Enciclopedia Cattolica vol. I, 1948 Liturgia Argomenti vari

ANELLO

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ANNULUS (ANULUS) PISCATORIS rimanda qui.

ANELLO - Mani giunte con a., dipinto di G. Bellini (sec. XV). Ravenna coll. Cavalli.
ANELLO - Mani giunte con a., dipinto di G. Bellini (sec. XV). Ravenna coll. Cavalli.
ANELLO - A. devozionali dei secc. XIV-XVI.
ANELLO - A. devozionali dei secc. XIV-XVI.
ANELLO del Pescatore - Particolare del sigillo segreto di Clemente VII, antipapa - Museo Sacro della Biblioteca Vaticana.
ANELLO del Pescatore - Particolare del sigillo segreto di Clemente VII, antipapa - Museo Sacro della Biblioteca Vaticana.

ANELLO. - Non si può determinare con certezza quando l'a. assunse nella Chiesa il significato di autorità, di dignità e di preminenza che lo fece riservare ai soli prelati e vietare al semplice clero: tanto più che non è facile, dai documenti che abbiamo, distinguere sempre l'a. sigillare dall'a. di dignità. Certo è che alla fine del sec. VI già si aveva, nella cerimonia della consacrazione dei vescovi, la formula per la benedizione e la consegna dell'a. episcopale, come leggiamo nel Pontificale di Salisburgo, ca. l'anno 600. Il can. 28 del Concilio IV di Toledo (633) enumera l'a. fra le insegne del vescovo; ed i pontificali dei secoli seguenti stabiliscono che l'a. deve portarsi nel dito anulare della mano destra, e che si deve dare al consacramento prima del pastorale. Riservato così l'a. ai soli prelati, secondo le loro varie dignità, si ebbero vari a., di cui si dà una breve enumerazione.

1. GLI A. DEL SOMMO PONTEFICE

Il Papa ha tre a. distinti: l'a. (v. sotto) del Pescatore (piscatorio), l'a. pontificale, l'a. ordinario.

A. pontificale. - È simile all'a. che prendono i vescovi quando pontificano, ma è molto più ricco. Il Pontefice lo riceve dal cardinal vescovo assistente secondo le cerimonie proprie della Messa papale.

A. ordinario. - Come i vescovi, il Papa porta abitualmente l'a. alla mano destra. Il Venerdì Santo per la Messa dei presantificati il Papa si reca in cappella senza a. in dito e senza dare la benedizione: ciò deve anche osservarsi da tutti quelli che ne hanno l'uso, in segno di lutto per la morte del Signore.

2. A. CARDINALIZIO

È quello che i cardinali ricevono nel concistoro segreto, come distintivo della loro dignità, quando il Papa assegna ad essi i titoli delle chiese. Consiste in un cerchio d'oro con uno zaffiro sotto la cui legatura vi è in smalto lo stemma del Pontefice. Non se ne conosce l'origine, ma già si trova menzionato nel sec. XII.

3. A. VESCOVILE

I vescovi hanno due a.: quello pontificale, per le funzioni solenni; e quello ordinario, che consiste in un cerchio d'oro con pietra circondata di brillanti.

Sono concessi 50 giorni di indulgenza (S. Uff., 18 apr. 1909) a chi bacia l'a. di un cardinale o di un vescovo.

4. A. DEGLI ABATI e PRELATI «NULLIUS»

Il can. 325 del CIC concede agli abati nullius il privilegio di portare ovunque un a. con unica gemma, che viene dato ad essi, come anche agli altri abati regolari, nella solenne benedizione che ricevono. Si crede che la prima concessione risalga alla fine del sec. X.

5. A. DEI PRELATI INFERIORI

Il motu proprio Inter multiplices di Pio X (21 febbr. 1905) regola in maniera definitiva l'uso dell'a. per protonotari apostolici. Solo i protonotari partecipanti possono ovunque e sempre portare l'a. con unica gemma: i soprannumerari e quelli ad instar participantium possono usare l'a. nelle sole funzioni pontificali. I protonotari onorari non hanno l'uso dell'a.

Il CIC (can. 136, § 2) vieta l'uso dell'a. a tutti i chierici che non ne abbiano per legge o per indulto apostolico il privilegio. L'indulto apostolico è, in ogni caso, necessario per portare l'a. durante la celebrazione della Messa, a meno che non si tratti di un cardinale, di un vescovo o di un abate benedetto (can. 811, § 2).

6. A. DEI DOTTORI

Eugenio III, che istituì i gradi accademici, concesse ai dottori ritualmente creati l'uso dell'a. con una sola gemma. Analoga disposizione si trova nel can. 1378 del CIC.

7. A. NUZIALE

Si dà dallo sposo alla sposa nell'atto della celebrazione del matrimonio, e viene benedetto per la mistica significazione che deve avere: segno del mutuo amore e pegno di indissolubile unione.
Il suo uso passò nella liturgia cristiana dall'antichità
romana.

ANELLO del Pescatore - Sigillo di Niccolò III. Museo Sacro della Biblioteca Vaticana.
ANELLO del Pescatore - Sigillo di Niccolò III. Museo Sacro della Biblioteca Vaticana.
ANELLO - A. papali del Rinascimento.
ANELLO - A. papali del Rinascimento.(da Dalton, Catalogue of the finger rings)
Bibliografia3 opere
BIBL.: F. Liceri, De annulis antiquis, 2ª ed., Udine 1645; J.-A. Martigny, Des anneaux chez les premiers chrétiens et de l'anneau épiscopal en particulier, Mâcon 1858; M. Deloche, La port des anneaux dans l'antiquité romaine et les premiers siècles du Moyen-âge, in Mém. Acad. Inscript, 33 (Parigi 1896).

Enrico Dante

A. DEL PESCATORE

È usato come sigillo nei brevi
pontifici, di cui costituisce una delle principali caratteristiche, e in altri atti redatti dai segretari apostolici,
come le cedole e le sentenze concistoriali. Il nome deriva
dalla figura dell'impronta, che rappresenta s. Pietro
pescatore.

La sua origine si ricollega con l'origine stessa dei brevi.
La prima menzione si trova in due lettere di Clemente
IV del 1265 e del 1266 (Potthast, 1905; e 1938) come
sigillo segreto usato nelle lettere di carattere privato in luogo
della bolla plumba, che era il sigillo ufficiale e solenne.
Il primo esemplare è costituito da un sigillo di Niccolò III
(1277-80) in cera rossa, di forma ovale, alto circa cm. 2,5,
appeso ad un reliquiario del Sancta Sanctorum al Laterano,
ora conservato nel Museo Sacro della biblioteca Vaticana;
in esso si scorge un giovane imberbe in piedi, che sorregge
una canna da pesca con un pesce all'estremità della lenza, ed intorno si legge: † SECRETUM NICOLAI PP. III.

Illustration

Tuttavia fino al pontificato di Niccolò V il sigillo segreto non portò sempre la figura del pescatore: l'a. d'oro
dell'antipapa Clemente VII (1378-94) conservato pure
al Vaticano, porta il suo stemma sormontato dalla tiara
e dalle chiavi; e il sigillo di Eugenio IV (1431-47) usato
in alcuni brevi presenta le teste dei Principi degli Apostoli
(«anulus capitum Principum Apostolorum»). Nei brevi di
Bonifacio IX (1389-1404) l'a. piscatorio è detto «anulus
fluctuantis naviculæ».

Con Niccolò V (1447-55) il tipo divenne costante: ovale
impresso su cera rossa, alto circa 2 cm., con la figura di s. Pietro chino nella navicella in atto di tirare la rete, e
nel cielo il nome del Papa seguito dal numero ordinale.
Intorno alla cera (tranne nella parte inferiore) era attaccata una treccia di pergamena per proteggere il sigillo dallo
strofinio.

Nel 1842 il sigillo di cera aderente è stato sostituito
da un timbro rosso rotondo, che conserva la rappresentazione dell'a. piscatorio.

Bibliografia2 opere
BIBL.: K. A. Fink, Untersuchungen über die päpstlichen Breven des 15. Jahrhunderts, in Römische Quartalschrift, 43 (1935), p. 80 seg., dove è riportata la bibliografia precedente, tra cui v. specialmente F. Cancellieri, Notizie sopra l'origine e l'uso dell'a. piscatorio, Roma 1828; Ed. Watterton, On the Annulus piscatoris or Ring of the Fisherman, in Archaeologia, 40 (1866), pp. 138-42. Giulio Battelli

A. NELL'ARTE

All'avvento del cristianesimo i
simboli e le figurazioni pagane che ornavano il sigillo
cedono il posto ad altre di soggetto sacro che sono in
stretto rapporto con il repertorio iconografico delle
catacombe; nella massima parte degli esemplari - interessante per varietà di tipi la raccolta del British
Museum di Londra - l'esecuzione è piuttosto sommaria e rozza. L'a. del vescovo trae origine dalla necessità che egli aveva di apporre il proprio sigillo ad
atti ufficiali; in processo di tempo acquista il significato di suggello della vera fede e diviene simbolo di
unione fra il pastore e la sua diocesi. Già nel sec. VII
era in Spagna un normale attributo vescovile e tale
divenne in Francia nel IX e poco più tardi in tutte le
altre regioni dell'Occidente. In relazione col nuovo significato e col diverso orientamento del gusto, al sigillo inciso si sostituì di regola il castone con una
pietra colorata talvolta incisa; non di rado vennero
usati anche cammei o pietre lavorate dell'antichità pagana. Durante il Rinascimento l'a. raggiunge un elevato grado di arte anche per l'unione di varie tecniche
come il niello e lo smalto; più massiccio nel castone
appare durante l'età barocca. Merita particolare menzione l'a. piscatorio la cui forma è invariata almeno
dal sec. XV; è un a. generalmente di bronzo dorato
con cristallo di rocca inciso con la rappresentazione
della navicella e il nome del Pontefice che di esso
si serve per apporre il sigillo ai brevi; subito dopo la
morte viene distrutto.

Bibliografia3 opere
BIBL.: E. Molinier, Histoire générale de l'art appliqué à l'industrie, I, Parigi 1902; H. Leclercq, s.v. in DACL, J. coll. 2174-2223; O. M. Dalton, Catalogue of the Early Christian Antiquities in the British Museum, Londra 1911, pp. 1-33.

Guglielmo Matthae

Informazioni sulla voce

Di Enrico Dante, Giulio Battelli, Guglielmo Matthiae

Fonte Enrico Dante: firma a stampa; Giulio Battelli: firma a stampa; Guglielmo Matthiae: firma a stampa

Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. I (1948), coll. 1217–1220.

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Dante, Enrico, Giulio Battelli, and Guglielmo Matthiae. “Anello.” In Enciclopedia Cattolica, vol. I, coll. 1217–1220. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1948. https://azioneromana.com/it/article/anello.

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Dante, Enrico, Giulio Battelli, and Guglielmo Matthiae. “Anello.” Enciclopedia Cattolica, vol. I, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1948, coll. 1217–1220. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/anello.

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