Enciclopedia Cattolica vol. VII, 1951 Arte Particolari

LECTORIUM

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JUBÉ rimanda qui.

LECTORIUM - L. nella cattedrale di León (Spagna), opera di Stefano Jordán (1578).
LECTORIUM - L. nella cattedrale di León (Spagna), opera di Stefano Jordán (1578).

LECTORIUM. - Muro divisorio fra coro e navata nelle chiese medievali. In francese detto jubé, in inglese rood screen o roodloft, vale a dire « tribuna del Crocifisso », in fiammingo doxale, in tedesco Lettner, trascoro in spagnolo.

Il l. appare sin dalla seconda metà del sec. XII prima in Francia, poi in Italia, Germania, Paesi Bassi, Inghilterra, ove ebbe il massimo sviluppo e la massima diffusione. La sua origine è discussa: esso potrebbe derivare da una sopraelevazione del muro di testa delle cripte romaniche o da un ulteriore sviluppo dell'unione fra la pergula e l'ambone o pulpito. Il l. si trova soprattutto nelle chiese con servizio corale: cattedrali, abbaziali, collegiate, raramente in chiese parrocchiali, mai nelle chiese dei Minori o dei Predicatori. Esso propriamente consiste in una tribuna elevata sopra un muro molto spesso fra coro e navata (o navate). Il muro è riccamente decorato con sculture e anche pitture ed è quasi sempre collegato alla struttura architettonica della chiesa; la tribuna o corridoio soprastante è accessibile attraverso una o più scale. Generalmente nel l. sono incorporati due pulpiti sporgenti e non di rado vi fu posto l'organo, onde il nome doxale e odeum, dunque una vera cantoria (v.), che poi fu posta a ridosso di altre pareti della chiesa. Spesso però il l. consisteva soltanto in un muro divisorio senza galleria e pulpiti. Sempre però si trova addossato al l. un altare, dedicato generalmente alla S. Croce la quale sovrasta il l. stesso o pende dalle volte. Scopo principale del l. fu di mantenere una separazione tra il presbiterio, riservato ai religiosi che celebrano il servizio divino, e le navate, riservate al popolo. Quando, nell'epoca della Riforma cattolica e soprattutto nell'età barocca, una nuova mentalità liturgica pose al centro della pietà il sacrificio della Messa, venne meno l'uso dei l., moltissimi dei quali furono demoliti, e, spesso, sostituiti da grandiosi cancelli che, mentre mantennero la separazione prescritta fra clero e laici, davano piena libertà a questi ultimi di seguire le funzioni solenni. Una curiosa reminiscenza del l. si è conservato nel Pontificale Romanum, De ordinatione lectorum, ove il vescovo, nella sua ammonizione, dice all'ordinando : « Ideoque, dum legitis, in alto stetis, ut ab omnibus audiamini et videamini », frase che si trova già nel Pontificale di Guglielmo Durando (cf. M. Andrieu, Le Pontifical Romain au moyen âge, III, Le Pontifical de G. Durand [Studi e testi, 88], Città del Vaticano 1940, p. 342), e rispecchia certamente l'uso d'allora.

LECTORIUM - L. di Brou (sec. XV) - Eure-et-Loire (Francia).
LECTORIUM - L. di Brou (sec. XV) - Eure-et-Loire (Francia).
(da C. Enlart, Manuel d'arch. française, II, Parigi 1929, fig. (21))

L'esempio di un l. più antico in Italia si trova nella chiesa abbaziale di Vezzolano (Asti), datato al 1189; quello di Modena, più antico, è scomparso; in Francia si possono notare i l. nelle cattedrali di Chartres, Bourges, Reims, Parigi, nell'abbaziale di Chaise-Dieu, gli esistenti a Albi, a Troyes (S. Maddalena) e altri; in Germania a Naumburg, Magdeburgo, Halberstadt, Wechselsburg (esistenti), Magonza, Meissen e molti altri, distrutti; nel Belgio a Tournai, Lovanio, Dixmuiden (esistenti) e altri; in Inghilterra a Canterbury, York, Gloucester; in Spagna a Toledo, Burgos, León, Avila e altri. - Vedi tav. LXV.

In alto: LECTORIUM NEL CORO OCCIDENTALE del duomo di Naumburg (sec. XV). In basso: LECTORIUM DELLA CHIESA DI S. MARIA DE' FRARI (1475) - Venezia.
Tav. LXV In alto: LECTORIUM NEL CORO OCCIDENTALE del duomo di Naumburg (sec. XV). In basso: LECTORIUM DELLA CHIESA DI S. MARIA DE' FRARI (1475) - Venezia.(da W. Fowler, Der Naumburg Dom und seine Bildwerke, Section 1931, lat. 24) · (fot. Altamir)
Bibliografia10 opere
BIBL.: E. Viollet Le Duc, s. v. in Dictionnaire raisonné de l'architecture française, VI, Parigi 1863, pp. 147-50; H. Otte, Handbuch der kirchl. Kunstarchäologie, I, Lipsia 1883, p. 51 sgg. (con indice delle chiese); Fr. Bond, Screens and galleries in english churches, Londra 1908, con indice del l. in Inghilterra; G. Cyprian Alston, Rood, in Cath. Enc., XIII (1912), pp. 181-82; J. Braun, Der christl. Altar, Friburgo, 1924, passim; H. Leclercq, Jubé, in DACL, VII (1927), coll. 2767-69; Stullfauth, Latiner, in Die Religion in Gesch. und Gegenwart, III (1929), coll. 1596-97; L. Eisenhofer, Handbuch der kath. Liturgik, II, Friburgo in Br. 1932, pp. 366-68; A. Mayer-Pfannholz, Liturgie und Barock, in Jahrbuch f. Liturgiewissenschaft, 15 (1936), pp. 76-154; A. J. Jungmann, Missarum sollemnia, I, Vienna 1948, pp. 321-22 e passim.

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Di Giuseppe Löw

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. VII (1951), coll. 1014–1015.

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Lów, Giuseppe. “Lectorium.” In Enciclopedia Cattolica, vol. VII, coll. 1014–1015. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1951. https://azioneromana.com/it/article/lectorium.

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Lów, Giuseppe. “Lectorium.” Enciclopedia Cattolica, vol. VII, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1951, coll. 1014–1015. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/lectorium.

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