquam Nos, vel Successores nostros successive, ipse Deus ab hujusmodi universalis Ecclesiae regimine absolverit, humani generis inimico procurante, e ambitione, vel cupiditate ad hoc inclinante, seu impellente, electionem Romani Pontificis ab eo, quem eligi contigerit, vel ab aliquo, seu aliquibus de caetu Cardinalium quomodolibet votum dantibus, per simoniacam haeresim in dando, promittendo, vel recipiendo pecunias, bona cujusque generis, castra, officia, vel beneficia, seu promissiones, e obligationes, commissam, per se, vel alium, seu alios quomodocunque, e qualitercunque etiam in duarum partium, vel omnium Cardinalium unanimi concordia, quomodolibet etiam per viam assumptionis, unanimiter nemine discrepante, etiam sine scrutinio facta, celebrari, vel fieri, non solum hujusmodi electio, vel assumptio, eo ipso nulla existat, e nullam eidem sic electo, vel assumpto, administrandi in spritualibus, e temporalibus facultatem tribuat, sed etiam contra dictum sic electum vel assumptum, de simoniaca labe, a quocumque Cardinali, qui eidem electioni intervenit, opponi, e excipi possit, sicut de vera, e indubitata haeresi, ita quod a nullo pro Romano Pontifice habeatur, quinimo ipse sic electus, a priori suo Cardinalatus, e alio quocunque honore, Ecclesiis Cathedralibus etiam Metropolitanis, e Patriarchalibus, Monasteriis, dignitatibus, e aliis quibuscunque beneficiis, e pensionibus, quae tunc obtinebat in titulum, vel in commendam, aut alias quomodocumque eo ipso, absque alia declaratione, privatus existat, e idem electus non Apostolicus, sed Apostaticus, e tanquam simoniacus, e haeresiarcha, e ad praedicta omnia, e singula perpetuo inhabilis habeatur.
2 Electio Papae per simoniam, non convalidatur per inthronizationem, temporis cursum, adorationem, aut obedientiam Cardinalium.
3 Nec hujusmodi simoniaca electio per subsequentem ipsius inthronizationem, seu temporis cursum, aut etiam omnium Cardinalium adorationem, seu obedientiam, ullo unquam tempore convalescat.
4 Licet omnibus Cardinalibus, Clero, Populo Romano, e omnibus Officialibus ab obedientia Papae electi per simoniam impune discedere.
5 Liceatque omnibus e singulis Cardinalibus etiam illis, qui huic simoniacae electioni, seu assumptioni consenserint, etiam post inthronizationem, e adorationem, seu obedientiam, ac etiam universo Clero, e Populo Romano, nec non subditis, e S. Angeli de Urbe, ac quarumvis aliarum Romanae Eccleciae arcium Praefectis, Castellanis, Capitaneis, e aliis Officialibus quocumque homagio, seu juramento, vel cautione praestitis non obstantibus, a talis electi, etiam inthronizati, obedientia, e devotione, impune, e quandocunque discedere (ipsis Fidei Romanae Ecclesiae, e obedientiae futuri Romani Pontificis canonice intrantis nihilominus astrictis permanentibus) e eum, ut magum, ethnicum, publicanum, e haeresiarcham evitare.
6 Cardinales possunt contra electum Papam per simoniam implorare auxilium brachii secularis si se ingesserit in administratione, nec ob id schismatici fiunt.
7 Ad cujus quoque confusionem possint Cardinales, qui praefatae electioni se opponere voluerint, si praesumpserit se regimini universalis Ecclesiae, praetextu talis electionis ingerere, auxilium brachii secularis contra eum implorare. Nec tales ab ejus obedientia abscendentes, tanquam tunicae Domini scissores, aliquarum, propter dictum discessum poenarum, seu censurarum ultioni subjaceant.
8 Imponitur poena privationis beneficiorum, e dignitatum quorumcumque etiam Cardinalatus, Cardinalibus eligentibus Papam per simoniam.
9 Cardinales vero, qui eum sic simoniace elegerint, a suis ordinibus, e etiam Cardinalatus titulis, e honore, ac quibuscumque Patriarchalibus, Archiepiscopalibus, Episcopalibus, e aliis Praelaturis, ac dignatatibus, e beneficiis, quae in titulum vel commendam tunc obtinebant, vel in quibus, seu ad quae jus tunc habebant, absque alia declaratione privati existant, nisi ab illo penitus, e cum effectu discesserint, e reliquis Cardinalibus, qui hujusmodi simoniae non consenserint, infra terminum octo dierum, postquam fuerint ab eis requisiti, personaliter si fieri poterit, alias per edictum publicum, se absque fictione, vel fraude univerint, e conjunxerint. Et tunc si praefatis aliis Cardinalibus se univerint, e conjunxerint, et tunc si preaefatis aliis Cardinalibus se univerint e conjunxerint in pristinum statum, e ad pristinos honores, e dignitates etiam Cardinalatus, ac Ecclesias, e beneficia, quibus praeerant, e quae obtinebant, reintegrati, rehabilitati, ac restituti, e repositi, ab hujusmodi simoniae labe, e censuris, ac poenis Ecclesiasticis quibuscumque absoluti eo ipso existant.
10 Annullantur omnes obligationes simoniacae, inervenientes in electione Romani Pontificis.
11 Promissiones quoque, e obligationes, sive sponsiones propterea quanducunque, etiam ante tempus dictae electionis, etiam extra personas Cardinalium per quoscunque alios quomodocumque factae, cum quavis inexcogitabili solemnitate, e forma, etiam jurata: conditionales, sive eventuales, e in forma excommissarum ex quacunque causa etiam depositi, mutui, cambii, confessionis de receptis, donationis, arrendamenti, vel venditionis, permutationis, vel alterius cujuscumque contractus, etiam in ampliori forma Camerae Apostolicae factae, sint nullae, e invalidae, e ad exigendum inefficaces, nullusque illarum vigore cogi, vel constringi possit in judicio, vel extra, liceatque omnibus ab illis impune absque aliquo metu, sive perjurii nota, recedere.
12 Cardinales non complices in electione Papae simoniaca alium possunt eligere, e Concilium convocare.
13 Et insuper liceat Cardinalibus, qui electioni praedictae simoniacae interfuerint, e a praefato sic electo discesserint, adhibitis secum aliis Cardinalibus, qui hujusmodi simoniacae electioni consenserunt, e postea eisdem Cardinalibus in dicta simonia non complicibus se univerint, si se cum eisdem unire voluerint, alioquin sine eis ad alterius nihilominus Pontificis Electionem, non expectata alia sententia declarationis simoniacae elctionis hujusmodi, eadem tamen prasente nostra Constitutione semper in suo robore permanente, libere, alias tamen canonice, devenire, e Concilium etiam generale indicere, e convocare in loco idoneo, prout eis videbitur expedire.
14 Cardinales non complices in electione Papae simoniaca alium possunt eligere, e Concilium convocare.
15 Et insuper liceat Cardinalibus, qui electioni praedictae simoniacae interfuerint, e a praefato sic electo discesserint, adhibitis secum aliis Cardinalibus, qui hujusmodi simoniacae electioni consenserunt, e postea eisdem Cardinalibus in dicta simonia non complicibus se univerint, si se cum eisdem unire voluerint, alioquin sine eis ad alterius nihilominus Pontificis Electionem, non expectata alia sententia declarationis simoniacae elctionis hujusmodi, eadem tamen prasente nostra Constitutione semper in suo robore permanente, libere, alias tamen canonice, devenire, e Concilium etiam generale indicere, e convocare in loco idoneo, prout eis videbitur expedire.
16 Derogatur Constitutionibus contrariis.
17 Non obstantibus Constitutionibus, e ordinationibus Apostolicis, e praecipue fel. rec. Alexandri Papae III quae incipit : Licet di vitanda discordia, e aliorum Romanorum Pontificum Praedecessorum nostrorum, etiam in Conciliis generalibus editis, caeterisque contrariis quibuscumque.
18 Excommunicantur Card. Si contrafecerint huic Constitutioni, additur decretum irritans, e aliae solitae clausulae, e Constitutio jubetur publicari.
19 IInhibentes postremo omnibus, e singulis S.R.E. Cardinalibus, qui pro tempore erunt, e eorum Sacro Collegio, ne Apostolica Sede vacante, praedictis contravenire, vel contra praemissa, vel aliquod praemissorum statuere, disponere, e ordinare, vel aliquo modo facere, seu attentare praesumant quocunque exquisito colore, vel causa, sub excommunicationis latae sententiae poena, quam ipso facto incurrant, e a qua nonnisi per Romanum Pontificem canonice electum absolvi possint, nisi in mortis articulo.
20 Decernentes ex nunc irritum, e iname si secut super his, vel aliquo praemissorum a quoquam scienter, vel ignoranter, etiam per Nos contigerit attentari.
21 Ut autem praesentis Constitutionis, decreti, statuti, ordinationis ac inhibitionis nostrae hujusmodi tenor ad omnium notitiam deducatur, volumus praesentes litteras nostras in valvis Basilicae Principis Apostolorum, nec non Cancellariae, ac acie Campi Florae affigi, nec aliam earumdem, literarum publicationis solemnitatem requiri, aut expectari debere, sed hujusmodi affixionem pro solemni publicatione, e perpetuo robore sufficere.
22 Nulli ergo omnino hominum liceat hanc paginam nostrorum Costitutionis, ordinationis, statuti, decreti, diffinitionis, applicationis, approbationis, e inhibitionis infringere, vel ei ausu temerario contraire, si quis autem hoc attentare prasumpserit, indignatione omnipotentis Dei, ac Beatorum Petri, e Pauli Apostolorum ejus se noverit incursurum. Datum Romae apud S. Petrum anno Incarnationis Dominicae millesimo quingentesimo quinto 19. Kal. Febr. Pontificatus Nostri anno secundo.
Latin text (Wikisource transcription). Fonte: Wikisource (la).
Testo inglese
1 Since by both divine and human law, especially in spiritual matters, the stain of simony is detestably prohibited, and far more so in the election of the Roman Pontiff, the Vicar of Jesus Christ Our Lord, it is abominable and pernicious to the universal Church. We, who by the unequal merits of the Lord's favour preside over the governance of that same universal Church, desiring, as much as we are able with God in the aforesaid matters, given the necessity of so great a matter and the magnitude of the danger, as we are bound, to provide salutarily for the future, by the counsel of our Brothers the Cardinals of the Holy Roman Church, and by their unanimous consent, and by our perpetually valid Apostolic Constitution, by Apostolic authority and from the fullness of our power, do establish, ordain, decree, and define, that if—which God in His clemency and ineffable goodness avert—it should happen that after We or our Successors in turn, God Himself shall have removed from the governance of this universal Church, the enemy of mankind procuring it, and ambition or cupidity inclining or impelling thereto, an election of the Roman Pontiff should be made by him who shall have been elected, or by any one or more of the assembly of Cardinals in any manner whatsoever giving a vote, through simoniacs heresy in giving, promising, or receiving monies, goods of any kind, castles, offices, or benefices, or promises and obligations, committed by himself or by another or others in any manner whatsoever and howsoever, even in the unanimous accord of two parts or all the Cardinals, howsoever even by way of assumption, unanimously with none dissenting, even without scrutiny made, to be celebrated or made, not only shall such election or assumption be null by that very fact, and confer upon him thus elected or assumed no faculty of administering in spiritual and temporal matters, but also against the said thus elected or assumed, on account of the simoniacs stain, it may be opposed and excepted by any Cardinal who intervened in that election, just as concerning true and indubitable heresy, so that he shall be held by none as Roman Pontiff, nay rather he thus elected shall by that very fact, without any other declaration, be deprived of his prior Cardinalate and of any other honour, Cathedral Churches even Metropolitan and Patriarchal, Monasteries, dignities, and all other whatsoever benefices and pensions, which he then held in title, or in commendam, or otherwise howsoever, and the same elected one, not Apostolic but Apostate, and as simoniacal and a heresiarch, and to all and singular the aforesaid perpetually incapable shall be held.
2 An election of the Pope through simony is not validated by enthronement, the passage of time, adoration, or obedience of the Cardinals.
3 Nor shall such simoniacs election ever be healed at any time by the subsequent enthronement of the same, or the passage of time, or even by the adoration or obedience of all the Cardinals.
4 It is permitted to all the Cardinals, the Clergy, the Roman People, and all Officials to depart with impunity from obedience to a Pope elected through simony.
5 And let it be permitted to all and each of the Cardinals, even those who shall have consented to this simoniacs election or assumption, even after enthronement and adoration or obedience, and also to the whole Clergy and Roman People, as well as to subjects and the Prefects of St. Angelo of the City and of any other fortifications of the Roman Church, Castellans, Captains, and other Officials whatsoever, notwithstanding any homage, oath, or security given, to depart with impunity and at any time from obedience to and devotion toward such an elected one, even if enthroned (the said persons nevertheless remaining bound to the Faith of the Roman Church and obedience to the future Roman Pontiff canonically entering), and to avoid him as a magician, a pagan, a publican, and a heresiarch.
6 The Cardinals may implore the aid of the secular arm against a Pope elected through simony if he shall have presumed to thrust himself into the administration, and on this account they do not become schismatics.
7 For the confusion of which also the Cardinals who shall have wished to oppose the aforesaid election may, if he shall have presumed to thrust himself into the governance of the universal Church under the pretext of such election, implore the aid of the secular arm against him. Nor shall such as depart from his obedience, as dividers of the Lord's tunic, be subject to the infliction of any penalties or censures on account of the said departure.
8 A penalty of deprivation of benefices and dignities of whatsoever kind, even of the Cardinalate, is imposed upon the Cardinals electing a Pope through simony.
9 Moreover, the Cardinals who shall have elected him in this simoniacal manner are deprived of their orders, and also of the titles of the Cardinalate, and of honor, and of whatsoever Patriarchal, Archiepiscopal, Episcopal, and other Prelatures, and dignities, and benefices, which they held in title or in commendam at that time, or in which, or to which they had rights at that time, without any other declaration, unless they shall have completely and effectually withdrawn from him, and shall have united and joined themselves with the remaining Cardinals, who shall not have consented to such simony, within the term of eight days after they shall have been required by them, personally if it can be done, otherwise by public edict, without fiction or fraud. And then if they shall have united and joined themselves with the aforesaid other Cardinals, they shall be restored, rehabilitated, and reinstated, and replaced to their former state, and to their former honors and dignities, even of the Cardinalate, and to the Churches and benefices which they presided over and which they held, absolved by this very fact from the stain of such simony, and from all ecclesiastical censures and penalties whatsoever.
10 All simoniacal obligations intervening in the election of the Roman Pontiff are annulled.
11 Moreover, promises and obligations, or pledges made on account of this, even before the time of the said election, even outside the persons of the Cardinals by whatsoever others in whatsoever manner, with any unimaginable solemnity and form, even sworn: whether conditional or contingent, and in the form of excommunications from whatsoever cause, even of deposition, loan, exchange, confession of receipt, donation, lease, or sale, exchange, or any other whatsoever contract, even made in the fuller form of the Apostolic Camera, shall be null and void, and ineffective to exact, and no one by virtue of them can be compelled or constrained in judgment or outside it, and it shall be lawful for all to recede from them with impunity without any fear or note of perjury.
12 Cardinals not complicit in the simoniacal election of the Pope can elect another and convoke a Council.
13 And moreover it shall be lawful for the Cardinals who shall have taken part in the aforesaid simoniacal election, and who shall have withdrawn from the aforesaid thus elected one, with other Cardinals associated with them who shall have consented to such simoniacal election, and who afterwards shall have united themselves with the same Cardinals not complicit in the said simony, if they shall wish to unite themselves with the same, otherwise without them nevertheless to proceed to the election of another Pontiff, not awaiting another sentence declaring this simoniacal election, the same however our Constitution always remaining in its force, freely, but canonically however, and also to decree and convoke a general Council in a suitable place, as it shall seem expedient to them.
14 Cardinals not complicit in the simoniacal election of the Pope can elect another and convoke a Council.
15 And moreover it shall be lawful for the Cardinals who shall have taken part in the aforesaid simoniacal election, and who shall have withdrawn from the aforesaid thus elected one, with other Cardinals associated with them who shall have consented to such simoniacal election, and who afterwards shall have united themselves with the same Cardinals not complicit in the said simony, if they shall wish to unite themselves with the same, otherwise without them nevertheless to proceed to the election of another Pontiff, not awaiting another sentence declaring this simoniacal election, the same however our Constitution always remaining in its force, freely, but canonically however, and also to decree and convoke a general Council in a suitable place, as it shall seem expedient to them.
16 Contrary Constitutions are abrogated.
17 Notwithstanding the Constitutions and Apostolic ordinances, and especially of the late Pope Alexander III, which begins: Licet de vitanda discordia, and of other Roman Pontiffs our Predecessors, even those issued in general Councils, and all other things contrary whatsoever.
18 Cardinals are excommunicated if they act contrary to this Constitution; a decree of nullity is added, and other customary clauses, and the Constitution is ordered to be published.
19 Finally, forbidding all and each of the Cardinals of the Holy Roman Church, who shall be for the time being, and their Sacred College, lest, the Apostolic See being vacant, they presume to contravene the aforesaid, or against the foregoing, or any of the foregoing to establish, dispose, and ordain, or in any way to do or attempt whatsoever under any contrived color or cause, under the penalty of excommunication latae sententiae, which they incur by the very fact, and from which they can be absolved by none save by the canonically elected Roman Pontiff, unless in the article of death.
20 Decreeing from now that it is null and void if perchance anything concerning these matters, or any of the foregoing, shall be attempted by anyone knowingly or unknowingly, even by Us.
21 But in order that the tenor of this present Constitution, decree, statute, ordinance and prohibition of Ours may be brought to the knowledge of all, We will that these letters of Ours be affixed to the doors of the Basilica of the Prince of the Apostles, as well as to the Chancery and to the edge of the Campus Florae, and that no other solemnity of publication of the same letters be required or awaited, but that this affixion shall suffice as a solemn publication with perpetual force.
22 Let no man whatsoever be permitted to infringe this page of Our Constitution, ordinance, statute, decree, definition, application, approbation and prohibition, or to dare to act contrary to it with rash presumption; if anyone, however, shall presume to attempt this, let him know that he will incur the indignation of Almighty God and of the Blessed Apostles Peter and Paul. Given at Rome at St. Peter's in the year of Our Lord's Incarnation one thousand five hundred and five, on the 14th day of February, in the second year of Our Pontificate.
Traduzione automatica, non rivista. Fa fede il testo originale.