Enciclopedia Cattolica vol. XI, 1953 Arte Particolari

SMALTO

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BASSE TAILLE, CHAMPLEVE, CLOISONNÉ rimandano qui.

SMALTO. - Nelle botteghe di oreficeria gli s. hanno avuto sempre, in tutte le epoche, una notevole applicazione per la decorazione degli oggetti. La pasta vitrea, colorata in vario modo con ossidi metallici e fusa, viene sovrapposta alle lamine metalliche con procedimenti diversi a seconda dell'epoca e delle scuole.

I. S. INCASSATO (cloisonné)

Secondo questa tecnica la pasta vitrea è racchiusa in alveoli formati secondo il disegno e secondo le varietà cromatiche delle singole stesure. La tecnica, di origine persiana, passò alle officine barbariche nel complesso delle esperienze derivate dalla tarda romanità (fibule del Museo civico di Torino, ampolla di Pinguent, Vienna, Museo; corona di Teodolinda, Monza, tesoro della Cattedrale, ecc.).

A Bisanzio questa tecnica si continua ma ottenendo trasparenze limpidissime nei colori, armoniosa movenza della linea aurea del contorno ed intarsiature coloristiche perfette (gruppo di s. appartenenti alla più antica pala di altare del duomo di Venezia, sec. XI; reliquiario del Tesoro di S. Marco, ecc.). Così a Montecassino, quanto a Palermo, per opera di orefici bizantini e di imitatori la tecnica venne applicata per le ricche oreficerie sacre e profane (corona di Costanza normanna, Palermo, Cattedrale; manto per l'incoronazione dei re normanni, Vienna, Kunsthistorische Museum). Negli altri s. a motivi figurativi, la frequenza dei fili d'oro degli alveoli scompose e ricompose le superfici in un ritmo stilistico che venne imitato nella pittura fino al tardo '200 (Cimabue, Duccio). Tra le opere eseguite nell'Italia meridionale e in Sicilia: la Croce reliquiario nel duomo di Napoli; la Coperta di evangelario nel duomo di Capua; la Mitra nella cattedrale di Scala; la Croce di Gaeta; la Croce di Cosenza; l'altarino portatile di Agrigento, ecc. Accogliendola direttamente ed indirettamente attraverso i contatti con le opere delle officine mosane e renane, questa tecnica venne spinta, con la graduata colorazione degli s., ad effetti più plastici dalla scuola recentemente localizzata in Lombardia e alla quale apparterrebbero la legatura del codice di Ariberto del sec. XI (posta in rapporto alla rilegatura del duomo di St-Denis al Louvre) la legatura della cattedrale di Vercelli, la Pace di Chiavenna, ecc.

II. S. AD INCAVO (champlévé)

La tecnica elaborata nelle officine nordiche, ma di origine romana, consiste nel colare lo s. su lastre di rame incavate secondo il disegno, ma prive di alveoli veri e propri. E dapprima (sec. XII) si colora di s. la figura o la decorazione lasciando al fondo il naturale colore del metallo, poi (primi del sec. XIII) si riserva il tono del metallo alla decorazione e si colora di s. il fondo. Sotto la pressione della scultura, si modella anche in rame in tutto o in parte la figura, sovrapponendola sul piano smaltato. In questa tecnica, nelle officine sulla Mosa, vennero eseguiti s. per opere di oreficeria quali lo Croce d'oro (sec. X) e la Cassa reliquiario di S. Servazio a Maestricht, l'altarino portatile di Stavelot a Bruxelles (Musées Royaux d'art et d'histoire) ecc., sempre con rara esperienza. Un nuovo repertorio decorativo si venne a poco a poco formando, e dai contatti con l'oreficeria della Spagna pervengono motivi islamici mentre altri motivi passano dai fondi quadrettati delle miniature francesi: iscrizioni a caratteri pseudocufici, sottili rami con fiori, cerchi, crocette, adornano gli oggetti sacri e profani prodotti dalle officine di Limoges, che in vasta serie si diffondono in tutta Europa, determinando anche vari centri di imitazione in Spagna come in Italia (numerosi esempi nel Museo di Cluny, al Louvre, al Museo Cristiano Vaticano, al Bargello, nella cattedrale di Agrigento, ecc. Tra le derivazioni: l'Arca di S. Domingo a Silos, prodotto di officina spagnola, lo s. del ciborio di S. Nicola della cattedrale di Bari, la Croce del Museo di Catania, ecc.). Anche da questi s. che si svolgevano sopra una gamma cromatica variata dal blu all'azzurro cielo, con verdi e rossi, pervennero alla pittura del '200 influenze ed alcuni ristagni di iconografie bizantine più frequenti nelle opere limosine e di iconografie ottoniane nelle officine sulla Mosa.

III. S. TRASLUCIDO

In Italia, principalmente a Siena, sorge nella seconda metà del '200, dopo che Guccio di Mannaia ne diede il primo esempio nel famoso calice di Niccolò IV (1288-92) nel duomo di Assisi, una nuova tecnica che ben presto si diffonde in tutta Europa, quella che il Vasari diceva eseguita su bassorilievo. Scomparsa la necessità del rigido contorno, la pittura a s. riveste con superficie vitrea e splendente la lamina d'oro e d'argento sulla quale è stata tracciata a delicatissimo rilievo la figura o la scena.

SMALTO - Placca con figura riservata su fondo azzurro riproducente un falconiere a cavallo. Particolare del lato sinistro del cofano del card. Gualà Bichieri, con s. ad incavo di Limoges (1° quarto del sec. XIII). Già co
SMALTO - Placca con figura riservata su fondo azzurro riproducente un falconiere a cavallo. Particolare del lato sinistro del cofano del card. Gualà Bichieri, con s. ad incavo di Limoges (1° quarto del sec. XIII). Già conservato nell'abbazia di S. Andrea di Vercelli, ora proprietà privata.
(ad L. Nalle, in Boll. della Sac. Pirmond. di Arch. e Belle Arti, IV-V, 1950-51, p. 99)
SMALTO - Copertura bizantina in argento con l'arcangelo Michele, rivestita di s. incassati e gemme incastonate (sec. XI). Venezia, Tesoro della basilica di S. Marco.
SMALTO - Copertura bizantina in argento con l'arcangelo Michele, rivestita di s. incassati e gemme incastonate (sec. XI). Venezia, Tesoro della basilica di S. Marco.(fot. Alinari)
SMALTO - Piastra raffigurante Adamo risorgente, con s. ad incavo e fogliami a modo di vermicolato - Biblioteca Vaticana, Museo Sacro.
SMALTO - Piastra raffigurante Adamo risorgente, con s. ad incavo e fogliami a modo di vermicolato - Biblioteca Vaticana, Museo Sacro.

Tra i capolavori: il reliquiario del S.mo Corporale nel duomo di Orvieto eseguito da Viva e Ugolino da Vieri e il busto reliquiario di s. Agata eseguito da Giovanni di Bartolo senese ad Avignone, per la cattedrale di Catania.

IV. S. DIPINTO

Mentre la tecnica dello s. traslucido riceve numerose applicazioni anche nella oreficeria sia chiesastica che civile, già nella metà del '400 a Limoges comincia la nuova tecnica che consiste nel dipingere con lo s. fuso sulle lastre di rame. Operarono con questa tecnica, spingendola alla massima perfezione, i maestri Pénicaud, Léonard Limousin, Pierre Reymond, ecc. e la loro produzione mantenne sempre qualità di arte.

In Italia massimamente nel '700 la pittura a s. venne usata per medaglioni sacri, per tabacchiere, per vari oggetti. Nell'oreficeria dell'Ottocento che già comincia ad essere eseguita in serie, gli s. scompaiono mentre vengono ripresi con adattamenti del tutto nuovi dall'oreficeria moderna massime di Francia, preferendo le tecniche più antiche che lasciavano allo s. il pieno arbitrio di comporre pure e semplici intarsiature cromatiche. - Vedi tavv. LII-LIII.

A sinistra: MATER DOLOROSA. Smalto dipinto su rame, attribuito ad A. Monvaerni. Arte di Limoges (sec. xv) - Parigi, Museo di Cluny. A destra: PIASTRA con smalti ad incavo di Limoges (sec. xiii) e figura sovrapposta di Angelo - Roma, Museo di Palazzo Venezia.
Tav. LII A sinistra: MATER DOLOROSA. Smalto dipinto su rame, attribuito ad A. Monvaerni. Arte di Limoges (sec. xv) - Parigi, Museo di Cluny. A destra: PIASTRA con smalti ad incavo di Limoges (sec. xiii) e figura sovrapposta di Angelo - Roma, Museo di Palazzo Venezia.(fot. Alinari)
FLAGELLAZIONE, CROCIFISSIONE, GESÙ DERISO. Trittico in smalto dipinto. Bottega di Nardon Pénicaud (sec. XVI) - Biblioteca Vaticana, Museo sacro.
Tav. LIII FLAGELLAZIONE, CROCIFISSIONE, GESÙ DERISO. Trittico in smalto dipinto. Bottega di Nardon Pénicaud (sec. XVI) - Biblioteca Vaticana, Museo sacro.(fol. Biblioteca Vaticana)
Bibliografia19 opere
BIBL.: Ch. de Linas, Les origines de l'orfèrerie cloisonnée. Parigi 1877; E. Rupin, L'oeuvre de Limoges, ivi 1890; E. Molinier, L'orfèrerie religieuse et civile du Ve à la fin du XVe siècle, ivi 1901; Venturi, II, pp. 60-64, 634-73; IV, pp. 1076-81; O. von Falke, Deutsche Schmelzarbeiten des Mittelalters. Düsseldorf 1902; A. Michel, Hist. de l'art. I, Parigi 1905, p. 275; I, II, ivi 1905, p. 865 sgg.; III, II, ivi 1908, pp. 889-96; V, I, ivi 1912, pp. 448-61; P. Toesca, Storia dell'arte ital., I, Torino 1927, pp. 335, 353, n. 73, 1115-21, 1147, n. 64; M. Accascina, Oreficeria limosina e bizantina in Sicilia, in Boll. d'arte del Ministero della P. I., 22 (1928), pp. 551-64; A. Morassi, Antica oreficeria ital., Milano 1936; Y. Hachembroch, Italienisches Email des frühen Mittelalters, Basel 1938, p. 44 sgg., figg. 20-22; F. Scholman, Gli s. del Museo Sacro Vaticano, Città del Vaticano 1939; M. Chancey Ross, Eixaltes catalanes de los siglos XII e XIII, in Arch. esp. de art. n. 44, marzo-aprile 1941; I. de Borchgrave d'Altena, Oeuvres de nos imagers romans et gothiques. Sculptures, Ivoiries... 1923-1950, Bruxelles 1944; L. Mallé, Antichi s. cloisonnés e champenoises de l'err. XI-XIII in raccolte e musei del Piemonte, in Bull. Soc. piemont. d'arch. e di belle arte, 3 (1949), pp. 38-79; 4-5 (1950-51), pp. 54-136.

Maria Accascina

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. XI (1953), coll. 817–819.

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Accascina, Maria. “Smalto.” In Enciclopedia Cattolica, vol. XI, coll. 817–819. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1953. https://azioneromana.com/it/article/smalto.

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Accascina, Maria. “Smalto.” Enciclopedia Cattolica, vol. XI, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1953, coll. 817–819. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/smalto.

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