Entrato nell'Ordine nel 1594, parti nel 1606 con il p. Adamo Schall per le missioni dell'Asia orientale; nel 1610 è a Macao e poco dopo in Cina. Ma vi rimase solo due anni, in cui poté raccogliere una conoscenza, se non ampia, sicura dello stato della missione, perché alla fine del 1612 il p. N. Longobardi lo inviò in Europa per trattare a Roma varie questioni. Fece il viaggio per via terra, attraversando l'India, la Persia, l'Arabia e l'Egitto e arrivò a Roma nel 1615. Ivi, date le informazioni occorrenti, cercò ed ottenne forti elemosine, massime dai ducati di Baviera; raccolse un'abbondante quantità di libri, un tesoro, oggi ancora, tra i più preziosi, dell'antica missione di Pechino; consegui da Paolo V (breve del 26 marzo 1615) ampi privilegii in favore della cristianità cinese, tra cui la concessione della liturgia nella lingua cinese degli scienziati e l'uso di un copricapo nella celebrazione della Messa, non potendosi compiere in Cina atto solenne a capo scoperto. Di queste concessioni fu attuata solo quella del copricapo; le altre no, e non è ancora chiara la causa. Nel 1617 riprese la via del ritorno con 44 nuovi missionari gesuiti e attese a comporre altre opere.
Il lavoro suo principale è De christiana expeditione apud Sinas, suscepta a Societate Jesu, ex P. Ricci Com- mentariis (Augusta 1615), presto tradotta in varie lingue, di molta importanza per le notizie che vi si trovano; restano anche varie lettere sulla sua navigazione in India (Colonia 1620), sull'opera svolta a Roma (v. BIBLICA) e inedita la narrazione del suo viaggio via terra dalla Cina a Roma. Pubblicò pure: De christianis apud Japonios trium- phis... et de gravissimis persecutione exorta anno 1612 usque 1620 (Monaco 1623); Vita Gasparis Barzaei (An- versa 1610).