AA

Aa. – Società segreta cattolica per la formazione dei giovani studenti laici e chierici. Il vero A. nome di questa società non è conosciuto; essa è nota con la misteriosa sigla Aa, che sembra significare «Assemblée des Associés». Le sue origini risalgono al 1632 nel Collegio dei padri Gesuiti di La Flèche (Francia), dov’essa si presenta come una congregazione segreta in seno alla Congregazione Mariana pubblica del Collegio, che si proponeva di creare un gruppo di associati che elassero intensamente gli scopi della Congregazione, uso già invaso, ma sotto altri nomi (ristretto, colloquium marianum, sodalitas SS. omnium ecc.), in diverse congregazioni mariane gesuitiche d’Italia, Francia e Germania sin dalla fine del sec. XVI. Da La Flèche l’uso di associarsi in segreto passò al Collegio di Clermont (Parigi) nel 1643; qui l’A. si organizzò in modo definitivo e i suoi aggregati, vincolati dal più assoluto segreto circa tutto ciò che costituiva l’essenza della società, furono chiamati i Bons Amis dai simpatizzanti e Bagotiens (discepoli del celebre padre Bagot) dai maligni.

Il bretone Vincenzo de Meur, futuro primo superiore del Seminario delle Missioni Estere di Parigi, fondò nel 1658 l’A. di Tolosa, che divenne in seguito, e rimase sino al secolo scorso, il centro ideale di tutte le A. Nel 1676 l’A., secondo un progetto già vagheggiato dal de Meur, si scissò in due sezioni: una destinata agli studenti che si avviavano al sacerdozio, viventi fuori dei seminari (l’A. des clercs), l’altra per gli studenti non chiamati allo stato ecclesiastico (l’A. des laïcs). Anche così divisa l’A. conservò immutato il suo ideale primitivo ch’era di portare i suoi aggregati ad un alto grado di perfezione, mediante metodiche pratiche di pietà e l’esercizio delle virtù, soprattutto della carità (cf. l’interessante statuto). L’A. fu anche un semenza di vocazioni missionarie; tale ideale fu tenuto vivo in modo particolare dall’A. di Tolosa.

L’A. si diffuse in più di trenta città della Francia, del Canadà, dell’Italia, della Svizzera e della Germania, facendo sentire ovunque il suo salutare influsso specie tra gli studenti che si avviavano al sacerdozio, ma che compivano i loro studi fuori dei seminari. In Italia l’A. ebbe un centro assai attivo in Torino, fondato nel 1781 da un certo chierico Murge-ray, in rapporto con l’A. di Bordeaux. Ad esso appartene il Lanteri (v.) che ne fu ardente fautore per oltre un ventennio.

Bibl.: C. de Rochemonteix, Les Jésuites de la Nouvelle-France au XVIIe siècle, II, Parigi 1866, pp. 247-75 (tratta dei Bons Amis); Comte de Béguen, Une Société secrète émule de la Compagnie du St-Sacrement: l’A. de Toulouse, Parigi-Tolosa 1913; G. Goyau, Les prêtres des Missions Etrangères, Parigi 1932, pp. 1-21; F. Cavallera, Aux origines de la Société des Missions étrangères: l’A. de Toulouse, in Bulletin de littérature ecclésiastique (Tolosa), 1933, pp. 173-86, 206-26; 1934, pp. 17-31, 71-96; [A. P. Frutaz], Positio super introductione Causae et super virtutibus Servi Dei P. B. Lanteri (S. R. Congr. Sectio Historica, 63), Città del Vaticano 1945, pp. 133-72; E. Villaret, Les Congrégations mariales, I, Parigi 1947, pp. 415-425; L’archivio della Postulazione degli oblati di Maria Vergine conserva preziosi documenti sull’A., dai biografi del Lanteri chiamata erroneamente Amicizia Anonima. A. Pietro Frutaz