Enciclopedia Cattolica vol. XII, 1954 Storia, storici e biografie varie Trattazioni storiche

WESTFALIA, PACE DI

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VESTFALIA rimanda qui.

Noto anche come: tedesco: Westfälischer Friede; inglese: Treaties of Westphalia; spagnolo: Paz de Westfalia; francese: Paix de Westphalie; Pace di Vestfalia; latino: Pax Westphalica

WESTFALIA, PACE DI. - Complesso di trattati internazionali e di disposizioni interne del Regno di Germania (da questo tempo detto più generalmente Corpus Germanicum) che hanno concluso la rovinosa e complessa guerra dei Trent'anni (v.).

Essa fu il risultato insieme della stanchezza dei belligeranti, dei mutamenti di persone o d'indirizzo tra i dirigenti della loro politica, della pazienza ed abilità delle due potenze mediatrici, il Papa e Venezia, attraverso le quali si svolsero le trattative verbali e scritte i rispettivamente attraverso il nunzio Chigi con la Francia e con le potenze cattoliche, e attraverso l'ambasciatore veneto Contarini con la Svezia e con i protestanti. Il loro inizio risale al 1641, vivente ancora il Richelieu (preliminari di Amburgo); ma le trattative vere e proprie si svolsero dall'apr. del 1645 in sedi separate, rispettivamente a Münster (imperiali, Francia, Olanda, Spagna, ecc.) ed a Osnabrück (imperiali, Svezia, principi protestanti tedeschi), soprattutto per eludere il conflitto di precedenza tra Svezia e Francia. Si ebbero così due trattati: l'Instrumentum pacis Osnabrugense (8 ag. 1648) e l'Instrumentum pacis Monasteriense (17 sett. 1648) firmati assieme a Münster il 14-24 ott. 1648. Fin dal 30 genn. 1648 la Spagna però aveva concluso a Münster la pace con le Province unite d'Olanda riconoscendole come Stato indipendente con i territori in loro possesso nelle Indie orientali ed occidentali. Nei detti trattati si possono distinguere tre gruppi di disposizioni in rapporto al triplice carattere delle guerre a cui intendevano mettere fine: a) clausole territoriali; che trasferivano territori tedeschi ai vincitori e stabilivano compensi di equilibrio; b) clausole politico-germaniche che consolidavano la quasi indipendenza dei principi tedeschi rispetto all'Imperatore e modificavano la struttura interna del Regno di Germania; c) clausole religioso-chiesastiche di conferma e ampliamento delle disposizioni della Pace d'Augusta del 1555.

a) Dal punto di vista territoriale la Svezia ottenne la Pomerania occidentale; la Francia la conferma del territorio dei tre vescovati di Metz, Toul e Verdun (già ottenuti nel 1555) e l'acquisto dell'Alsazia sul medio Reno, nonché della fortezza di Pinerolo nel Piemonte; il territorio dell'Olanda, riconosciuta in Stato indipendente protestante, venne staccato dal Regno di Germania; b) nell'ambito germanico i principi ottennero il diritto di allearsi tra loro e con Stati di fuori, purché non contro l'Imperatore; venne reintegrato nella dignità elettorale il conte palatino, secondo la richiesta dei protestanti, ma conservata tale dignità al duca di Baviera, con una parte del Palatinato (sumentando così gli elettori da 7 ad 8); alla Dieta fu attribuito potere sovrano in materia di pace, guerra, imposte ed esercito, con un ulteriore svuotamento dell'autorità imperiale; all'elettore di Brandenburg Federico Guglielmo di Hohenzollern vennero concessi indennizzi territoriali nella Pomerania orientale, sull'Elba e sul Reno con ulteriori secolarizzazioni di Stati ecclesiastici (esso era diventato di fatto il capo del Corpus evangelicorum). c) Particolarmente notevoli le clausole ecclesiastiche, per le conseguenze che lo virtù di esse ebbe la P. di W. sulla Chiesa cattolica in Germania. Innanzitutto esse disposero una larga secolarizzazione di beni ecclesiastici quale indennizzo di spese di guerra o di perdite territoriali. Così la Francia ebbe i vescovati lorenesi nominati; la Svezia Brema e Werden; l'Assia-Cassel, tra l'altro, la ricca abbazia di Hirschfeld ed una grossa somma a carico di vescovati renani; il Mechtemburgo i vescovati di Schwerin e di Ratzeburg e commende di Cavalieri di s. Giovanni; ben quattro vescovati il Brandenburg; minori territori il Braunschweig-Lüneburg. Nei vescovati secolarizzati - disposizione singolare - i Capitoli cattedrali dovevano persistere, attribuendo però le prebende a canonici protestanti. In secondo luogo venne nuovamente regolato l'esercizio della religione. La libertà religiosa concessa nella Pace d'Augusta ai luterani fu data pure ai calvinisti; quale « annus normalis », decisivo per la legittimità del possesso e dell'esercizio della religione delle confessioni, venne stabilito non più il 1552 (pace d'Augusta), ma il 1624 (escludendone però da una parte i territori ereditori degli Asburgo, e anticipandolo dall'altra al 1618 per il Palatinato, Baden, Württemberg). Venne riconfermato il « reservatum ecclesiasticum », ma insieme il diritto dei principi di riformare i loro territori, salvo quello dei sudditi alla libertà religiosa, se goduta nel 1624. Venne infine accentuata l'eguaglianza delle confessioni nella composizione dei tribunali e delle deputazioni dell'Impero. Nelle Diete le questioni di religione dovevano essere deferite a delegazioni delle parti (Corpus catholicorum, Corpus evangelicorum) e non oggetto di delibere a maggioranza.

Tale pace segna nel campo politico internazionale l'inizio del sistema dell'equilibrio con la sconfitta dei tentativi egemonici di casa d'Asburgo nell'interno della Germania ed in Europa; nel campo ecclesiastico l'umilazione del Papato che vide Stati cattolici diaporre dei beni ecclesiastici senza il suo consenso (la protesta di Innocenzo X con la bolla Zelo domus Dei del 26 nov. 1648 non trovò ascolto) e l'indebolimento politico-territoriale della Chiesa tedesca; nei rapporti tra le Chiese in Germania l'instaurazione del principio della parità, destinato a influenzare profondamente ed a lungo il diritto ecclesiastico di quel territorio.

Bibliografia8 opere
BIBL.: testo in J. Dumont, Corps universel diplomatique, I e II, L'Aia 1726-31; id., Négoitations secrètes touchant la Paix de Münster et Osmabruck... depuis leur commencement..., 4 voll., ivi 1725-26; anche in F. Philippi, Der westfälische Friede, Münster 1898 e in H. G. von Meiern, Acta pacis Westphaliaca publica, Hannover 1734-36. Studi: A. Rapisardi-Mirabelli, Le Congrès de Westphalie, Leida 1926; Pastor, XIV, pp. 1, 73-102; F. Kopp-E. Schulte, Der westfälische Friede, Monaco 1940; Th. Heinemann, Frankreich und der Geist des westfälischen Friedens, Stoccarda 1941; Brausbach, Der westfälische Friede, Münster 1948; J. J. Poelhekke, De Vrede van Münster, s'Gravenhage 1948.

Mario Bendiscioli

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Di Mario Bendiscioli

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. XII (1954), coll. 1673–1675.

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Altre voci di Mario Bendiscioli: WORMS · ZWICKAU, PROFETI DI · ZWINGLI, HULDRYCH · UNIONE (PROTESTANTE) · TUBINGA

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Bendiscioli, Mario. “Westfalia, pace di.” In Enciclopedia Cattolica, vol. XII, coll. 1673–1675. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1954. https://azioneromana.com/it/article/westfalia-pace-di.

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Bendiscioli, Mario. “Westfalia, pace di.” Enciclopedia Cattolica, vol. XII, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1954, coll. 1673–1675. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/westfalia-pace-di.

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