In supereminenti
Bolla di fondazione del collegio dei Gesuiti e dell'università generale di Pont-à-Mousson
Istituzione del collegio dei presbiteri regolari della Società di Gesù e dell'Università di Studio generale delle diverse scienze e delle belle arti nella città di Pont-à-Mousson, diocesi di Metz, in Lotaringia, con assegnazione di rendite e concessione di privilegi. Gregorio Papa XIII, a perpetua memoria della cosa.
1 Nel supremo specula della Sede Apostolica, benché per meriti ineguali, per disposizione del Signore costituiti, e rivolgendo nella segretezza della nostra mente quanto dalla letteraria erudizione la fede cattolica, scacciata la tenebrosa caligine dell'ignoranza e la peste delle eresie, si accresca, il culto del nome divino si estenda, la verità si riconosca, la giustizia si coltivi, le altre virtù si illustrino, e si prepari la via del vivere bene e beato, a ciò che per questi studi ovunque si eccitino, e le persone studiosamente aspiranti al sublime fastigio della dottrina ricevano gli aiuti di opportuno sostentamento, volentieri intendiamo, e in queste nostre parti di sollecitudine più propensamente ci impegniamo, come i pii voti delle persone, specialmente dei cardinali della Santa Romana Chiesa e dei nobili uomini duchi, esigono, e noi, considerata la qualità dei luoghi e dei tempi, nel Signore vediamo che salutarmente conviene. Pertanto il nostro dilettissimo figlio Carlo cardinale di Lotaringia e Carlo duca di Lotaringia e di Bariducio hanno decretato, accedente tuttavia l'autorità della Sede Apostolica, nella città di Pont-à-Mousson della diocesi di Metz di erigere uno Studio delle diverse scienze generale e un collegio della Società; e in ciò le nostre parti di sollecitudine più propensamente ci impegniamo, come i pii voti delle persone, specialmente dei cardinali della Santa Romana Chiesa e dei nobili uomini duchi, esigono.
2 § 1. Essendo stata infatti presentata a noi poco fa, per parte dei nostri diletti figli Carlo del titolo di sant'Apollinare presbitero cardinale di Lotaringia nominato, e del nobile uomo Carlo di Lotaringia e di Bariducio duca, una petizione che conteneva quanto segue: che già, poiché Carlo cardinale, il quale è nostro e della Sede Apostolica legato a latere nei ducati di Lotaringia e di Bariducio, e per ragione della chiesa di Reims, alla quale per dispensa apostolica risulta presiedere, duca di Reims e primo pari di Francia esiste, e il quale della chiesa di Metz amministratore perpetuo nelle cose spirituali e temporali dalla detta Sede è deputato, nonché anche Carlo duca predetto con pia meditazione avessero considerato che diffuso largamente da ogni parte fosse il male dell'eresia, e quanti danni e rovine avesse recato all'universo orbe, e che a esso rimedio più sicuro e più forte non potesse affatto apportarsi, se non ovunque sulla terra si erigessero conventicole di uomini dotti, i quali, imbevuti di sana dottrina, insegnassero ai popoli a loro vicini la disciplina cattolica, per la quale e a se stessi giovare, e gli altri, scacciate le eresie, nella vera fede potessero confermare, tanto dalla religione verso Dio mossi, nonché dalla fervente carità verso il prossimo spinti, decrearono nella città di Pont-à-Mousson, diocesi di Metz, sotto il dominio del predetto Carlo duca esistente, uno Studio generale delle diverse scienze e arti, nel quale lezioni continue di teologia, di ambo i diritti e di medicina e di filosofia si tenessero, e anche ivi, affinché quello Studio a maggiori incrementi profitti, anche un collegio dei presbiteri regolari della Società di Gesù erigere e istituire, allo scopo che la gioventù di quelle parti non solamente dalla dottrina, che è la via principale al vivere bene e beato, ma anche dai buoni insegnamenti e dagli esempi sia istruita, se a ciò la nostra e della Sede predetta intervenisse autorità.
3 § 2. Perciò, per parte dello stesso cardinale Carlo e legato e del duca Carlo, ci fu umilmente supplicato affinché la casa della precettoria e dell'ospedale di sant'Antonio dell'Ordine di sant'Agostino del detto borgo e il loro ambito dalla medesima precettoria e ospedale e dal loro Ordine e superiorità, e mille scudi d'oro in oro di rendita annua dal monastero di san Gorgonio di Gotia dell'Ordine di san Benedetto, della detta diocesi, o dalla sua mensa conventuale e dagli uffici claustali del medesimo monastero, e da quelli dipendenti e a quelli uniti priorati, anche perpetuamente dismembrare e separare, e quelle così dismembrate e separate, alla medesima Società di Gesù, allo scopo che i medesimi presbiteri nella detta casa e ambito dismembrati possano erigere, ricevere, reggere, visitare e correggere un collegio secondo i loro istituti, per il dotamento del collegio e per il sostentamento delle persone della medesima Società, che insegneranno le lettere umane, la grammatica e la filosofia e la teologia, concedere, applicare e appropriare; nonché al medesimo collegio una pensione annua di altri millecinquecento scudi simili, cioè cinquecento sulla mensa episcopale di Metz, e i rimanenti mille su tutti e singoli i frutti, le rendite e i proventi delle mense abbaziali o conventuali di qualunque monasteri e priorati di qualsiasi Ordine esistenti nelle diocesi di Metz, Toul e Verdun, anche perpetuamente, finché il vescovo di Metz e gli abati, le priore o i commendatari dei detti monasteri e priorati procurino che alla casa dell'ospedale di sant'Antonio e alla rendita annua per questo motivo da assegnare per questo Pontefice al detto collegio, e al predetto Studio generale in detto borgo, si uniscano alcuni semplici benefici ecclesiastici, alla cui collazione o disposizione spetta a loro, il cui valore annuo costituisca la detta somma di mille scudi insieme, al detto collegio, per l'estinzione di tale pensione, secondo la proporzione delle facoltà di ciascuno, e secondo la partizione da farsi dallo stesso cardinale Carlo e dai venerabili nostri fratelli vescovi di Verdun e di Toul, da pagarsi, riservare, costituire e assegnare, e nel detto borgo erigere e istituire un'Università di Studio generale, e in altre cose premesse opportunamente provvedere e statuire dalla benignità apostolica degnassimo.
4 § 3. Noi dunque, che già in altre occasioni abbiamo voluto che coloro i quali chiedessero benefici ecclesiastici fossero tenuti a esprimere il valore annuo dei medesimi, secondo la stima predetta, e anche del beneficio al quale un altro si chiedesse di unire, altrimenti l'unione non avrebbe valore, e sempre nelle unioni si procedesse per commissione alle parti, chiamati coloro che ne avessero interesse; e che oggi il predetto monastero di S. Gorgonio, per cause espressamente indicate, avendo soppresso in esso completamente e totalmente la regolarità e ogni stato e osservanza regolare, lo abbiamo ridotto a secolarità per mezzo di altre nostre lettere, come in esse più pienamente si contiene, considerando che dallo studio delle lettere si provvede alla salvezza delle anime, e altri beni spirituali e temporali derivano al mondo, lodando grandemente nel Signore il pio e lodevole decreto del cardinale Carlo legato e del duca Carlo predetti; e lo stesso duca Carlo da qualsiasi scomunica, sospensione e interdetto e da altre sentenze, censure e pene ecclesiastiche, sia dal diritto che da uomini, per qualsiasi occasione o causa inflitte, se in qualche modo ne fosse legato, per il solo effetto del presente, assolviamo con questa serie e lo consideriamo assolto, e inoltre tenendo per espressa in questo documento la soppressione del detto monastero, inclinati a queste suppliche, con autorità apostolica, per mezzo del presente, perpetuamente il precettore e l'ospedale di questa casa e il loro ambito, insieme con l'orto, gli orti e le altre cose circostanti adiacenti, che legittimamente spettano e appartengono al precettore e all'ospedale predetti e al loro Ordine e superiorità, dal monastero invece di S. Gorgonio o dalla sua mensa conventuale e dai suoi uffici regolari e da esso dipendenti e a esso uniti i priorati predetti, il reddito annuo di mille e cinquecento scudi predetti dismembriamo e separiamo, e così dismembrati e separati li concediamo, applichiamo e appropriamo al detto collegio della Società di Gesù, affinché i presbiteri della Società medesima possano e valgano ivi erigere un collegio, secondo le loro consuetudini e istituti, e con tutti e singoli i privilegi soliti, e possano e valgano governarlo e amministrarlo per se stessi e visitarlo e correggerlo; e il cardinale Carlo e legato, nonché il duca Carlo siano tenuti a fornire un luogo e un'abitazione idonea e comoda, e a fornire anche la suppellettile necessaria e solita secondo l'uso dei collegi, per la dote di quel collegio, nonché per il sostentamento delle persone della Società medesima, che insegneranno le lettere umane, la grammatica e la filosofia e la teologia. Inoltre, affinché il detto collegio produca frutti maggiori nella vigna del Signore, quanto più sarà sostenuto da maggiori aiuti, al medesimo collegio una pensione annua libera, immune ed esente di mille e cinquecento scudi simili, cioè cinquecento sulla predetta mensa episcopale di Metz, e i rimanenti mille su tutti e singoli i frutti, i redditi e i proventi delle mense abbaziali o conventuali di qualunque monasteri e priorati, di qualsiasi Ordine esistenti, e consistenti nelle diocesi predette di Metz, Toul e Verdun, anche se su di essi altre pensioni annue siano già assegnate ad altri, da parte dello stesso cardinale Carlo e legato e dal vescovo di Metz pro tempore esistente e dai diletti figli singoli abati e priori o commendatari dei monasteri e priorati medesimi e dai loro conventi, ogni anno, nel luogo e nei termini stabiliti dallo stesso cardinale Carlo e legato, per se o per altro, al collegio medesimo e alle sue persone o al loro procuratore che da essi abbia mandato speciale per questo, perpetuamente, purché tuttavia il vescovo di Metz e gli abati e priori o commendatari predetti procurino di unire al detto collegio alcuni benefici ecclesiastici semplici perpetui, alla loro collazione, provvisione o altra qualsiasi disposizione spettanti e appartenenti, il cui valore annuo costituisca insieme la somma di mille scudi, sufficientemente e con effetto, per l'estinzione di questa pensione, secondo la proporzione delle facoltà di ciascuno, e secondo la partizione o comoda divisione da farsi dal cardinale Carlo e legato e dai vescovi di Verdun e Toul predetti, da pagarsi integralmente ogni anno, purché a ciò acceda il consenso del cardinale Carlo e legato e di tutti e singoli i monasteri e priorati predetti che ne sono i beneficiari, riserviamo, costituiamo e assegniamo.
5 § 4. E inoltre che nel detto collegio i presbiteri della prefata pienissima [Società], e con essi secondo le prescrizioni della detta Società e secondo il numero; in ciascuno dei loro collegi, anche i più ampi, e ai quali sono annesse Università famose, almeno settanta persone della medesima Società completino il numero; in esso inoltre siano presenti quattro professori di teologia, dei quali uno [insegni] le sacre lettere, altri due la teologia scolastica, il quarto invece i casi di coscienza, ciascuno con una lezione quotidiana; e tre maestri di filosofia, dei quali ognuno legga due lezioni quotidiane: osservato tuttavia tale ordine, affinché in ogni triennio il corso di filosofia sia completato interamente, e ogni anno uno incominci, l'altro invece termini; parimenti due lezioni di retorica, ordinarie ogni giorno, una di ciascuna delle lettere umane, nonché tre altre classi grammaticali siano istituite; due inoltre lezioni greche, una nell'interpretazione di qualche autore, l'altra invece nell'insegnamento della grammatica siano tenute; una parimenti di lettere ebraiche, e un'altra di lezioni matematiche quotidiane ivi siano lette, stabiliamo. Nella medesima città un'Università di Studio generale sotto l'invocazione per il cardinale Carlo e legato e il duca Carlo prefati da eleggersi, nelle cinque facoltà prefate, delle quali due, cioè la teologia e la filosofia, dai presbiteri della detta Società, secondo i loro statuti, le altre tre, dai loro decani, dottori e professori da dirigersi, ad esempio delle Università di Bologna e di Parigi, e secondo i loro usi e statuti, erigiamo e istituiamo.
6 § 5. E a quelle così erette e istituite, e per le persone del suo ufficio per il tempo esistenti rettori, maestri, privilegi già di persone registri, dottori, lettori, precettori dello Studio di Bologna e di Parigi e di Parigi siano concessi; ufficiali e persone, nonché membri e sudditi, che a tutti e a ciascuno dei privilegi, indulti, libertà, immunità, esenzioni, favori, grazie, prerogative, onori e preminenze alle Università di Bologna e di Parigi prefate e ai loro rettori per il tempo esistenti concessi;
7 riguardanti rettori, maestri, dottori, lettori, precettori, scolari, procuratori, bidelli, nunzi e altri ufficiali e persone, nonché membri e sudditi in genere, tanto per detta autorità apostolica quanto altrimenti per autorità imperiale e regia o altrimenti in qualunque modo concessi o legittimamente prescritti, o in futuro da concedersi e da prescriversi, e di cui quelli e quelle godono, usufruiscono e si avvalgono, e usare, usufruire e avvalersi potranno in qualunque modo in futuro, usare, usufruire e avvalersi.
8 § 6. Nonché a coloro che in qualunque Università nelle discipline e facoltà prefate e nei gradi insignia abbiano cominciato, il loro studio in essa continuare, e coloro che nella detta così eretta o di facoltà qualunque altra Università per il tempo dovuto abbiano studiato, e nella scienza e nei costumi idonei siano stati trovati, nelle arti e medicina e filosofia e teologia nonché nei diritti e altre facoltà prefate, baccalaureato, anche formale, e licenza e laurea, nonché dottorato e magistero e qualunque altri soliti gradi dal rettore di questa Università o dai lettori delle scienze in cui saranno da promuoversi per il tempo studiato o da altre persone, per il detto cardinale Carlo e legato nel e al tempo o in perpetuo da deputarsi e da costituirsi, e da altri modo e forma per esso da statuirsi, ricevere, e dei loro gradi le solite insegne a sé far esibire, e dopo che avranno ricevuto tali gradi e le loro insegne, le facoltà nelle quali saranno stati promossi leggere e interpretare e in esse disputare, nonché qualunque atti, al grado o ai gradi da essi ricevuti convenienti esercitare, e di tutti e singoli gli altri privilegi, grazie, favori, prerogative e indulti, di cui altri nelle Università di Bologna e di Parigi prefate, secondo le loro costituzioni e costumi, ai gradi stessi promossi di diritto o di consuetudine o altrimenti si avvalgono, usufruiscono e godono, e usare, usufruire e godere potranno, come si è detto, in qualunque modo in futuro, usare, usufruire e godere in tutto e per tutto, perinde ac se i gradi tali nelle Università di Bologna e di Parigi prefate e in qualunque altre Università, secondo le loro costituzioni e consuetudini, avessero ricevuto.
9 § 7. Inoltre al medesimo Carlo cardinale e legato, e per se stesso o per altri, che a ciò avrà ritenuto opportuno deputare, e, se a lui parrà, convocati i vescovi di Metz, Verdun e Toul, per la salutare direzione e conservazione della detta così eretta Università, nonché per l'istituzione e l'elezione dei rettori, maestri, dottori, lettori, precettori, procuratori, bidelli, nunzi e altri ufficiali di tal genere e per qualsiasi altra provvisione, nonché per il mantenimento delle scuole, riservato tuttavia al rettore del medesimo collegio, per quanto riguarda la teologia e la filosofia, insieme con le lettere umane, nonché per le promozioni nelle dette facoltà e per la disciplina della vita e degli studi degli scolari ivi dimoranti per il tempo, e per la correzione, l'ammissione e la dimissione degli scolari, nonché per il governo o l'amministrazione e la forma della politica letteraria, secondo gli statuti e gli istituti della predetta Società, per il tempo esistenti al rettore del medesimo collegio e ai superiori della medesima Società; e in tutti i predetti e sottoscritti affari e in tutto, salva e integra rimanendo l'esenzione delle persone, dei beni e degli esercizi di tal genere della Società e l'osservanza regolare, fare, emanare e, secondo la qualità e la varietà delle cose, dei tempi e delle persone, correggere e riformare qualsiasi statuto e ordinazione lecita e onesta e non contraria ai sacri canoni, o cassarli e condarne di nuovi, e imporre qualsiasi pena sulla loro osservanza, e secondo la loro disposizione deve giudicarsi; e tutto ciò che a Carlo cardinale per il governo di questo Studio è stato concesso dalla facoltà, se diversamente su questi punti, in qualsiasi modo, consapevolmente o inconsapevolmente, fosse stato tentato, decerniamo irritum e inane.
10 § 8. Inoltre su tutti e singoli il rettore della detta Università e i maestri, i dottori, i lettori, i precettori e gli scolari e i procuratori, i bidelli, i nunzi e gli altri ufficiali e persone supposte, tanto i secolari quanto i regolari di qualsiasi Ordine, di qualsiasi stato, grado, ordine, dignità e preminenza, anche se esenti e immediatamente soggetti alla Sede Apostolica o a un altro prelato, o fossero di un'altra diocesi, eccetto le persone della medesima Società, concediamo che esercitino, visitino, riformino e correggano con l'autorità apostolica predetta ogni giurisdizione civile, criminale e mista, e puniscano e casthino gli erranti.
11 § 9. Inoltre concediamo e su ciò indul giamo che il rettore della medesima Università, i maestri, i lettori, i precettori e gli scolari e i procuratori, i bidelli e gli altri ufficiali di tal genere possano eleggere liberamente e lecitamente, o commettere ad altri le loro elezioni, e quelle, dopo che siano state fatte, per se stesso o per un altro o per altri a ciò da Carlo cardinale e legato deputandi, confermare e approvare.
12 § 10. Decernendo le presenti lettere sotto questa istituzione da qualsiasi revoca, alterazione, sospensione, limitazione, anche se della presente e di tutto il tenore e della data, menzione speciale e specifica sia fatta, niente incluso, ma, non ostante quelle e qualsiasi altre contrarie, nel suo vigore, forza ed efficacia persistere, e quante volte quelle emanassero, tante volte nel pristino stato restituite, riposte e pienamente reintegrate, e di nuovo sotto qualsiasi data da detti Carlo cardinale e legato e Carlo duca eleggenda, concesse siano; e così della nostra immutabile volontà e intenzione sia e sia per essere, e le medesime presenti lettere in nessun tempo per vizio di subreptio o di obreptio, o della nostra intenzione o di qualsiasi altro difetto, notate, o in diritto o in controversia, in qualsiasi modo o causa, anche ragionevole, dedotte, la causa o le cause per le quali i predetti affari siano stati fatti, dinanzi a qualsiasi ordinario dei luoghi, anche come delegato dalla predetta Sede, niente verificate, né perciò, o perché interessati pretendenti non fossero stati chiamati, per subreptio ottenute pressunte, e di vigore perciò carenti.
13 § 11. E così in tutti i predetti affari e in singoli per qualsiasi giudici e commissari, qualsiasi autorità esercenti, anche uditori delle cause del Palazzo Apostolico, e del medesimo S. R. E. cardinali, tolta a essi e a ciascuno di essi qualsiasi altrimenti giudicandi e interpretandi facoltà e autorità, giudicarsi deve; e irritum e inane qualsiasi cosa diversamente su questi punti da chiunque, qualsiasi autorità, consapevolmente o inconsapevolmente, fosse stato tentato.
14 § 11. E così in tutti i predetti e in ciascuno dei decreti per qualunque giudici e commissari, rivestiti di qualsiasi autorità, anche auditori delle cause del Palazzo Apostolico, e cardinali della medesima Santa Romana Chiesa, tolta a essi e a ciascuno di loro qualsiasi altra facoltà e autorità di giudicare e interpretare, debbono essere giudicati; e irritum e nullo qualunque cosa altrimenti su questi da chiunque, con qualsiasi autorità, consapevolmente o inconsapevolmente, sia accaduto tentarsi.
15 § 12. Parimenti il suddetto Carlo cardinale e legato, e per il tempo esistenti il vescovo di Metz o il suo amministratore perpetuo, nonché gli abati, i priori o i commendatari dei monasteri e dei priorati e i conventi di questi, saranno efficacemente obbligati al pagamento integrale della pensione suddetta al medesimo collegio, secondo il tenore della riserva, della costituzione e dell'assegnazione predette; e volendo e con la medesima autorità statuendo che coloro i quali tra Carlo cardinale e legato e il vescovo o amministratore di Metz, nonché gli abati e i priori o commendatari e i conventi predetti, nei termini detti o almeno entro trenta giorni immediatamente seguenti a ciascuno di essi, non avranno pagato con effetto la pensione predetta allora dovuta da essi, trascorsi quei giorni, a Carlo cardinale e legato o al vescovo o amministratore di Metz, anche se il cardinale sia
16 Esecutori di questa Costituzione deputato;
17 un presule, all'abate e al priore o commendatario di questo sia interdetto l'ingresso della chiesa. Se invece l'abate e il priore o commendatario siano inferiori al cardinale e al presule, o siano i conventi, incorrano nella sentenza di scomunica, della quale l'interdetto non possa ottenere la remissione dell'interdetto, l'scomunicato invece il beneficio dell'assoluzione dalla sentenza di scomunica, finché al collegio o al procuratore predetto non sia stato interamente soddisfatto della pensione allora dovuta o altrimenti non si sia concordato amichevolmente con il collegio o il procuratore medesimo, eccetto se costituito in articolo di morte. Se invece per sei mesi i suddetti trenta giorni immediatamente seguenti l'interdetto sia rimasto sotto interdetto, l'scomunicato invece abbia sostenuto la sentenza della suddetta scomunica con animo, il che non accada, indurito, da allora, trascorsi quei mesi, l'interdetto sia sospeso dal governo e dall'amministrazione della chiesa e del monastero e del priorato di questo, l'scomunicato invece sia perpetuamente privato del suddetto monastero e priorato, e la commenda di questo cessi e, cessando essa, il monastero e il priorato di questo si considerino vacanti per ciò stesso.
18 § 13. Perciò ai diletti figli i vescovi di Verdun, di Toul e di Metz ordiniamo che essi o due o uno di essi, per se stessi o per mezzo di un altro o di altri, le presenti lettere e tutto ciò che in esse è contenuto, dove e quando sarà necessario, e quante volte saranno richiesti per parte di Carlo cardinale e legato, e di Carlo duca, nonché del collegio e delle persone predette di questo o di alcuno di essi, solennemente pubblicando, e assistendo essi e ciascuno di essi con il presidio di efficace difesa nelle cose predette, facciano con la nostra autorità le presenti lettere e tutto ciò che in esse è contenuto inviolabilmente osservare, e coloro che le lettere predette riguardano, a tutti e singoli i punti predetti pacificamente fruire e godere, e la pensione predetta al collegio o al procuratore secondo il tenore della riserva, della costituzione, dell'assegnazione e del decreto predetti interamente pagarsi, non permettendo che essi o alcuno di essi per chiunque e in qualunque modo siano indebitamente molestati, turbati o inquietati. E tuttavia chiunque tra Carlo cardinale e legato e il vescovo o amministratore di Metz, e gli abati e i priori o commendatari e i conventi predetti, al quale consti che abbia incorso le sentenze di interdetto e di sospensione o di scomunica e la pena di privazione di questo, quante volte su ciò saranno richiesti per parte del collegio predetto, per tanto tempo nei giorni domenicali e negli altri giorni festivi nelle chiese, quando vi si sia radunata la maggior moltitudine del popolo per le cose divine, pubblicamente annunzino l'interdetto e il sospeso o lo scomunicato e il privato rispettivamente e facciano annunziare da altri, e l'scomunicato sia evitato da tutti più strettamente, finché al collegio o al procuratore predetto non sia stato interamente soddisfatto della detta pensione allora dovuta, e l'interdetto e il sospeso abbia meritato di ottenere la remissione dell'interdetto e della sospensione, o lo scomunicato il beneficio dell'assoluzione dalla sentenza di scomunica di questo. Qualunque contradditore e ribelle e coloro che non obbediscono alle cose predette, se cardinali o presuli, con la nostra autorità; se invece sono inferiori al cardinale o al presule, per mezzo di sentenze e censure e pene ecclesiastiche e altri opportuni rimedi del diritto, postergata l'appello, comprimendo; e, osservati i legittimi procedimenti da tenersi su queste cose, dichiarando che essi siano incorsi nelle sentenze, censure e pene predette, e anche aggravandole iterate volte, invocato anche a ciò, se sarà necessario, l'aiuto del braccio secolare.
19 § 14. Non ostante la nostra precedente volontà comunque espressa; e nonostante tutti i decreti del Concilio Lateranense, da noi poc'anzi celebrato, che proibiscono le unioni perpetue, se non nei casi permessi dal diritto, affinché non sia violata nemmeno quella disposizione del nostro predecessore di felice memoria Papa Bonifacio VIII, che provvede affinché nessuno sia citato in giudizio fuori della sua città o diocesi, se non in certi casi eccettuati, e in quelli non oltre una giornata di viaggio dal confine della sua diocesi, o affinché i giudici deputati dalla predetta Sede non presumano di procedere fuori dalla città o diocesi in cui sono stati deputati, contro chiunque, o di affidare ad altri le loro veci; e nonostante i due decreti emanati nel concilio generale, purché nessuno sia trascinato in giudizio oltre tre giornate di viaggio per autorità delle presenti, e nonostante le altre costituzioni apostoliche, nonché quelle emanate nei concili provinciali e sinodali, generali o speciali; e nonostante gli statuti e le consuetudini della chiesa di Metz e dei monasteri, priorati e Ordini e Università predetti, corroborati da giuramento, da conferma apostolica o da qualsiasi altra solidità; e nonostante i privilegi, gli indulti, le esenzioni e le immunità e le lettere apostoliche, concessi a quelli e ai loro superiori, conventi e persone, sotto qualsiasi tenore e forma, e con qualsiasi, anche derogatoria delle deroghe e altre clausole più efficaci e insolite, irritanti e altre licenze, in genere o in specie, anche in modo consistoriale, comunque concessi, e anche approvati e rinnovati più volte. A tutti questi, anche se, per la loro sufficiente deroga, altrimenti di essi e dei loro tenori fosse richiesta menzione speciale, specifica, espressa e individuale parola per parola, non però mediante clausole generali che significhino lo stesso, o qualsiasi altra espressione, o dovesse osservarsi qualche altra forma ricercata a questo scopo, i tenori di questo tipo, come se parola per parola, senza omettere nulla, e osservata la forma in essi tramandata, fossero stati inseriti, avendo i presenti per sufficientemente espressi, mentre altrimenti rimarrebbero nel loro vigore, questa volta soltanto, specialmente e espressamente deroghiamo, a qualsiasi cosa contraria. Oppure se al cardinale Carlo e legato e vescovo o amministratore di Metz, e agli abati, priori o commendatari e conventi predetti o a qualsiasi altro, comunemente o divisamente, sia stato concesso dalla medesima Sede che non siano tenuti alla prestazione o al pagamento di alcuna pensione, e che a ciò non possano essere costretti, o che non possano essere interdetti, sospesi o scomunicati per lettere apostoliche che non facciano piena e espressa e parola per parola menzione di questo indulto, e con qualsiasi altro privilegio, indulgenza e lettera apostolica, generale o speciale, di qualsiasi tenore esistano, per cui, non espressi nei presenti o totalmente non inseriti, i loro effetti possano essere impediti in qualche modo o differiti, e dei quali di qualsiasi tenore intero debba farsi menzione speciale nelle nostre lettere.
20 § 15. A nessuno dunque assolutamente sia lecito infrangere questa pagina della nostra assoluzione, della pena canonica, della separazione, della concessione, dell'applicazione, dell'appropriazione, della riserva, della costituzione, dell'assegnazione, dello statuto, dell'elezione, dell'istituzione, dell'indulto, del decreto, della volontà, del mandato e della deroga, o osare di contravvenirvi temerariamente. Se qualcuno.
21 Dato a Roma presso San Pietro nell'anno dell'Incarnazione del Signore millecinquecentosettantadue, alle none di dicembre, nel primo anno del nostro pontificato. Dat. die 5 dic. 1572, pontif. anno i.
CIAXXTI.
Traduzione automatica, non rivista. Fa fede il testo originale.
Testo latino
Institutio collegii presbyterorum regularium Socielatù Iesu, Universitatisque Sludii generalis diversarum scientiarum bonarumque artium in oppido Pontis Monsonii, Mctensisdioecesis, in Lotharingia, cum reddituum assignalione privilegiorumque elargitione. Gregorius Papa XIII, ad perpetuam rei memoriam.
1 In supereminentiApostolicaeSedisspe- Proamium. cula, meritis licet imparibus, disponente Domino, constituti, et intra mentis nostrae arcana revolventes quantum ex litterai'iim studiis catholica fìdes, tenebrosa ignoranliae caligine ac haeresum peste expulsa, augealur, divini nominis cultus prolendatur, veritas agnoscatur, iustitia colatur, reliquae virtutes illustrentur, ac benebeateque vivendi via paretur, adea, per quae studia ipsa ubilibet excitentur, et studiosae personae, adexcelsum doctrinae fastigium aspirantes, opportunae subventionis auxilia suscjpiant, libenter inten- Carolo) cardinali» de Lalharingia, ot Carolua dax Lolharlngiaa el Barriducii decreverunt, accedente lamen Sedia Apottolicae aucloritate, in oppido Ponili Monsonii dioecesiB .Melensia unum erigere Sludium dÌTer- Barum «cientiaruui generale el collegium Societatii loiu; dimus, et in his nostrae sollicitudinis partes propensius impartimur, prout pia personarum, praesertim S. R. E. cardinalium ac nobilium virorum ducum, vota exposcunt, nosque, locorura et temporum qualitate pensata, in Domino conspicimus salubriter expedire.
2 § 1 . Exhibita siquidem nobis nuper, prò parte dilectorum filiorum nostri Caroli tituli S. Apollinaris presbyteri cardinalis de Lotharingia nuncupati, et nobilis viri Caroli Lotharingiae et Barriducis ducis, petitio continebat quod alias, cum Carolus cardinalis, qui noster et Sedis Apostolicae in Lotharingiae et Barriducis ducatibus de latere legatus, ac ratione ecclesiae Rheraensis, cui ex dispensatone apostolica prseesse dignoscitur, dux Rhemensis et primus par Franciae existit, quique ecclesiae Metensis perpetuus administrator in spiritualibus et temporalibus per dictam Sedem deputatus existit, necnon etiam Carolus dux praedicti pia meditatone cogitassent quod longe lateque diffusum undique esset haeresis malum, quantaque incommoda et damna universo orbi attulisset, illique tutius et fortius remedium afferri nequaquam posse, nisi ubique terrarum doctorum virorum conventus erigerentur, qui, sana imbuti doctrina, populos sibi propinquos catholicam docerent disciplinam, qua et sibi prodesse, et ceteros, haeresibusexpulsis, in vera fide valerent confirmare, tanta in Deum religione permoti, necnon ferventi in proximum caritate adducti, decreverunt in oppido Pontis Monsonii, Metensis dioecesis, sub dominio praedicti Caroli ducis existente, unum diversarum scientiarum et artium Studium generale, in quo theologiae, utriusque iuris ac medicinae et philosophiae leeliones continuae haberentur, ac etiam inibi, ut illud Studium maioribus profìciat incrementis, etiam unum presbyterorum regularium Societatis Iesu collegium erigere et instituere, ad effectum ut illarum partium iuventus non solum doctrina, quae ad bene beateque vivendum via praecipua est, sed etiam bonis instituatur moribus et exemplis, si ad id nostra et Sedis praedictae interveniret auctoritas.
3 § 2. Quare, prò parte eorumdem Caroli cardinalis et legati ac Caroli ducis nobis fuit humiliter supplicatimi quatenus praeceptoriae et hospitalis S. Antonii Ordinis S. Augustini dicti oppidi domum et iliorum ambitum ab eisdem praeceptoria et hospitali illorumque Ordine et superioritate, ac mille scutorum auri in auro annuum redditum ex monasterio S. Gorgonii Gotiensis Ordinis S. Benedicti, dictae dioecesis, seu illius mensa conventuali et ipsius monasterii officiis claustralibus, ac ab ilio dependentibus et illi unitis prioratibus, etiam perpetuo dismembrare et separare, illaque sic dismembrata et separata huiusmodi, eidem Socielati Iesu, ad effectum ut ipsi presbyteri in dictis domo et ambitu dismembratis unum collegium iuxta illorum instituta erigere, recipere, regere, visitare et corrigere valeant, prò illius collegii dqte et personarum ipsius Societatis, quae humaniores litleras, grammaticam etphilosophiam ac theologiam edocebunt, substentatione,concedere, applicare et appropriare ; necnon ipsi collegio pensionem annuam aliorum mille etquingentorum scutorum similium, quingentorum videlicet super mensae episcopalis Metensis,et reliquor um mille super universis et singulis quorumeumque monasteriorum et prioratuum cuiusvis Ordinis existentium , in Metensi , Tullensi et Virdunensi dioecesibus consistentium, seu illorum mensarum abbatialium vel conventualium fructibus, redditibus et proventibus, etiam perpetuo , donec episcopus Metensis et abbates,prioresseucommendatarii dictorum monasteriorum et Petlemnt domum quamdam hoipltaliiS.Antonii el annuoi redditui proplereaperhune PontiBeem ai- «ignarl prò dicto collegio, el praodlctnm Studino] generale in (litui. prioraluurn aliqua simplicia beneficia ecclesiastica, ad eorum collationemaut alianti dispositionem spectanlia, quorum annuus valor dictam summarn mille scutorum insilimi constituat, dicto collegio, prò pensionis huiusmodi extinctione, uniri procuraverint," prò rata facultafum cuiusque, et iuxta partitionem per ipsum Garolum cardinalem ac venerabiles fratres noslros Virdunensem et Tullensem episcopos faciendam, persolvendam, reservare, constituere et assignare, ac in dicto oppido Universitalem Studii generalis erigere et instituere, aliasque in praemissis opportune providere et staluere de benignitale apostolica dignaremur.
4 § 3. Nos igitur, qui dudum inter alia Qui Pontifoi voluimus quod petentes beneficia ecclesiacoiicedil pelila, ...... et collegllila stica alus umn tenerentur expnmere ves'imn- """ '"" runi annuum valorem, secundum extimationem praedictam ,• etiam benefìcii cui aliud uniri peteretur, alioquin unio non valeret, et semper in unionibus commissio fieret ad partes, vocatis quorum interesset; quique hodie praedictum monasterium S. Gorgonii, excerlistuncexpressis causis, regularilate omnique statu et observantia regulari in eo penitus et omnino suppressis, ad saecularitatem per alias nostras litteras reduximus, prout in ibis plenius continetur, attendentes quod exlitterarum studio animarum saluti consulitur, ac alia spiritualia et temporalia bona mundo proveniunt, pium et laudabile Caroli cardinalis legati et Caroli ducis praedictorura decretum plurimum in Domino commendantes; ipsumque Carolum ducem a quibusvis exeommunicationis, suspensionis et interdicti aliisque ecclesiasticis sententiis, censuris ac poenis, a iure vel ab homine, quavis occasione vel causa, latis, si quibus quomodolibet innodatus existit, ad effectum praesenlium dumtaxatconsequendum, harumserie absolventes et absolutum fore censentes, necnon dicti monasterii suppressionis tenorem praesentibus prò expresso habentes, huiusmodi supplicationibus inclinati, apostolica auctoritate, tenore praesentium, perpetuo praeceptoriaeethospitalis huiusmodi domimi et illorum ambitum, una cum horto, hortaliliis aliisque rebus circumeirca adiacentibus, ad praeceptoriam et hospitale huiusmodi legitime spectantibus et pertinentibus, dummodo ad hoc dilecti fìlii moderni ipsius domus praeceploris accedat assensus,abeisdempraeceptoria et hospitali illorumque Ordine et superioritate, ex monasterio vero S. Gorgonii seu illius mensa conventuali et illius officiis regularibus et ab ilio dependentibus et illi unilis prioratibus praefatis, mille et quingentorum scutorum praedictorum annuum reddilum dismembramus et separamus, illaque sic dismembrata et separala dicto collegio Societatis Iesu, ad effectum ut presbyteri Societatis huiusmodi inibì unum collegium, iuxta eorum consuetudines et instituta, ac cum omnibus et singulis solitis privilegiis erigere, ìlludque per seipsos regere et gubernare ac visitare et corrigere possint et valeant; ac Carolus cardinalis et legatus, necnon Carolus dux locum et habitationem idoneam et cornmodam praestare , supellectilem quoque necessariam et solitam secundum collegiorum usum instruere teneantur, prò illius collegii dote,necnon personarum ipsius Societatis, quse humaniores litteras, grammaticam et philosophiam ac theologiam edocebunt,substentatione, concedimus, applicamus et appropriami] s. Praeterea, utdictum collegium maiores in vinea Domini proferatfructus, quo maioribus fuerit suffultum praesidiis, eidem collegio pcnsionem annuam liberam, immunem et exemplam mille et quingentorum sculorum similium, quingentorum videlicet super dictae mensae episcopalis Melensis , et reliquorum mille super universis et singulis quoi'umcumque monasleriorum et prioratuum, cuiusvis Ordinis exislentium, et in Melensi, Tullensi el'Virdunensi dioecesibus praefatis consistentiura, seu illorum mensarum abbatialium vel convenlualium fruclibus, reddilibus et proventibus, etiamsi super illis aliae pensiones annuae aliis assignatae existant, per ipsum Carolum cardinalem et legatimi ac prò tempore existentem episcopum Metensem et dilectos fìlios singulosmonasteriorum et prioratuum eorumdem abbates etprioresseu commendatarios et illorum conventus, annis singulis, in loco et terminisper ipsum Carolum cardinalem et legatimi, per se vel alium, slaluendis , ipsi collegio ac illius personis vel illarum procuratori ad id ab eis speciale mandatimi habenli, perpetuo, donec lamen episcopus Metensis et abbates et priores seu commendatarii praefati aliqua perpetua simplicia beneficia ecclesiastica, ad eorum collationem, provisionem autaliam quamcumque dispositionem spectantiaetperlinentia, quorum annuus valor dictamsummam mille scutorum insimul constituat, dicto collegio sufficienter et cum effectu, prò pensionis huiusmodi extinctione, uniri procuraverint, prò rala facullatum cuiusque , et iuxta parlitionem seu commodam divisionem per Carolum cardinalem et legatura ac Virdunensem et Tullensem episcopos praefatos faciendam, integre quolannis persolvendam , dummodo ad id Caroli cardinalis ac legati ac omnium et singulorum monasteria et prioratus huiusmodi oblinentium accedat assensus, reservamus, constituimus et assignainus.
5 § 4. Et insuper quod in dicto collegio Lecurum coipresbyteri praefali pienissimi™, et eum m^'uspraescri- CIU'> 'uxta dictae Societatis slaluta et forbii amumerum; mani, in singulis eorum collegiis, etiam quam amplissimis, et quibus Università Ics famosae annexae sunt, saltetn septuaginta personarum eiusdem Societatis numerimi compleant ; in eo quoque adsint quatuor theologiae professores, quorum unus sacras litteras, alii duo scholasticamtheologiam, quartus vero conscientiae casus, singuli unaleclione quotidiana exponant, ac tres pbilosopbiae regentes, quorum quisque duas quotidie legat lectiones : ordine tamen huiusmodi servato, utquolibettrienniophilosophia^cursusintegerabsolvatur, etquolibet anno unus incipiat, alter vero desinat ; itemque duaelectiones relliorica?, ordinaria! singulis diebus,unaquoquehumaniorum littcrarum,necnon tres aliaegrammalicae classesinstituantur; duae insuper lectiones grecae, una in alicuius auctoris interpretatione , altera vero in grammatices institutione babeantur; una itidem litterarum Hebraicarum, et altera malhematicarum lectiones quotidie inibi legantur, statuimus. In ipso quoque oppido Universitatem Studii generalis sub invocatione per Carolum cardinalem et legatura ac Carolum ducem praefatos eligenda, in quinque facultatibus praefatis, quarum duae, theologiae scilicet et philosopbiae, presbyteris dictae Societatis, iuxta eorum statuta, reliquae tres, earum decanis, docloribus et professoribus dirigendae, ad instar Bononiensis et ParisiensisUniversitatum, et iuxta illarum consuetudijies et slaluta, erigimus et instituimus.
6 § 5. lllique sic ereciac et iiibtilutae, ac perSonis rficii eius prò tempore exislenlibus reclori, macolie8ii privil(l' 11 * già personarum gislris, doctoribus, IccLonbus, praeceplo- Slutlii b»"""1- •i 1 i i i • ì 1,. •• ,.., ensis et ParisinUus, scnolanbus, bidelus, nuncnsetalns ensis concedi*; officialibus et personis, necnon membris et subdilis, quod omnibus et singulis privi legiis, indultis, libertatibus, immunilatibus, exemptionibus, favoribus, graliis, praerogalivis, honoribus ac prceeminentiis Bononiensi et Parisi ensi Universi lalibus praefatis illorumque prò tempore existenncralibus gilur;
7 igeìlartibus rectoribus, magislris, docloribns, lecloribns, praeceptoribus, scholaribus, procuratoribus, bidellis, nunciis et aliis officialibus ac personis, necnon membris et subdilis in genere, lain dieta apostolica quam alias rito imperiali et regia aucloritatibus aut alias quomodolibet concessis seu legitimc praescriptis, aut inposterum concedendis et praescribendis, ae quibus illi et .illaeutuntur, potiuntur et gaudent, ae uti, potiri et gauderc poterunl quomodolibet in futurum, uti, potiri et gaudere.
8 § 6. Necnon iis, qui in quavis Univer- DocioiMiui sitate disciplinis el facultalibus praefatis et graduimi in- , . . ,. signia contestudere ìncoepennt, studium suum in ea cti'Vi* reecirpi6oPDcontinuare, et qui in dieta sic ereclaaut di facuitaiem quavis alia Univcrsitate per tempus debi- Iribuil, promo- . . . . lisnue indaiu tum studuerint, ac scientia et moribus ìdoaiT0su,™8g'e°nei coinperti fuerint, in artibus et medicina et pbilosopbia ac theologia necnon iuribus aliisque facul tatibus praedictis, baccalaureatus, etiam formalis, etliccntiaturae ac laureae, necnon docloratuset magisterii et quosvis alios solitos gradus ab rpsiusUniversitatisrectore seu scientiarum in quibus promovendi prò tempore studuerint lectoribus aut aliis personis, per dictum Garolum eardinalem et legatimi in et ad tempus vel in per[)etuum deputandis et constituendis, aliisque modo et forma per ipsuin statuemlis, reeipere, et ipsorum graduum solita insignia sibi exbiberi facere, et poslquam huiusmodi gradus et illorum insignia susceperint, facultates, in quibus promoti fuerint, legere et interpretari ae in eis disputare, necnon quoscumque actus, gradui seu gradibus per eos receptis convenientes exercere, aliisque omnibus et singulis privilegiis, gratiis, favoribus, praerogativis et indultis, quibus alii in Bononiensi et Parisiensi Universitatibus praefatis, iuxta illarum constitutiones et mores, ad gradus ipsos promoti de iure vel consuetudine aut alias utuntur, potiuntur et gaudent, ac uti, potiri et gaudere poterunl, ut praefertur, quomodolibet in futurum, uti, potiri et gaudere in omnibus et per omnia, perinde ac si gradus. huiusmodi in Bononiensi et Parisiensi praefatis et aliis quibusvis Universitatibus, iuxta illarum constitutiones et consuetudines, huiusmodi suscepissent.
9 § 7. Necnon eidem Carolo cardinali et legato, et per se velalium seu alios, quos ad id duxerit depulandos, et, si ei videbilur, vocatis Metcnsi, Virdunensi et Tullensi episcopis, prò salubri dictae sic erectae Univcrsitatis directione et conservatane, ac rectorum, magislrorum, doctorum, leclorum,praeceptorum, procuratorum, bidellorum, nunciorum et aliorum officialium huiusmodi institutione et electione et quavis alia provisione, ac scholarum manutentione, ipsius tamen collcgii, quoad theologiam et philosophiam, cum humanioribus litteris, necnon promotionum in dictis facultatibus et scholasticorum inibì prò tempore degentium vitae et sludiorum disciplina, etscholasticorum correctione, admissione et dimissione, necnon regimine seu administratione et poliliae litterariae forma, iuxta Societatis praefatae statuta et instituta, prò tempore exislenti eiusdem collegii reclori el ipsius Societatis superioribus reservala; ac in praemissis et infrascriplis omnibus et per omnia, salva et integra manente personarum, honorum et exerciliorum huiusmodi Societatis exemptione ac regulari observantia, quaeeumque statuta etordinaliones licita et honesla ac gacris canonibus non contraria Facere, edere ac, prò rerum, lemporum et personarum qualitate et varietate, corrigere et reformare, seu illa cassare et alia de novo condere, ac super illorum observatione quascumque poenas imponere, ac iuxta eorum dispositionem iudicari debere; ac quidquid Carolo c;udinnli facullalem e 'entli stallila prò huius Si udii regimine concedili secus super bis aquoqnam, quavis auctoritate, scienter voi ignoranter, contigerit attentali, irritum et inane decernere.
10 § 8. Necnon in omnes et singulos diiiirisdidioncmctae Universitatis rectorem et raagistros, i'Sl'ing '"persona" doctores, lectores, praeceptores et scho- (non lamen i- ]ares ac procuratores, bidellos, nuntios jimus Sudatai ' tis) cidom caet officialcs et suppositas personas, tam rolo cardinali • r\ f iribuit; saeculares quam quorumvis (Jrdinum regularos, cuiuscumque status, gradus, ordinis, dignitatisetpra3eminentiaeextiterint, etiamsi exemptae et SedisApostolicae immediate aut alteri praelato subiectae, seu alterius dioecesis fuerint, praeterquam ipsius Socie tatis personas, omnimodam tam civilem quam criminalem et mixtam iurisdictionem,apostolicaauctoritatepraedicta exercere, visitare, reformare et corrigerc, ac errantes punire et castigare.
11 § 9. Necnon ipsius Universitatis rectoius>i»e oasres, magistros, lectores, praeceptores et ciiccnduon"" scholares ao procuratores, bidellos et alios luil; officiales huiusmodi eligere, seu eorum electioncs aliis committere, easque, postquam factae merini, per se vel alium seu alios ad id per ipsum Carolum cardinalem et legatum deputandosi confirmare etapprobare libere et licite valeant, concedimus et desuper indulgemus.
12 § 10. Decernentes praesenteslitteras sub iiuic insiituquibusvis revocationibus, alleralionibus, lioni clausulas ., ......
13 praes^rvaiivas suspensionibus, hmitationibus, etiamsi »pp°n", dg praesentibus eorumque toto tenore ac data, specialis et specifica mentio fìat, minime includi, sed, illis ac quibusvis aliis contrariis non obstantibus, in suo robore, vigore et efficacia persistere, et quotics illae emanabunt, toties in pristinum statimi reslitutas, repositas et plenarie reintegratas, ac de novo sub quacumque data per diclos Carolimi cardinalem et legatum ac Carolum ducem eligenda, concessas esse; sicque incommutabilis voluntatis et intentionis nostrae esse et fore, easdemque praesentes litteras nullo umquam tempore de subreptionis velobreplionisvitio, aut intentionis nostrae vel alio quopiam defectu notari, aut in ius vel controversiam, quacumque ratione vel causa, eliam rationabili, deduci, causamque seu causas propter quas praemissa facta fuerint, corani quibuscumque locorum ordinariis, etiam tamquam a Sede praedicta delegalis, minime verificari, nec propterea, seu prò eo quod interesse praelendentes vocali non fuerint, per subreptionem obtentas praesumi, viribusque propterea carerò.
14 § 11. Et ita in pracmissis omnibus et el docreium smgulis per quoscumque mdices et commissarios, quavis auctoritate fungentes, etiam causarum Palatii Apostolici auditores, ac eiusdem S. R. E. cardinales, sublata eis et eorum cuilibct quavis aliter iudicandi et interprelandi facultate et auctoritate, iudicari debere; ac irritum et inane quicquid secus super his a quoquam, ., quavis auctoritate, scienter vel ignoranter, contigerit attentari.
15 § 12. Necnon praefatum Carolum car- Recusamibus dinalem et legatum, ac prò tempore exi- «X'reSì stentes Metensem episcopum seu perpevams indiciti tuum administratorem, necnon monasteriorum et prioratuum abbates, priores seu commendatarios ac conventus huiusmodi, ad integram solulionem pensionis praefatae eidem collegio faciendam, iuxta reservationis, conslilutionis et assignationis praefatarum tenorem, efficaciter obligatos fore; ac volentes et eadem auctoritate slatuentes quod qui ex Carolo cardinali et legato ac episcopo seu administratore Metensi, necnon abbatibus el prioribus seu commendatariis ac conventibus praefatis, in dictis terminis vel saltem intra triginta dies illorum singulos immediate sequentes, pensionem praefatam per eos ttinc debitam non persolverint cum effectu, lapsis diebus eisdem, Carolo cardinali et legato seu episcopo vel administratori Metensi, etsi cardinalis aut
16 EieculorcB huius l'ODSlitUlionis depulat ;
17 antistes sit, abbati ac priori seu commendatario huiusmodi ingressus ecclesiae interdiclus existat. Si vero abbas et prior seu commendatarius inferiores cardinali et antistiti sint, aut conventus fuerint, sententiam excommunicationis incurrant, cuius interdici! relaxationem bisce interdictus, excommunicalus vero ab excommunicationis senlenlia huiusmodi absolutionis beneficium, donec collegio vel procuratori praefato de pensione praefata lune debita integre satisfactum aut alias cum collegio seu procuratore huiusmodi amicabiliter concordatimi fuerit, praeterquam in morlis articulo constilutus, nequeat obtinere. Si vero per sex menses dictos iriginta dies immediale sequenles interdictussubinterdicto permanserit, excommunicalus vero praefatae excommunicationis sententiam eiusmodi suslinuerit animo, quod absit, indurato, ex tunc effluxis mensibus ipsis, interdictus a regimine et administratione ecclesiae ac monasterii et prioratus huiusmodi suspensus, excommunicatus vero praefati ipso monaslerio et prioratu perpetuo privatus existat, illiusque commenda cessare et, ea cessante, monasterium et prioralus huiusmodi vacare censeantur eo ipso.
18 § 13. Quocirca dilectis filiis Virduncnsi et Tullensi ctMetensi mandamusqualenus ipsi vel duo aut unus eorum, per se vel alium seu alios, praesenles litteras et in eis contenta quaecumque, ubi et quando opus fuerit,- ac quolies prò parte Caroli cardinalis et legati, ac Caroli ducis, necnon collegii illiusque personarum praefatorum aut alicuius eorum fuerint requisiti, solcmniter publicantes, eisque el illorum singulis in praemissis effìcacis dcfensionis pracsidio assistentes, faciant auctoritate nostra praesenles litteras et in eis conlenta huiusmodi inviolabililer obscrvari, et illos, quos dictae litterae concernunl, omnibus et singulis praemissis pacifice fruì et gaudere, ac pensionem praefatam collegio aut procuratori iuxta praeservationis, constitutionis, assignationis el decreti praefatorum continenliam et lenorem ini egre persolvi, non permittentes eos aut eoruin quemlibet perquoscumque quomodolibet indebite molestar]', perturbari vel inquietari. Et nihilominus quemlibel ex Carolo cardinali et legato ac episcopo seu adminislratore Metensi, ac abbalibus et prioribus seu commendatariis et conventibus praefatis, quem interdicli et suspensionis aut excommunicationis sententias et privationis pocnam huiusmodi incurrisse eis consliterit, quolies super hoc prò parte collegii praefati fuerint requisiti, tamdiu dominicis' et aliis festivis diebus in ecclesiis, dum maior inibi populi mullitudo ad divina convenerit, interdictum et suspensum vel exeommunicatum et privatimi respective publice nuncient et faciant ab aliis nunciari, excommunicatumque ab omnibus arctius evitari, donec collegio vel procuratori praefato de dieta pensione tunc debita fuerit integre salisfaclum,ipseque interdictus et suspensus relaxationem inlerdicti et suspensionis, aut excommunicalus ab excommunicationis sententia huiusmodi absolulionis beneficium meruerit obtinere. Contradictores quoslibet et rebelles ac praemissis non parcntes, si cardinales aut antistites, aucloritate nostra; si vero inferiores cardinali aut antistiti smt^ per sentenlias et censuras et poenas ecclesiasticas aliaque opportuna iuris remedia, appellatione postposita, compescendo ; ac, legitimis super his habendis servalis processibus, illos in sentenlias, censuras et poenas praefatas incurrisse declarando, ac etiameasiteratis vicibus aggravando , invocato etiam ad hoc, si opus fuerit, auxilio brachii saecularis.
19 § 14. Non obstanlibus priori voluntate conimi-na . p . x t , • •■•• omnibus dcr»- nostra praefala; et Lateranensis concnn g,t; novissime celebrati, uniones perpetuas, nisi in casibus a iure perrcrissis, fieri prohibentis, ne felicis recordationis Bonifacii Papae odavi, praedocessoris nostri, etiara illa qua cave tur ne quis extra suam civilalem vel dioecesim, nisi in certisexceplis casibus, et in illis ultra imam diaetam a fine suae dioecesis ad iudiciura evocetur, scu ne iudices a Sede praefata deputali, extra civitatem vel dioecesim in quibus tlepulaLi fuerint, contra quoscumque procedere autaliivel aliis vicessuas committcre prassumant, aededuabusdiaetisin concilio generali edita, dummodo ultra tres diaelas aliquis aucloritate praesentium ad indicium non trahatur, ac aliis apostolicis, necnon in provincialibus et synodalibus conciliis 'editis, generalibus vel specialibus, consiitutionibus ac ordinationibus; ccclesiac Metcnsis et monasteriorum , prioratuum et Ordinum ac Universitalum praefatorum, iuramento, confirmalione apostolica vel quavis firmitate alia roboralis, statutis et consuetudinibus; privilegiis quoque, indullis, exemptionibus et immunilalibus ac liltcris apostolicis, illis illorumque superioribus, conventibus et personis, sub quibuscumque tcnoribus et ibrmis, ac cimi quibusvis, elianti derogatoriarum derogatori]'» aliisque effìcacioribusetinsolitis, clausulis, irritantibusque et aliis licerci is, in genere vel in specie, eliam consistorialiter, quomodolibct conecssis, ac etiam iteratis vicibus approbatis et innovatis. Quibus omnibus, eliamsi, prò illorum sufficienti derogatione, alias de illis eorumquelolislenoribusspecialis, specifica, espressa etindi\idua aedo verbo ad verbum, non autem per clausulas generales idem importantes, mcntio seu quaevis alia expressiohabenda, aut aliqua alia exquisita forma ad hoc servanda l'oret, tenores huiusmodi, ac si de verbo ad verbum, nihil penitus omisso, et forma in illis tradita observata, inserti forent, praesentibus prò sufficienter expressis habentes, illis alias in suo robore permansuris, hac vice dumtaxat, specialiter et expresse derogamus, conlrariis quibuscumque. Aut si Carolo cardinali et legato ac episcopo seu administralori Metensi, et abbalibus, prioribus seu commendatariis et conventibus praefatisvel quibusvis aliis, communiter vel divismi, ab eadem sit Sede indultum quod ad praestationem vel solutionem pensionis alicuius minime teneantur, et ad id compelli, aut quod interdici, suspendi, vel exeommunicari non possint per litteras apostolicasnon facientes plenam et expressam ac de verbo ad verbum de indulto huiusmodi mentionem, et quibuslibet aliis privilegiis, indulgentiis et litteris apostolicis, generalibus vel specialibus, quorumeumque tenorum existant, per quae, praesentibus non expressa vel totaliter non inserta, effeclus earum impediri valcat quomodolibetvel differri, et de quibus quorumque totis tenoribus habenda sit in nostris litteris mentio specialis.
20 §15. Nulli ergo omnino bominum liceat saiiciiouomhanc paginam nostrae absolutionis, disadficitP.°°nalem membrationis, separalionis, concessionis, applicationis, appropriationis, reservationis, constitutionis, assignalionis, statuti, electionis, institutionis, indulti, decreti, volunlalis, mandati et derogationis infràngere, vel ci ausu temerario conlraire. Si quis eie.
21 Datura Romae apud S. Petrum anno Incarnationis dominicae millesimo quingenlesimo septuagesimo secundo, nonis deccmbris, ponlifìcalus nostri anno i. Dat. die 5 dee. 1572, pontif. anno i.
CIAXXTI.
Bullarum diplomatum et privilegiorum sanctorum Romanorum Pontificum, Taurinensis editio (Bullarium Romanum, Turin 1857-1872), vol. 8 — Internet Archive OCR text, restored to continuous text (page breaks, hyphenation, running heads, footnotes); OCR errors of the source remain. Fonte: Internet Archive.
Testo inglese
Institution of a college of regular priests of the Society of Jesus, and of a University of general studies of diverse sciences and liberal arts in the town of Pont-à-Mousson, in the diocese of Metz, in Lorraine, with assignment of revenues and grant of privileges. Gregory, Pope XIII, for perpetual memory of the matter.
1 In the supereminent Preamble. see of the Apostolic See, constituted by the disposition of the Lord, albeit with unequal merits, and turning over within the secret places of our mind how much the Catholic faith is increased by literary studies, with the dark mist of ignorance and the plague of heresies driven out, how the worship of the divine name is extended, truth is recognized, justice is cultivated, the remaining virtues are illuminated, and the way of living well and blessedly is prepared, we willingly apply ourselves to those things by which such studies are everywhere aroused, and studious persons, aspiring to the lofty pinnacle of doctrine, receive the aids of opportune support, and we devote ourselves more readily to these parts of our solicitude, as the pious wishes of persons, especially of cardinals of the Holy Roman Church and noble men, dukes, demand, and as we, weighing the quality of places and times, perceive in the Lord to be salutarily expedient. For this reason, Charles, cardinal of Lorraine, and Charles, duke of Lorraine and Bar, have decreed, with the authority of the Apostolic See nonetheless assenting, to erect in the town of Pont-à-Mousson in the diocese of Metz one University of diverse sciences and a college of the Society.
2 § 1. A petition was indeed recently presented to us on behalf of our beloved sons, Charles, cardinal of the title of St. Apollinaris, presbyter, called of Lorraine, and the noble man Charles, duke of Lorraine and Bar, containing that formerly, when Charles the cardinal, who is our and the Apostolic See's legate a latere in the duchies of Lorraine and Bar, and by reason of the church of Rheims, which he is known to preside over by apostolic dispensation, is duke of Rheims and first peer of France, and who is also perpetual administrator of the church of Metz in spiritual and temporal matters by appointment of the said See, and likewise Charles the aforesaid duke, moved by pious meditation, had considered that the evil of heresy was spread far and wide everywhere, and what great inconveniences and damages it had brought upon the whole world, and that no safer and stronger remedy could be brought to bear upon it unless everywhere on earth assemblies of learned men were erected, who, imbued with sound doctrine, would teach the Catholic discipline to the peoples near them, by which they might both benefit themselves and, with heresies expelled, be able to confirm others in the true faith, moved by such reverence toward God and led by fervent charity toward their neighbor, they decreed in the town of Pont-à-Mousson, in the diocese of Metz, under the dominion of the aforesaid Charles the duke, to erect one University of diverse sciences and arts, in which continuous lectures in theology, both laws, medicine, and philosophy would be held, and also there, so that that University might profit by greater increases, to erect and institute also one college of regular priests of the Society of Jesus, to the effect that the youth of those parts might be instructed not only in doctrine, which is the principal way to living well and blessedly, but also in good morals and examples, if our authority and that of the aforesaid See should intervene in this matter.
3 § 2. Wherefore, on behalf of the same Charles, cardinal and legate, and Charles, duke, it was humbly supplicated to us that we should deign, by apostolic benignity, to dismember and separate in perpetuity from the same preceptory and hospital and their Order and superiority the house of the preceptory and hospital of St. Anthony of the Order of St. Augustine of the said town and their precincts, and a thousand gold crowns in gold as annual revenue from the monastery of St. Gorgon of the Gothic Order of St. Benedict, of the said diocese, or from its conventional table and the claustral offices of the same monastery, and from those dependent upon it and the priories united to it; and to grant, apply and appropriate the same thus dismembered and separated to the same Society of Jesus, to the effect that the same priests in the said dismembered house and precincts may be able to erect, receive, govern, visit and correct one college according to their institutes, for the endowment of that college and the sustenance of the persons of the Society itself, who shall teach the humanities, grammar, philosophy and theology; and likewise to reserve, constitute and assign to the same college an annual pension of another fifteen hundred similar crowns, namely five hundred upon the table of the bishop of Metz, and the remaining thousand upon all and singular the fruits, revenues and proceeds of the conventional or abbatial tables of whatever monasteries and priories of any Order existing in the dioceses of Metz, Toul and Verdun, even in perpetuity, until the bishop of Metz and the abbots, prioresses or commendataries of the said monasteries shall have procured that some simple ecclesiastical benefices, subject to their collation or other disposition, whose annual value shall constitute the said sum of a thousand crowns, be united to the said college for the extinction of such pension, to be paid according to the proportion of the faculties of each, and according to the partition to be made by the same Charles, cardinal, and our venerable brothers the bishops of Verdun and Toul; and to erect and institute in the said town a University of general study, and otherwise to provide and ordain opportunely in the premises, if we should deign so to do.
4 § 3. We therefore, who formerly among other things desired that those seeking ecclesiastical benefices should be bound to express their annual value according to the aforesaid estimation, and also that of the benefice to which another was sought to be united, otherwise the union would not be valid, and that there should always be a commission in unions to the parties, with those interested being called; and we who this day have, for expressed causes, reduced the aforesaid monastery of St. Gorgon, with regularity and every regular status and observance therein completely and entirely suppressed, to secularity by our other letters, as is more fully contained in those; considering that through the study of letters the salvation of souls is consulted, and other spiritual and temporal goods come to the world, greatly commending in the Lord the pious and praiseworthy decree of Charles the cardinal legate and Charles the duke aforesaid; and absolving the same Charles the duke from any excommunication, suspension and interdict and other ecclesiastical sentences, censures and penalties, whether by law or by man, imposed on any occasion or cause, if he is bound by any of them in any way, to the effect of obtaining the present matters only, and holding him to be absolved, and also having the tenor of the suppression of the said monastery expressed in these presents, inclined to these supplications, by apostolic authority, by the tenor of these presents, we perpetually dismember and separate from the preceptory and hospital of this kind and their precinct, together with the garden, garden plots and other things lying around adjacent, belonging and pertaining legitimately to this preceptory and hospital, provided that the modern preceptor of this house and those of the same shall give their assent to this, from the same preceptory and hospital and their Order and superiority, but from the monastery of St. Gorgon or its conventional table and its regular offices and those depending on it and the priorates united to it aforesaid, the annual income of the aforesaid thousand and five hundred scudi, and we separate and dismember it, and thus dismembered and separated we grant, apply and appropriate it to the said college of the Society of Jesus, to the effect that the priests of this Society may therein erect one college, according to their customs and institutes, and with all and singular the usual privileges, and may be able and have power to rule and govern it by themselves and to visit and correct it; and Charles the cardinal and legate, as well as Charles the duke, shall be bound to provide a suitable and convenient place and habitation, and to furnish the necessary and customary furnishings according to the use of colleges, for the endowment of that college, as well as for the sustenance of the persons of this Society, who shall teach the humanities, grammar and philosophy and theology, we grant, apply and appropriate. Furthermore, so that the said college may bear greater fruits in the vineyard of the Lord, the more it shall be supported by greater resources, we reserve, constitute and assign to the same college a free annual pension, immune and exempt from the thousand and five hundred similar scudi, namely five hundred on the aforesaid table of the bishop of Metz, and the remaining thousand on all and singular the fruits, revenues and proceeds of whatever monasteries and priorates, of whatever Order existing, and situated in the Metz, Toul and Verdun dioceses aforesaid, or their abbatial or conventional tables, even if other annual pensions assigned to others exist on them, to be paid by the same Charles the cardinal and legate and by the bishop of Metz for the time being and the beloved sons, the individual abbots and prioresses or commendataries of the monasteries and priorates themselves and their convents, in each year, in the place and at the terms to be fixed by the same Charles the cardinal and legate, by himself or another, to the college itself and to its persons or their proctor having special mandate from them for this, perpetually, so long as the bishop of Metz and the abbots and priors or commendataries aforesaid shall have procured to be united to the said college sufficiently and with effect, for the extinction of this pension, some perpetual simple ecclesiastical benefices, to their collation, provision or any other disposition pertaining and belonging, whose annual value together constitutes the aforesaid sum of a thousand scudi, according to the proportion of each one's faculties, and according to the partition or convenient division to be made by Charles the cardinal and legate and the bishops of Verdun and Toul aforesaid, to be paid in full each year, provided that the assent of Charles the cardinal and legate and of all and singular the monasteries and priorates obtaining these shall be obtained.
5 § 4. And moreover, that in the said college of Lecce the presbyters of the aforesaid most full [Society], and him according to the prescribed [statutes] of the said Society and its form, in the number of men, in each of their colleges, even the most ample ones, and to which famous Universities are annexed, let them at least complete the number of seventy persons of the same Society; in that place also let there be four professors of theology, of whom one shall expound sacred scripture, two others scholastic theology, the fourth cases of conscience, each with one daily lecture, and three regents of philosophy, each of whom shall read two lectures daily: yet in such order being observed, that in every three-year period the complete course of philosophy be finished, and in every year one begin, another end; likewise two lectures of rhetoric, ordinary ones on each day, one of each of the humanities, and three other grammar classes be instituted; moreover two lectures of Greek, one in the interpretation of some author, the other in the instruction of grammar be held; one likewise of Hebrew letters, and another of mathematical lectures be read daily there, we decree. In that same town a University of general study under the invocation [of Christ], to be chosen through Charles the cardinal and legate and Charles the duke aforesaid, in the five faculties aforesaid, of which two, namely theology and philosophy, [are] to be directed by presbyters of the said Society, according to their statutes, the remaining three, by their deans, doctors and professors, in the manner of the Universities of Bologna and Paris, and according to their customs and statutes, we erect and institute.
6 § 5. And to those thus erected and instituted, and through persons existing in his office for the time being, to the rector, masters, doctors, lecturers, preceptors, scholars, faithful [servants], messengers and officials and persons, as well as members and subjects, that to all and each the privileges, indults, liberties, immunities, exemptions, favors, graces, prerogatives, honors and precedences of the Universities of Bologna and Paris aforesaid and of those existing for the time being in them be granted;
7 to rectors, masters, doctors, lecturers, preceptors, scholars, procurators, beadles, messengers and other officials and persons, as well as members and subjects in general, both by apostolic authority and otherwise by imperial and royal authorities or otherwise in any manner whatsoever granted or legitimately prescribed, or to be granted and prescribed in the future, and which they and those enjoy, possess and have, and to use, possess and enjoy, to use, possess and enjoy.
8 § 6. Likewise to those who in any University have begun to study the aforesaid disciplines and faculties and insignia of degrees, [let them] continue their study in it, and who in the said thus erected [University] or in any other faculty in any other University for the due time shall have studied, and who shall be found competent in science and morals, in the arts and medicine and philosophy and theology as well as in the laws and other faculties aforesaid, baccalaureate, even formal, and licentiate and laurea, as well as doctorate and mastership and whatever other customary degrees from the rector of this University or from the lecturers in the sciences in which they are to be promoted for the time being or other persons, to be appointed and constituted by the said Charles cardinal and legate in and for the time or in perpetuity, and in other manner and form to be determined by him, receive, and the customary insignia of those degrees be exhibited to them, and after they shall have received such degrees and their insignia, let them read and interpret the faculties in which they shall have been promoted and dispute in them, as well as exercise whatever acts befitting the degree or degrees received by them, and all and each of the other privileges, graces, favors, prerogatives and indults, by which others in the Universities of Bologna and Paris aforesaid, according to their constitutions and customs, promoted to those degrees use, possess and enjoy by right or custom or otherwise, and to use, possess and enjoy, as is aforesaid, in any manner whatsoever in the future, use, possess and enjoy in all things and in all respects, just as if such degrees in the aforesaid Universities of Bologna and Paris and in any other Universities whatsoever, according to their constitutions and customs, they had received.
9 § 7. Likewise to the same Charles cardinal and legate, and through himself or others whom he shall see fit to appoint, and, if it shall seem good to him, with the bishops of Metz, Verdun and Toul called in, for the salutary direction and preservation of the said University thus erected, and for the institution and election of rectors, masters, doctors, readers, teachers, procurators, beadles, messengers and other officials of this kind and any other provision, and the maintenance of schools, yet as regards the theology and philosophy of the same college, together with the humanities, as well as promotions in the said faculties and the discipline of life and studies of the scholars dwelling there for the time being, and the correction, admission and dismissal of scholars, as well as the governance or administration and the form of literary policy, according to the statutes and institutes of the aforesaid Society, existing for the time being, reserved to the rector of the same college and the superiors of the Society itself; and in all the foregoing and the following matters and in all respects, the exemption and integrity of persons, goods and exercises of this Society being preserved and maintained, as well as regular observance, to make, issue and, according to the quality and variety of things, times and persons, correct and reform whatever statutes and ordinances are lawful and honest and not contrary to the sacred canons, or to annul them and enact others anew, and to impose whatever penalties upon their observance, and judgment ought to be rendered according to their disposition; and whatever faculty granted to Charles cardinal for the governance of this Study by the statutes, if anything contrary to these shall happen to be attempted by any authority, knowingly or unknowingly, we decree to be null and void.
10 § 8. Likewise over all and each of the jurisdiction of the said University the rector and masters, and each and every person, doctors, readers, teachers and scholars and procurators, beadles, messengers and other officials and subordinate persons, both secular and of whatever regular Orders, of whatever status, degree, order, dignity and pre-eminence they may be, even if exempt and subject immediately to the Apostolic See or to another prelate, or of another diocese, except the persons of the Society itself, we grant full civil, criminal and mixed jurisdiction by the apostolic authority aforesaid to exercise, visit, reform and correct, and to punish and chastise those who err.
11 § 9. Likewise to elect the rector, masters, doctors, readers, teachers and scholars and procurators, beadles and other officials of this kind of the University itself, or to commit their elections to others, and to confirm and approve them freely and lawfully after they have been made, through himself or another or others appointed for this by the same Charles cardinal and legate, we grant and hereupon indulge.
12 § 10. Decreeing the present letters under this institution with whatever revocations, alterations, preservative clauses...
13 suspensions, limitations, even if special and specific mention be made of the present letters and their whole tenor and date, to be in no way included, but, those and whatever other things contrary notwithstanding, to persist in their strength, force and efficacy, and as often as those shall be issued, so often to be restored to their pristine state, replaced and fully reintegrated, and anew to be chosen under whatever date by the said Charles cardinal and legate and Charles duke, granted; and thus to be of our unchangeable will and intention and to be, and the same present letters at no time ever to be noted with the vice of subreptitiousness or obreption, or of our intention or any other defect whatsoever, or to be brought into question or controversy by whatever reason or cause, even a reasonable one, and the cause or causes on account of which the foregoing was done to be in no way verified before whatever ordinaries of places, even as delegated from the aforesaid See, nor therefore, or because those claiming interest were not called, to be presumed to have been obtained by subreptitiousness, and to lack force on that account.
14 § 11. And thus in all the foregoing and in each and every matter by whatever judges and commissioners, exercising any authority, even auditors of causes of the Apostolic Palace, and cardinals of the same Holy Roman Church, the faculty and authority of judging and interpreting in any other way being taken away from them and from each of them, judgment ought to be rendered; and whatever shall happen to be attempted contrary to these by anyone, by whatever authority, knowingly or unknowingly, to be null and void.
15 § 12. Likewise the aforesaid Charles, cardinal and legate, and the Bishop of Metz or his perpetual administrator for the time being, as well as the abbots, priors or commendatories of the said monasteries and priories and their convents, shall be effectively bound to the complete payment of the aforesaid pension to the same college, according to the tenor of the aforesaid reservation, constitution and assignment; and we, willing and by the same authority decreeing that whoever among Charles the cardinal and legate and the Bishop or administrator of Metz, as well as the aforesaid abbots and priors or commendatories and convents, shall not pay with effect the aforesaid pension due from them in the said terms or at least within thirty days immediately following each of them, after those days have elapsed, to Charles the cardinal and legate or the Bishop or administrator of Metz, even if the cardinal or
16 Executors of this Constitution are appointed;
17 the prelate be, the abbot and prior or commendatory of this kind shall be under interdict from entering the church. But if the abbot and prior or commendatory be inferior to the cardinal and prelate, or if they be the convent, they shall incur the sentence of excommunication, the relaxation of which interdict the interdicted, and the excommunicated from the sentence of excommunication of this kind the benefit of absolution, until the college or the aforesaid proctor shall have been fully satisfied concerning the aforesaid pension then due or otherwise shall have been amicably reconciled with the college or proctor of this kind, except when constituted in the article of death, shall not be able to obtain. But if for six months the aforesaid thirty days immediately following shall remain under interdict, the excommunicated moreover shall have sustained the sentence of the aforesaid excommunication with hardened mind, which God forbid, then after those months have elapsed, the interdicted shall be suspended from the governance and administration of the church and monastery and priory of this kind, the excommunicated moreover shall be perpetually deprived of the aforesaid monastery and priory, and its commenda shall cease and, that ceasing, the monastery and priory of this kind shall be deemed vacant by that very fact.
18 § 13. Wherefore we command our beloved sons the Bishops of Verdun and Toul and Metz that they themselves or two or one of them, by themselves or through another or others, solemnly publishing the present letters and whatever is contained in them, wherever and whenever it shall be necessary, and as often as they shall be required on behalf of Charles the cardinal and legate, and Charles the duke, as well as the college and the aforesaid persons thereof or any of them, assisting them and each of them with the protection of effective defense in the aforesaid matters, shall cause these present letters and the contents thereof to be inviolably observed by our authority, and shall permit those whom the said letters concern to peacefully enjoy and possess all and singular the aforesaid matters, and the aforesaid pension to be paid in full to the college or proctor according to the tenor and content of the aforesaid reservation, constitution, assignment and decree, not permitting them or any of them to be unduly molested, disturbed or disquieted in any way whatsoever by anyone. And nevertheless, let each one of Charles the cardinal and legate and the Bishop or administrator of Metz, and the aforesaid abbots and priors or commendatories and convents, whom it shall be established has incurred the sentences of interdict and suspension or excommunication and the penalty of privation of this kind, as often as they shall be required on this matter on behalf of the aforesaid college, so long on Sundays and other feast days in churches, when the greater multitude of the people shall have gathered for divine services, publicly announce the interdicted and suspended or excommunicated and deprived respectively and cause them to be announced by others, and cause the excommunicated to be strictly avoided by all, until the college or the aforesaid proctor shall have been fully satisfied concerning the said pension then due, and the same interdicted and suspended shall have merited to obtain the relaxation of interdict and suspension, or the excommunicated from the sentence of excommunication of this kind the benefit of absolution. We shall restrain any contradictors whatsoever and rebels and those not complying with the aforesaid matters, if they be cardinals or prelates, by our authority; but if they be inferior to a cardinal or prelate, by sentences and censures and ecclesiastical penalties and other appropriate remedies of law, appeal being set aside; and, with legitimate proceedings to be held on these matters being observed, declaring them to have incurred the aforesaid sentences, censures and penalties, and even aggravating them by repeated instances, invoking also to this end, if it shall be necessary, the aid of the secular arm.
19 § 14. Notwithstanding our aforesaid prior will and all decrees of the Lateran Council, most recently celebrated, which prohibit perpetual unions except in cases prescribed by law, nor that of our predecessor of happy memory, Pope Boniface VIII, even that which provides that no one be summoned to judgment outside his own city or diocese except in certain excepted cases, and in those not beyond one day's journey from the end of his diocese, or that judges appointed by the aforesaid See presume not to proceed outside the city or diocese in which they were appointed, against anyone, or to commit their office or authority to others; and the two days' journey established in the general council, provided that no one be drawn to judgment beyond three days' journey by authority of these presents, and other apostolic constitutions, as well as those issued in provincial and synodal councils, general or special; and the statutes and customs of the Church of Metz and of the monasteries, priories and Orders and Universities aforesaid, strengthened by oath, apostolic confirmation or any other firmness; privileges also, indults, exemptions and immunities and apostolic letters, granted to those and their superiors, convents and persons, under whatsoever tenors and forms, and with whatsoever, even derogatory clauses derogating from derogations and other more efficacious and unusual clauses, irritant and other licenses, in general or in particular, even consistorially, in whatsoever manner granted, and also approved and renewed repeatedly. All of which, even if, for their sufficient derogation, otherwise special, specific, express and individual mention of them and their whole tenors word for word, and not by general clauses importing the same, or any other expression should be had, or some other exquisite form to be observed for this were required, we, having these tenors as if word for word, nothing whatsoever omitted, and the form transmitted in them observed, inserted in these presents, as sufficiently expressed, those otherwise remaining in their force, on this occasion only, specially and expressly derogate, notwithstanding anything to the contrary. Or if to Charles the cardinal and legate and bishop or administrator of Metz, and to the abbots, priors or commendataries and convents aforesaid or to any others whatsoever, commonly or severally, it has been indulted by the same See that they be in no way bound to the payment or discharge of any pension, and to be compelled to it, or that they cannot be interdicted, suspended, or excommunicated by apostolic letters not making full and express and word-for-word mention of this indult, and by whatsoever other privileges, indulgences and apostolic letters, general or special, of whatsoever tenor they may be, by which, not expressed in these presents or not wholly inserted, their effect may be hindered in any way or deferred, and of which and of all their tenors special mention should be had in our letters.
20 § 15. Let no one whatsoever be permitted to infringe this page of our absolution, discharge, penal remission, separation, concession, application, appropriation, reservation, constitution, assignment, statute, election, institution, indult, decree, will, mandate and derogation, or to dare to contravene it with rash presumption. If anyone...
21 Given at Rome at St. Peter's in the year of the Lord's Incarnation one thousand five hundred seventy-two, on the nones of December, in the first year of our pontificate. Dat. 5 Dec. 1572, pontif. year 1.
CIAXXTI.
Traduzione automatica, non rivista. Fa fede il testo originale.