Enciclopedia Cattolica vol. I, 1948 Storia, storici e biografie varie Storici, biografie varie

ABRABANEL (ABRAVANEL)

English Cita

ABARBANEL, LEONE EBREO rimandano qui.

Noto anche come: inglese: Abrabanel family

ABRABANEL (Abravanel). - Una delle più potenti famiglie ebraiche della Spagna, ove trovavasi già nel 1310. Nel 1492, espulsi gli Ebrei da Ferdinando II (V), gli A. si stabilirono in Italia; ebbero molta influenza, anche presso la corte, nel regno di Napoli (specialmente Isacco e più il fratello Giacobbe, m. 1528). Nel ducato di Toscana, prima Samuele, figlio di Isacco, poi il figlio di Samuele Giacobbe, molto ottennero in favore del commercio ebraico da Cosimo I, la cui moglie Eleonora di Toledo era stata educata da Benvenida, cugina e moglie di Samuele. La famiglia si estinse in Italia con Abramo (m. 1618). Speciale menzione meritano, nel campo delle idee:

1. ISACCO (Isaac ben Jehudâh)

Filosofo ed esegeta, n. a Lisbona nel 1437, m. a Venezia nel 1508.

Accorto uomo di Stato, fu prima tesoriere di Alfonso V di Portogallo; sospettato di congiura, nel 1483 si trasferì a Toledo. Dopo il 1492, visse alla corte di Ferdinando I e di Alfonso II di Napoli. Fuggito in Sicilia per l'invasione dei Francesi, dopo un soggiorno a Corfù e in Puglia si stabilì a Venezia. Dottissimo, compose molte opere sulla Sacra Scrittura, commentò tutti i libri della Torâh e i Profeti. Meritò l'alta stima per cui gli Ebrei lo soprannominarono Hâhâm (sapiente) e Nasî (principe). La sua esegesi è letterale, ricca di riferimenti grammaticali e storici, e si sforza con successo di mostrare il nesso tra le idee. È prolisso per le frequenti e minuziosi digressioni teologiche. Pur non essendo molto originale né profondo, A. chiude degnamente la serie dei grandi esegesi giudei. È assai utile agli studiosi di esegesi giudaica perché cita tutte le opinioni dei suoi predecessori, esaminandole minutamente.

L'entusiasmo della sua fede messianica non solo lo spinse, nella trilogia che chiamò Mâgâh vehiât («magnificans salutes», II Sam. 22, 51) - Le sorgenti della salvezza; L'araldo della salvezza; La salvezza del suo Messia -, a raffrontare e commentare tutti i testi messianici della Scrittura, del Talmûd e del Midraîm, ma gli fece sostenere fantastiche teorie ottimistiche sull'imminente (per l'anno 1503) instaurazione del regno messianico. Isacco manifesta spesso la sua seredine anticristiana. Sostiene la trascendenza della Rivelazione e l'oggettività delle visioni profetiche; ma in vari punti segue il semirazionalismo di Maimonide.

Anche i suoi tre figli, Giuda, Giuseppe e Samuele, furono celebri.

Bibliografia6 opere
BIBL.: Le opere di A. ebbero molte edizioni e ristampe dal sec. XVI al XVIII, e furono parzialmente tradotte in latino. Cf. I. Guttmann, Die religionsphilosophische Lehre des I. A., Breslavia 1916; S. A. Horodsky, e s. v. in Encycl. Judaica, I, coll. 588-96. Nel quinto centenario della sua nascita (1937) sono stati pubblicati molti studi su Isacco A., tra cui, oltre varie trattazioni in Monatschrift f. Gesch. u. Wissenschaft. des Judentums, 81 (1937); P. Goodmann, Isaac A., Cambridge 1937; A. Heschei, Don Yizchak A., Berlino 1937; E. I. J. Rosenthal, Don I. A., in Bull. of J. Rylands' Library, 21 (1937), pp. 445-78; J. Sarachek, Don Isaac A., Nuova York 1938.

2. GIUDA (Jehudâh), detto LEONE EBREO

Figlio primogenito di Isacco A., medico, filosofo e poeta, n. a Lisbona verso il 1465, m., pare, tra il 1530 e 1532. Dopo l'espulsione del 1492, emigrò a Napoli, poi dimorò a Genova, indi a Barletta, Napoli, Roma, Venezia. Con l'Elegia sopra il destino pianse il distacco del figlio d'un anno, battezzato per forza. L'opera sua principale, Dialoghi d'amore, fu redatta a Genova (1502), in ebraico (perduto) e in italiano; ma la prima edizione conosciuta è quella di Roma (1535) poi Venezia 1541, ecc. a cura di Mariano Lenzi.

È un trattato (dialoghi tra Filone e Sofia) che divulga le dottrine platoniche sulla natura (I), l'universalità (II) e l'origine (III) dell'amore. Il sistema, detto «philographia», dall'uomo si estende al mondo e a Dio; l'amore vi è principio gnoscologico, logico, ontologico, cosmogonico, etico. L'opera, forse suggerita dal Dialogo sopra l'amore di Marsilio Ficino e dall'ebreo platonizzante Johanan Alemanno, è originale e profonda. Il successo e l'influsso ne furono grandi; fu presto tradotta in latino, francese e spagnolo. Bembo l'imitò negli Asolani. Vari scrittori mistici spagnoli, come Luis de León, Malón de Chaide, Nieremberg, se ne sono ispirati. Spinoza ne trasse motivi metafisici ed etici.

Bibliografia9 opere
BIBL.: Ediz. di S. Caramella, Bari 1929; E. Solmi, Ben Spinoza e Leone Ebreo, Modena 1903; H. Pflaum, Die Idee der Liebe: Leone Ebreo, Tubinga 1926; G. Saitta, La filosofia di Leone Ebreo, in Filosofia italiana e umanesimo, Venezia 1928; C. Gebhardt, Leone Ebreo (Bibl. Spinozano, III), Heidelberg 1929; id. in Encycl. Judaica I, coll. 596-602; J. Klausner, Don Jehudâh Abravanel e la sua filosofia dell'amore, in La Rassegna mensile di Israel, (1932, nn. 11-12); L. Tonelli, L'amore nella poesia e nel pensiero del Rinascimento, Firenze 1933, pp. 276-80; P. Siwek, Spinoza, Parigi 1937, p. 24.

Antonino Romeo

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Di Antonino Romeo

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. I (1948), coll. 113–114.

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vol. 1, coll. 113–114

Altre voci di Antonino Romeo: ABRAM, NICOLAS · ABOMINAZIONE DELLA DESOLAZIONE · ABRAMO BEN CHANANIA · ABIA · ACAICO ('ΑΓΑΧΌΣ; LAT. ACHAICUS)

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Chicago

Romeo, Antonino. “Abrabanel (Abravanel).” In Enciclopedia Cattolica, vol. I, coll. 113–114. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1948. https://azioneromana.com/it/article/abrabanel-abravanel.

MLA

Romeo, Antonino. “Abrabanel (Abravanel).” Enciclopedia Cattolica, vol. I, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1948, coll. 113–114. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/abrabanel-abravanel.

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