Enciclopedia Cattolica vol. I, 1948 Gerarchia ecclesiastica Patriarcati, arcidiocesi, diocesi, diocesi soppresse

ALESSANDRIA, DIOCESI DI

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ALESSANDRIA, DIOCESI di. - In Piemonte, alla confluenza della Bormida e del Tanaro, in posizione strategica di grande importanza. A. fu fondata nel 1168, con l'approvazione dei rettori della Lega Lombarda, per deliberazione dei paesi liguri che volevano sottrarsi al giogo del marchese di Monferrato e dei Del Bosco ed ebbe l'appoggio di Alessandro III, da cui prese il nome. Poiché si voleva farne la roccaforte dei guelfi contro Federico Barbarossa, truppe milanesi, cremonesi e piacentine aiutarono e difesero i congiurati liguri contro i disturbatori e Genova stessa porse valido aiuto alla fondazione. Nel 1174 fu assediata dal Barbarossa, ma inutilmente. Sostene lotte vivaci contro i marchesi di Monferrato, riuscendo a sottrarsi durevolmente al loro dominio con la pace del 1306. Nei secc. xiv e xv fu soggetta ai Visconti e dal 1495 alla pace di Cambrai ai Francesi. Passò poi sotto il dominio spagnolo fino al 1706, quando entrò a far parte dei possessi di casa Savoia.

ALESSANDRIA nel 1707 - Le chiese principali. Stampa di J. Leopoldo. - Biblioteca dell'Ist. Naz. d'Arch. e St. dell'arte.
ALESSANDRIA nel 1707 - Le chiese principali. Stampa di J. Leopoldo. - Biblioteca dell'Ist. Naz. d'Arch. e St. dell'arte.(fot. Enc. Catt.)

A. è la più popolosa città del Piemonte dopo Torino, con 270 comuni, ed è capoluogo di una ricca provincia.

La diocesi di A., compresa tra quelle di Casale, Vigevano, Torino, Acqui e Asti, fu creata come suffraganea di Milano verso il 1175. Ne è protettore principale s. Baudolino, eremita vissuto a Villa del Foro. Il suo corpo venne trasportato ad A. quando gli abitanti di Villa del Foro vi si trapiantarono per dar principio alla nuova città, ove fu eretta in suo onore una chiesa. La primitiva diocesi sarebbe stata formata da Rovereto o Roboreto, castello che costituì il nucleo della nuova città e da altre sette terre che ne aiutarono la fondazione. Il primo vescovo Arduino non fu consacrato. Nel 1180 Alessandro III stabilì che avesse il governo della diocesi il vescovo di Acqui che avrebbe dovuto chiamarsi alessandrino. L'unione non ebbe luogo perché dolorosa agli Acquesi. Rimessa in vigore nel 1206, di nome ma non di fatto, fu nel 1240 sciolta da Gregorio IX che restituì ad A. la sua autonomia. Non vi fu però vescovo ed il governo episcopale fu tenuto per qualche tempo dall'arcidiacono come rappresentante del capitolo. Nel 1405 la diocesi fu riordinata da Innocenzo VII. Con l'annessione del Piemonte alla Francia, Pio VII confermò, con breve del 1805, il decreto imperiale di soppressione della diocesi, che venne incorporata a Casale. Fu ristabilita nel 1817 e dichiarata suffraganea di Vercelli.

La cattedrale, dedicata a s. Pietro, costruita nel 1178, riedificata verso la fine del sec. XIII, fu demolita nel 1803 dalle autorità francesi che occuparono A. La nuova fu costruita tra il 1808 e il 1810. L'antica chiesa di S. Maria Castello, del sec. XII, è stata conservata nelle linee fondamentali, recentemente messe in luce da restauri, e presenta un interessante e pittoresco lato absidale.

Tra i numerosi monasteri della diocesi sono le abbazie benedettine di S. Michele e S. Giustina e S. Maria di Castello. A Bosco Marengo, nelle vicinanze di A., nacque s. Pio V (Michele Ghislieri).

Patrona della città è la Madonna delle Salve. Fino alla fine del '700 si svolgeva in A. una solenne cerimonia religiosa del venerdì santo detta «il mortorio di Cristo».

La diocesi ha una superficie di 754 kmq., con 138.000 ab., di cui 137.750 cattolici; comprende 26 comuni della provincia di A., 198 chiese, 66 parrocchie, 135 sacerdoti diocesani.

BIBLI: Rimandiamo all'opera fondamentale di A. Manno, Bibliografia storica degli Stati della monarchia di Savoia. II, Torino 1891, pp. 118-74; citiamo solo: Ughelli, IV, pp. 312-26; G. Casalis, Diz. stor., stat., comm., degli Stati di S. M. il Re di Sardegna. I, Torino 1833, p. 182 sg.; P. B. Gams, Series episcoporum ecclesiae catholicae, Regensburg 1873, p. 811; F. Gasparolo, Dissertazioni storico-critiche sopra A., Alessandria 1887; F. Savio, Gli antichi vescovi d'Italia. Il Piemonte dalle oresini al 1300, Torino 1898, pp. 2, 22, 66-68, 590; Eubel, I, p. 82; II, p. 96; III, p. 115; J. Fraikin, s. v. in DNG, II, coll. 369-74. Cfr. inoltre la Rivista di Storia, arte, archeologia della provincia di Alessandria, ivi pubblicata fino dal 1802 dalla Sezione di Alessandria della R. Deputazione subalpina di Storia Patria.

Noemi Crostarosa Scipioni

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Di Noemi Crostarosa Scipioni

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. I (1948), coll. 754–756.

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Crostarosa, Scipioni Noemi. “Alessandria, diocesi di.” In Enciclopedia Cattolica, vol. I, coll. 754–756. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1948. https://azioneromana.com/it/article/alessandria-diocesi-di.

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Crostarosa, Scipioni Noemi. “Alessandria, diocesi di.” Enciclopedia Cattolica, vol. I, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1948, coll. 754–756. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/alessandria-diocesi-di.

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