MATERNITÀ SPIRITUALE DI MARIA S.ma. - I. IL FATTO. - Che Maria S.ma, oltreché madre naturale di Cristo, l'Uomo-Dio, sia anche madre spirituale di tutti i cristiani membri del corpo mistico di Cristo, è un fatto incontestabile, poiché è nella predicazione del magistero ordinario della Chiesa e nella persuasione di tutti i fedeli. Nelle parole rivolte da Gesù Crocifisso alla Madre e a s. Giovanni: « Ecco il tuo figlio... Ecco la madre tua » (Io. 19, 26), non pochi esegeti, sia antichi che moderni, hanno veduto la promulgazione solenne del fatto della m. s. di M. (ad es., s. Ambrogio, s. Giovanni Damasceno, Giorgio di Nicomedia, Eadmero, Filippo di Harvengt, Ruperto di Deutz, Geroh di Reichersberg). In due strofe di una sequenza latina del sec. XV sulla compassione della Vergine è detto: « La madre è data al discepolo, ed è ciò un gran mistero; sotto il nome di Giovanni, ogni fedele è compreso » (cf. U. Chevalier, Repertorium hymnologicum, I, Lovanio 1802, p. 418, n. 6983).
Anche i romani pontefici, in documenti ufficiali, hanno interpretato in tale senso le parole di Cristo morente. Benedetto XIV, nella bolla Gloriosae Dominae del 27 sett. 1748, affermò che « la Chiesa cattolica, sotto l'illuminazione dello Spirito Santo, ha professato sempre il culto più filiale per la B. Vergine, vedendo in essa la madre più amante, una madre lasciatale dal suo Sposo morente con le sue ultime parole » (Bullarium, II, Prato 1846, p. 428). Leone XIII, nella encicl. Adintricem populi del 5 sett. 1895, ha insegnato esplicitamente che « secondo il senso perenne della Chiesa (« quod perpetuo sensit Ecclesia »), Cristo, nella persona di Giovanni, ha designato tutto il genere umano, specialmente coloro che gli sono uniti mediante la fede » (A. Tondini, Encicliche Mariae, Roma 1950, p. 22). Altrettanto hanno dichiarato Pio VIII, Benedetto XV e Pio XI.
II. NATURA
Quando si asserisce che Maria è madre nostra, non s'intende dire che essa lo sia in senso metaforico, ad es., perché ama come una madre, ma in senso proprio. E neppure s'intende dire che essa sia madre nostra in senso soltanto giuridico, in quanto cioè ci ha adottati per figli, ma realmente, nel senso cioè di una comunicazione diretta di vita. È necessario però tener presente che la vita comunicata direttamente da Maria non è la vita naturale ma quella soprannaturale della Grazia divina, incomparabilmente superiore a quella della natura comunicata direttamente dalla madre terrena.

III. IL FONDAMENTO
La ragione fondamentale di questa maternità soprannaturale è da ricercare nella dottrina del corpo mistico di Cristo. Infatti, per l'Incarnazione nel seno di Maria, il Verbo fatto uomo è diventato capo mistico di tutta l'umanità (che è la sintesi di tutta la creazione) e l'umanità è diventata il suo mistico corpo. Pertanto, generando naturalmente Cristo, Maria generava anche, soprannaturalmente, le mistiche membra di Cristo, ossia tutta l'umanità. Il Capo e le sue membra divennero frutto del seno della Vergine e Maria divenne la madre del Cristo totale, capo e membra: naturalmente madre di Cristo e soprannaturalmente madre di tutte le sue membra mistiche.
È tuttavia da notare che l'universale e soprannaturale maternità di Maria, nel momento dell'Incarnazione e in virtù della medesima, fu soltanto allo stato potenziale (non ancora in actu) poiché soltanto in modo iniziale l'umanità tutta fu allora inclusa in Cristo o, meglio, nella umanità da lui assunta. Questa inclusione potenziale dell'umanità e dei suoi singoli membri diventa attuale, personale, quando i singoli uomini vengono incorporati al Cristo mistico, mediante la fede e il Battesimo, indispensabili al conseguimento della vita eterna (cf. Mc. 16, 15-16; Io. 3, 5-6), poiché fanno di Cristo e di noi una inscindibile realtà soprannaturale, una sola persona mistica. Anche questa generazione soprannaturale attuale dell'individuo alla vita soprannaturale della Grazia divina non avviene che in Maria, mediante l'operazione dello Spirito Santo. Nel Battesimo, infatti, ha luogo in modo attuale per l'individuo ciò che si verificava in modo potenziale, per tutta l'umanità, nell'Incarnazione. Nel Battesimo, la Vergine attua misticamente la sua maternità potenziale.
Oltre a comunicar direttamente, insieme con Cristo, la vita soprannaturale della Grazia, Maria alimenta e sviluppa in ciascuno dei suoi figli questa stessa vita mediante le grazie attuali, le quali passano tutte attraverso le sue mani. Quest'azione materna perdura fino a che l'uomo non abbia raggiunto in cielo la pienezza dell'età di Cristo.
IV. L'ESTENSIONE
Se la m. s. di M. ha il suo fondamento nella nostra incorporazione a Cristo, ne segue che essa si estende tanto quanto si estende in Cristo la sua qualità di capo del suo corpo mistico. Ora, la qualità di capo, in Cristo, si estende a tutte le creature, sia angeli sia uomini, poiché tutti, sebbene in modo diverso, sono mistiche membra di Cristo, e perciò in tutti circola la vita soprannaturale della Grazia divina derivata dal Capo.
Pertanto anche la m. s. di M. si estende a tutte le creature, angeli e uomini, avendo Essa cooperato ad unirle, a incorporarle a Cristo, come membra al capo. Non tutti però lo sono nel medesimo modo e nel medesimo grado. Di alcuni infatti Cristo è capo in atto, di altri è capo soltanto in potenza, e di altri in nessun modo. È capo in atto dei fedeli, peccatori, giusti e beati, ma in grado molto diverso. Dei fedeli peccatori (privi della Grazia, ma uniti a Cristo con la fede) Cristo è capo (e Maria è madre) sotto un certo rispetto soltanto; dei fedeli giusti Cristo è capo (e Maria è madre) sotto ogni rispetto; dei beati poi, sia angeli che uomini, Cristo è capo (e Maria è madre), in modo più eccellente. Cristo è capo in potenza (e la Madonna è madre in potenza) degli infedeli, i quali forse un giorno si uniranno a Cristo con la carità o almeno con la fede. Cristo in nessun modo è capo (e Maria, in nessun modo è madre) di coloro che, sia angeli sia uomini, sono dannati, poiché in nessun modo, né in atto né in potenza sono uniti a Cristo, essendo definitivamente separati da lui.
Bibliografia8 opere
Gabriele Roschini