Enciclopedia Cattolica vol. X, 1953 Agiografia Santi

SABINA (SAVINA), SANTA

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POGGIO MIRTETO, DIOCESI DI rimanda qui.

Noto anche come: inglese: St. Sabina; latino: Sancta Sabina

SABINA, santa - Pianta degli scavi eseguiti sotto il complesso monumentale della basilica di S. Sabina dal p. M. D. Darsy, O.P. (1936-39).
SABINA, santa - Pianta degli scavi eseguiti sotto il complesso monumentale della basilica di S. Sabina dal p. M. D. Darsy, O.P. (1936-39).

SABINA (SAVINA), santa. - Nell'agiografia cristiana primitiva i Bollandisti hanno rilevato tre anniversari: il 30 genn., S. di Lodi, vedova; il 29 ag., S. vedova martire di Vindena; il 27 ott. S. martire in Avila. Inoltre, una confusione tra la forma maschile e femminile del nome ha dato origine ad una sorella di s. Saviniano, celebrata il 29 genn. Una S. figura nel corteo musivo delle martiri di S. Apollinare nuovo di Ravenna. A Roma il «titulus Sabinae» risale nella sua forma attuale agli inizi del sec. v, ma il nome e l'uso liturgico dell'edificio sembrano anteriori alla Basilica.

Nella «Regio XII» e, probabilmente, nelle vicinanze della Basilica, la Notitia regionum urbis Romae segnala la presenza della «privata Hadriani» da cui potrebbe trarre origine una «domus Sabinae». L'identificazione di tale personaggio con una martire venerata è documentata nella storia del «titulus» dal coperchio del sarcofago nel quale papa Eugenio II (823) raccolse con le sue ossa quelle dei martiri di Nomentum; il personaggio ivi menzionato è conosciuto da una Passio leggendaria del sec. vi e fa parte del gruppo S.-Serafia, ricordata, la prima il 29 ag. e la seconda il 29 luglio. La Passio presenta Serafia come oriunda d'Antiochia (Siria), alloggiata da una S., vedova di Valentino, «illustrissimus vir» e figlia di Erode soprannominato Metallarius il quale, sotto il Regno di Vespasiano (69-79), aveva dato tre volte i giochi ai Romani. Tutte e due abitavano a Vindena. Serafia convertì S. e fu condannata alla decapitazione dal magistrato Berillus; subì il martirio il 29 luglio. A sua volta S., chiamata davanti al prefetto Elpidio, fu condannata e decapitata il 29 ag. e seppellita dai cristiani di Vindena «ad arcum Faustini in monumento ipsius ubi ipsa venerabiliter reposuerat magistram fidei suae virginem Xii Serapiam». La città di Vindena, oggi scomparsa, era vicino a Terni, probabilmente a Rocca S. Zenone. L'ipotesi di G. P. Kirsch, relativa ad una colonia di Vindenati sull'Aventino, non ha sufficiente appoggio nella critica testuale della Passio. Conviene ammettere una traslazione dei corpi di Serafia e di S. a Roma, tra l'epoca della costruzione della Basilica e il principio del sec. IX.

Gli scavi eseguiti a varie riprese e, soprattutto, durante i restauri di A. Muñoz (1914-19 e 1936-39), hanno rivelato: 1) il tracciato di un vico che dal sec. II all'XI fu una delle strade principali dell'Aventino e che limita a nord-ovest le costruzioni paleocristiane; 2) l'esistenza di un quadriportico trasversale all'asse longitudinale della Basilica del sec. V; 3) la presenza di un edificio termale del sec. IV, sotto il quadriportico. Gli scavi del 1914, all'ingresso della navata centrale, hanno rivelato, ad 1,76 sotto l'attuale pavimento, l'esistenza di una vasta sala con un «podium» al centro; quelli del 1936-37 un'altra parte della medesima sala di notevoli dimensioni. Le ricerche, ancora parziali, non hanno consentito di restituire la planimetria completa di tale costruzione la quale, molto verosimilmente, già nel sec. IV servì al culto cristiano.

4) Nella navata destra, verso l'abside, la costruzione del sec. V ha usufruito di un muro del sec. IV con elementi costruttivi del sec. II. Dal 1936 al 1939 furono messi in luce edifici destinati al culto di una divinità, che confermano la probabilità del tempio di Giunone Regina.

La Basilica del sec. V, a tre navate, riproduce il tipo perfetto della basilica cristiana; eretta sotto il pontificato di Celestino II (422-32) dalla munificenza di Pietro d'Illiria, membro del clero romano, essa fu probabilmente terminata sotto Sisto III (432-40), come risulta dal musaico di dedica della Basilica ancora conservato. Della decorazione originaria, molto rovinata, restano pannelli in legno della porta lignea e all'interno, lungo la navata, la decorazione in «opus sectile» fortemente restaurata. Inserita nelle fortificazioni medievali dell'altipiano nord-ovest dell'Aventino nel secc. X e XIII, la Basilica fu concessa da Onorio III all'Ordine dei Predicatori i quali l'ufficio ancora oggi.

SABINA, santa - Basilica di S. S. veduta del fianco con l'ingresso laterale (422-32) - Roma.
SABINA, santa - Basilica di S. S. veduta del fianco con l'ingresso laterale (422-32) - Roma.(fot. Alinari)
Bibliografia13 opere
BIBL.: G. B. De Rossi, Scavi nell'orto di S. S. sull'Aventino, in Monum., Ann. e Boll. pubblicati dall'Ist. di corrisp. archeol., 1855, fasc. II, pp. XLVIII-LIV; Ch. Descemet, Mémoires sur les fouilles exécutées à S. S. (1855-37), Parigi 1863; J. J. Berthier, La porte de S. S. à Rome, Friburgo 1892; id., L'Eglise de S. S. à Rome, Roma 1910; id., Le couvent de S. S. à Rome, ivi 1912; A. Muñoz, Indoctes sulla chiesa di S. S. sull'Aventino, in Studi Romani, 2 (1914), 329-42; id., Studi sulle basiliche romane di S. S. e di S. Prassede (tavv. XXVII-XXIX), in Dissertaz. della Pont. accad. rom. di arch., 2ª serie, 13 (1918), pp. 119-28; I. Taurisano, S. S. (Le chiese di Roma illustrate, 11), Roma 1922; H. I. Marrou, Sur les origines du titre romain de S. S., in Arch. Fratr. Predic., 2 (1932), 316-25; A. Muñoz, Il restauro della basilica di S. S., Roma 1938; E. Mâle, Rome et ses vieilles églises, Parigi 1942, pp. 59-76; R. Delbrueck, The acclamation scene on the doors of S. S., in The Art bull., 26 (1949), pp. 215-17; M.-D. Daray, s. v. in DACL. XV, coll. 218-38. M. Domenico Dassy

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Di Maria Domenico Darsy

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. X (1953), coll. 1516–1518.

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Darsy, Maria Domenico. “Sabina (Savina), santa.” In Enciclopedia Cattolica, vol. X, coll. 1516–1518. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1953. https://azioneromana.com/it/article/sabina-savina-santa.

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Darsy, Maria Domenico. “Sabina (Savina), santa.” Enciclopedia Cattolica, vol. X, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1953, coll. 1516–1518. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/sabina-savina-santa.

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