EUSTACHIO a consu, santi, martiri. - Di Εὐανάθως Πλασιλάς (Eustathius, Placidus, Eustasius), Teopista, sua moglie, Teopisto e Agapio suoi figli, non sono state conservate notizie storiche attendibili. Non si possono localizzare in nessun modo; nel caso che se ne ammetta la storicità, si dovrebbe pensare a martiri d'origine orientale. Che la scena della prodigiosa conversione di E. sia avvenuta sull'alta rupe (m. 1200), dove sorge il santuario di S. Maria in Vulturella, e Mentorella, sopra Ceciliano (Tivoli), è leggenda del tardo medioevo che non merita credito.
I testi agiografici che li riguardano in greco, in latino, in armeno, in siriasco e in volgare (BHG, 641-43; BHL, 2760-71; supplementum, p. 116; BHO, 298-99; Monteverdi, II, pp. 27-101) sono redazioni varie di un po romanzo di avventure, il cui autore di lingua greca si è ispirato a racconti d'origine popolare alcuni dei quali trovano riscontri in leggende indiane. Il romanzo consta di tre parti: la prima comprende la conversione del ricco generale romano del tempo di Traiano, Placida o Placido, e della sua famiglia. Placida si converte dopo una visione avuta durante una partita di cacciat scorge fra le corne di un cervo, rifugiatosi su un'alta roccia, una croce luminosa con l'immagine di Cristo che gli parla per mezzo dell'animale. Al Battesimo prende il nome di Eustazio diventato poi E. La seconda racconta lo sfacelo della sua fortuna e della sua famiglia e le avventurose vicende di cui sono oggetto i singoli membri di essa che finiscono per ritrovarsi, mentre E.
(Id. Gen. fot. ...)
EUSTACHIO e consu, santi, martiri. - Il cervo con Cristo fra le corne apparve, secondo la leggenda, a. s. E. Pannello di altare ligneo. Opera del Magister Guilielmus (sec. XII-XIII) - Tivoli, santuario di S. Maria in Vulturella.
fatto ricercare nel frattempo dall'Imperatore, conduciva una campagna contro i barbari. La terza è riservata al martirio di E. e famiglia. E. rifiuta di seguire l'Imperatore Adriano che intendevo offrire un sacrificio ad Apollo in segno di ringraziamento per la vittoria. L'Imperatore fa rinchiudere E. e la sua famiglia in un toro di bronzo arroventato.
CULTO
La venerazione di E. si fa viva nel basso medioevo sotto l'influsso della leggenda. La più antica attestazione ne è la chiesa eretta in suo onore, all'inizio del sec. VIII, sulle rovine delle terme Neroniane Alessandrine, detta diaconia S. Eustatii, basilica besti Eustatii Martyris (Lib. Pont., II, pp. 11, 75) cui poi si aggiunse l'appellativo: in platana o iuxta templum Agrippae (cf. Ch. Huelsen, Le chiese di Roma nel medioevo, 1 June 1927, p. 251; R. Krautheimer, Corpus basilicarum Christianorum Romae, I, fasc. III, Città del Vaticano 1940, p. 216; v. DIACONIA). Nei libri liturgici antichi, figura al 20 sett. nei soli evangelari di tipo romano puro (Σ) della metà del sec. VIII (cf. Th. Klauser, Dus römischen Capitulare Evangeliorum, Münster in W. 1935, p. 124; cf. anche pp. 85, 181), mentre rimane sconosciuto ai vari tipi di Sacramentari e al Martirologio geronimiano (ad eccezione del codice corbeiense del sec. XI, al 1° nov.). Il nome di E. e dei componenti la sua famiglia figura in una litania di carattere privato contenuta nel Salterio del monastero di Nostra Signora di Soissons, della fine del sec. VIII (cf. M. Coens, Anciennes litanies des Saints, in Andrieia Bollandiana, 62 [1944], pp. 133, 139). Nel Martirologio di Uvuardo, è registrato al 2 nov. (cf. ed. di J.-B. Du Sollier, in Acra SS. Juni, VII, Venezia 1756, pp. 644-45), data in cui è ricordato nella maggior parte dei messali (dal sec. XI) e dei breviari (dal sec. XII) descritti da V. Leroquais (cf. Les sacramentaires et uniscès mss. des bibl. publ. de France, III, Parigi 1924, p. 563 [indice]; Les breviaires mss. des bibl. publ. de France, V, ivi 1934 [indice], al 20 sett. [8 brev.], altri al 3, 4, 5, 9 nov., alcuni al 20 maggio, uno al 16 sett.; cf. anche A. Ebner, Iter Italicum, Friburgo in Br. 1896 [indice]). Nei Sinassari la festa di E. e consu è posta al 20 sett. e a Costantinopoli la sinassi aveva luogo nella loro chiesa by vō Δευτέρα (Synos. Constantinop., col. 61); alla stessa data è ricordato nel Calendario marmoreo di Napoli (cf. ed. D. Mallardo, Roma 1947, p. 155) e negli odierai libri liturgici romani nei quali la data del 20 sett. ha prevalso soltanto con il sec. XVI. Figura tra i santi Ausiliatori (v.); a Parigi esiste una magnifica chiesa del sec. XVI, già nota nel sec. XIII; è protettore dei cacciatori e dei guardiacaccia.
Tav. LVI(Int. Interna)VISIONE DI S. EUSTACHIO. Dipinto di Pisanello (ca. 1440) - Londra, Galleria Nazionale.
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“EUSTACHIO a consu, santi, martiri.” In Enciclopedia Cattolica, vol. V, coll. 859–862. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1950. https://azioneromana.com/it/article/eustachio-a-consu-santi-martiri.
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“EUSTACHIO a consu, santi, martiri.” Enciclopedia Cattolica, vol. V, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1950, coll. 859–862. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/eustachio-a-consu-santi-martiri.
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